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11 Settembre 2001: storia degli attentati alle Torri Gemelle di New York

Maggio 17, 2024

Gli attentati dell’11 settembre 2001 furono uno spartiacque nella storia americana. Il gruppo terroristico al-Qaeda venne considerato il mandante dei dirottatori che fecero precipitare gli aerei sul World Trade Center di New York, sul Pentagono e su Shanksville, in Pennsylvania.

Questi furono i primi attacchi su vasta scala di una potenza esterna a essere condotti con successo sul territorio continentale degli Stati Uniti dal 1814 (durante gli eventi della Guerra del 1812 contro l’Inghilterra). Con un numero di morti di quasi 3.000 persone, gli attacchi superarono il numero di vittime dell’attacco giapponese a sorpresa di Pearl Harbor nel dicembre del 1941, che causò circa 2.400 morti.

Gli obiettivi primari degli attacchi dell’11 settembre furono bersagli civili e finanziari con alto valore simbolico, e coinvolsero il dirottamento di quattro aerei di linea.

I 24.000 galloni (circa 91.000 litri) di carburante presenti nei serbatoi degli aerei li trasformarono in veri e propri missili incendiari. Due di questi vennero fatti collidere con le due Torri Gemelle del World Trade Center a New York, e il terzo fu fatto cadere sul Pentagono, la sede del ministero della difesa americano, ad Arlington (Virginia).

L’ultimo aereo precipitò in un campo della Pennsylvania, presso la città di Shanksville. Si suppone, sebbene non sia stato mai dimostrato, che i dirottatori volessero farlo cadere sul Campidoglio o sulla Casa Bianca. Le registrazioni della scatola nera sembrano aver messo in luce il tentativo di rivolta dei passeggeri.

Sullo schianto esistono a tutt’oggi alcuni dubbi, le varie versioni parlano di un abbattimento volontario da parte di aerei militari (per evitare ulteriori schianti, ma questa ipotesi è altamente improbabile), o di una rivolta dei passeggeri, o della decisione dei dirottatori di suicidarsi dopo aver considerato la difficoltà di mantenere l’ordine a bordo.

Oltre alla perdita di quasi 3.000 vite umane, andarono distrutti o furono gravemente danneggiati diversi edifici, fra i quali le Torri Gemelle del World Trade Center che crollarono in seguito agli impatti, coinvolgendo nella distruzione cinque edifici limitrofi e cinque stazioni della metropolitana. L’area, il cui sgombero completo ha richiesto un lunghissimo tempo, è stata ribattezzata Ground Zero. Anche parte del Pentagono fu danneggiato e crollò.

Gli attentati alle Torri Gemelle

Negli anni precedenti l’attacco, Osama bin Laden, leader dell’organizzazione fondamentalista islamica al-Qaeda, aveva maturato la convinzione che la forza degli Stati Uniti in politica estera si fosse indebolita. Questa convinzione era alimentata da vari ritiri militari e fallimenti degli USA, iniziando dagli anni Settanta con eventi come il ritiro dal Vietnam e dal Libano.

L’attacco alle Torri Gemelle era motivato da una serie di obiettivi politici e ideologici. Bin Laden vedeva gli Stati Uniti come un nemico dell’Islam, criticando in particolare la loro presenza militare in territori considerati sacri dai musulmani, come l’Arabia Saudita. Gli attacchi erano anche una rappresaglia contro le politiche degli USA nel Medio Oriente, inclusi gli interventi militari in Afghanistan e le sanzioni contro l’Iraq.

Bin Laden sperava di evidenziare la vulnerabilità degli Stati Uniti e di incitare una rivolta anti-americana a livello globale. Un obiettivo secondario era quello di destabilizzare i governi alleati degli USA e favorire la crescita del fondamentalismo islamico militante. Il World Trade Center, simbolo dello stile di vita e della prosperità finanziaria americana, era un obiettivo scelto per il suo forte valore simbolico.

Khalid Sheikh Mohammed, il principale ideatore degli attacchi dell’11 Settembre, presentò il suo piano a Bin Laden per la prima volta nel 1996. Questo piano, di portata internazionale, prevedeva il reclutamento di dirottatori suicidi in Medio Oriente e la loro formazione come piloti negli USA.

Gran parte dei dirottatori scelti proveniva dalla cosiddetta ‘cellula di Amburgo’, un gruppo che si radicalizzò vivendo in Germania. Questi individui decisero di recarsi in Afghanistan nel 1999 per incontrare Bin Laden. Una volta là, furono selezionati per la loro conoscenza dell’Occidente e per la loro capacità di integrarsi negli Stati Uniti senza suscitare sospetti.

Entrambi i voli che colpirono le Torri Gemelle (American Airlines 11 e United Airlines 175) partirono dall’aeroporto di Boston, ciascuno con cinque dirottatori a bordo: il primo alle 7:59, il secondo alle 8:15. Alle 8:19, il personale del volo 11 segnalò un dirottamento in corso e la perdita di comunicazione con la cabina. Mohammed Atta, sbagliando a premere un pulsante e credendo di parlare ai passeggeri, finì per comunicare alla torre di controllo l’obiettivo del dirottamento. La torre di controllo informò subito le autorità competenti.

Il volo 11 colpì la Torre Nord del World Trade Center alle 8:46, causando una vasta esplosione e incendi. L’impatto e i successivi incendi impedirono le evacuazioni dal 91° piano in su. Mentre la scena era ripresa da numerosi passanti, alle 9:03, il volo 175 colpì la Torre Sud, causando un’ulteriore esplosione.

Il presidente George W. Bush era in visita presso una scuola elementare in Florida quando venne informato degli attacchi. La sua reazione fu misurata per non allarmare i bambini presenti. Successivamente, si trasferì a bordo dell’Air Force One verso una località sicura. La risposta immediata del governo fu quella di interrompere o deviare tutti i voli nello spazio aereo americano, un’operazione conosciuta come “Ground Stop.”

Poco prima delle 10:00, a causa dei danni strutturali e degli incendi, la Torre Sud collassò, seguita dalla Torre Nord circa 30 minuti dopo.

La Torre Nord del World Trade Center collassò alle 10:28, circa 30 minuti dopo la Torre Sud. Il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ordinò di innalzare lo stato di allerta militare a un livello molto alto, poiché, nonostante tutti i voli dirottati si fossero già schiantati, il governo non aveva ancora una chiara comprensione della portata o della natura di ulteriori minacce. Il presidente George W. Bush fu trasportato in un bunker antiatomico in Nebraska e successivamente riportato vicino a Washington intorno alle 16:30.

Nel frattempo, il sindaco di New York, Rudolph Giuliani, si recò rapidamente nel luogo dell’incidente per coordinare le operazioni di soccorso e sicurezza. Alle 17:20, il World Trade Center 7, un terzo edificio del complesso, collassò a causa dei danni strutturali inflitti dai crolli delle due torri principali, nonché degli incendi che ne compromisero ulteriormente la stabilità.

Alle 20:30, il presidente George W. Bush si rivolse alla nazione americana tramite un discorso registrato, trasmesso a reti unificate in televisione. Nel suo discorso, il presidente descrisse come lo stile di vita americano e la sicurezza della nazione fossero stati minacciati da una forza malvagia e premeditata con gli attacchi di quel giorno. Sottolineò che l’obiettivo di questa forza era spaventare la nazione e attaccare i simboli più grandi di libertà e opportunità, riferendosi agli Stati Uniti. Clarificò infine che gli americani avrebbero reagito senza indugiare.

Oltre alle morti causate dagli impatti diretti, sia negli equipaggi che nelle Torri Gemelle, il crollo delle torri fu particolarmente fatale. Inoltre, la diffusione nell’aria di grandi quantità di sostanze tossiche e cancerogene ha provocato numerose morti e malattie, effetti che continuano a verificarsi anche oggi.

Il Bullhorn Speech di George Bush

Il Bullhorn Speech, letteralmente “Discorso al megafono”, è un ottimo esempio di retorica politica americana, ed è stato fatto dal Presidente Bush il 14 Settembre 2001, presso Ground Zero, di fronte a una piccola folla di lavoratori coinvolti nello smantellamento dei detriti degli edifici del WTC e nella ricerca dei dispersi.

Bush, dopo aver ringraziato i lavoratori, commemorato le vittime e ricordato agli americani che la loro voce non verrà ignorata, allude al fatto che i responsabili dell’11 Settembre non l’avrebbero passata liscia.

Bullhorn Speech in inglese

President Bush: Thank you all. I want you all to know — it [bullhorn] can’t go any louder — I want you all to know that American today, American today is on bended knee, in prayer for the people whose lives were lost here, for the workers who work here, for the families who mourn. The nation stands with the good people of New York City and New Jersey and Connecticut as we mourn the loss of thousands of our citizens

Rescue Worker: I can’t hear you!

President Bush: I can hear you! I can hear you! The rest of the world hears you! And the people — and the people who knocked these buildings down will hear all of us soon!

Rescue Workers: [Chanting] U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.!

President Bush: The nation — The nation sends its love and compassion —

Rescue Worker: God bless America!

President Bush: — to everybody who is here. Thank you for your hard work. Thank you for makin’ the nation proud, and may God bless America.

Rescue Workers: [Chanting] U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.!

Bullhorn Speech in italiano

Presidente Bush: Grazie a tutti. Voglio che tutti sappiate — non può andare più forte — voglio che tutti sappiate che oggi l’America, oggi l’America è in ginocchio, in preghiera per le persone che hanno perso la vita qui, per i lavoratori che lavorano qui, per le famiglie che piangono. La nazione è al fianco della buona gente di New York City, del New Jersey e del Connecticut mentre piangiamo la perdita di migliaia dei nostri cittadini.

Soccorritori: Non riesco a sentirti!

Presidente Bush: Ma io posso sentirti! Posso sentirti! Il resto del mondo ti sente! E le persone — le persone che hanno abbattuto questi edifici presto ci sentiranno tutti!

Soccorritori: [Cantano] U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.!

Presidente Bush: La nazione — La nazione invia il suo amore e la sua compassione —

Soccorritori: Dio benedica l’America!

Presidente Bush: — a tutti coloro che sono qui. Grazie per il vostro duro lavoro. Grazie per rendere orgogliosa la nazione, e possa Dio benedire l’America.

Operatori di soccorso: [Cantano] U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.! U.S.A.!

L’attentato al Pentagono

Fra i quattro voli che furono dirottati la mattina dell’11 Settembre, uno era l’American Airlines 77, partito da Dulles (nei pressi di Washington) alle 8:20. Dopo trentuno minuti dal decollo, cinque dirottatori capitanati da Hani Hanjour presero il controllo della cabina di comando e fecero spostare tutti i passeggeri nella parte posteriore dell’aereo. Da qui, alcuni riuscirono a fare delle furtive telefonate ai familiari per informarli della situazione. A causa di un errore nella manipolazione delle comunicazioni a bordo, alcune delle comunicazioni dei dirottatori furono trasmesse per errore, rendendo evidente la situazione critica a bordo.

Dopo aver disattivato il pilota automatico, i dirottatori fecero svoltare l’aereo, dirigendolo verso il Pentagono. Le manovre compiute sono state descritte come sorprendentemente agili, tanto che l’aereo fu inizialmente scambiato per un caccia. A questo punto Hanjour fece scendere l’aereo in modo vertiginoso e aumentò la velocità fino a 850 chilometri orari. L’ultimo tratto del volo fu a una quota talmente bassa da riuscire a tranciare una serie di pali della luce. L’obiettivo dei dirottatori era niente meno che il Pentagono, sul cui lato Ovest fecero schiantare l’aereo alle 9:37.

I testimoni oculari nelle prossimità del Pentagono descrissero l’aereo che si avvicinava con un angolo ripido e riferirono di un urlo assordante del velivolo, seguito immediatamente da una grande esplosione e una palla di fuoco. Nessuno si aspettava di poter vedere una cosa del genere nel cuore degli Stati Uniti.

I soccorsi si misero in moto immediatamente dopo lo schianto, e si mossero inizialmente grazie all’iniziativa dei civili e dei militari presenti all’interno dell’edificio. Molti dei salvataggi compiuti durante la prima mezz’ora dallo schianto andarono a buon fine. Una volta raggiunta l’area, i pompieri della contea presero il controllo della situazione e allontanarono il personale non specializzato. Le squadre di soccorso divennero pienamente operative già dopo un’ora dall’impatto. Le operazioni furono state rallentate solo dai rumori di avvicinamento di altri due aeroplani: si temeva infatti che al primo schianto ne sarebbero seguiti altri, e per ben due volte venne dato ordine di evacuare momentaneamente il sito.

Lo schianto uccise tutti i passeggeri all’istante, insieme a 125 individui fra civili e personale governativo che erano presenti in quel momento nei pressi del punto d’impatto. L’esplosione dell’aereo e l’incendio propagato dal propellente nei serbatoi causarono un primo crollo localizzato alle 10:10, che fu seguito circa quaranta minuti dopo da un altro crollo, diffuso su tutti e cinque piani della struttura ma sempre localizzato. Fortunatamente, i 40 minuti circa intercorsi fra l’impatto e il primo crollo furono sufficienti per evacuare le persone presenti all’interno dell’edificio. I pompieri rilevarono una temperatura di circa 2000 gradi nell’incendio, e furono costretti ad aprire due linee tagliafuoco sul tetto del Pentagono, perché uno strato infiammabile di legno sotto il soffitto di ardesia aveva preso fuoco, e l’incendio si stava propagando.

Inizialmente si stimava che la ricostruzione del Pentagono potesse richiedere fino a tre anni, ma grazie all’impegno dei lavoratori, una parte significativa del progetto fu completata in tempo per il primo anniversario dell’attacco. Nella sezione ricostruita del Pentagono sono stati inclusi un piccolo memoriale interno e una cappella situata nel punto dell’impatto.

Un secondo memoriale, all’aperto, è stato commissionato dal Pentagono e progettato da Julie Beckman e Keith Kaseman. Questo secondo memoriale è stato inaugurato l’11 settembre 2008. Gran parte dell’edificio fu ristrutturata all’inizio del 2002, e il personale ebbe di nuovo accesso alla sua interezza a partire dall’agosto di quell’anno.

Il Volo United Airlines 93

Il Volo 93 dell’United Airlines è l’unico, fra i quattro dirottati negli attentati dell’11 Settembre, a non essere riuscito a raggiungere il suo obiettivo, che probabilmente era un altro edificio governativo nella zona di Washington D.C. Il volo era partito in ritardo dall’aeroporto di Newark, in New Jersey, alle 8:43, e l’attacco dei dirottatori era cominciato alle 9:28. Questi, guidati da Ziad Jarrah, uccisero un passeggero e lottarono con i piloti nella cabina, mentre gli operatori della torre di controllo da terra potevano sentire tutto, per via delle comunicazioni lasciate aperte.

Probabilmente, il ritardo nella partenza dell’aereo e nell’iniziativa dei dirottatori nel prendere il controllo furono determinanti per i fatti successivi, dato che nel mentre i membri dell’equipaggio poterono apprendere attraverso dei messaggi cosa era successo ai voli dirottati contro le Torri Gemelle. Ci sono diverse registrazioni di telefonate che testimoniano come i passeggeri fossero consapevoli del fatto che il dirottamento fosse parte di un attacco terroristico, nonostante le parole di Ziad Jarrah, che, dopo aver detto all’equipaggio di calmarsi in quanto sull’aereo ci sarebbe stata una bomba, affermò che sarebbero tornati nell’aeroporto di partenza.

La situazione fece sì che i passeggeri, alle 9:57, decidessero con una votazione di rivoltarsi contro i dirottatori. I sei minuti che seguirono sono stati ricostruiti a partire dalle registrazioni, e contengono momenti di grande tensione, anche se non è del tutto certo che cosa accadde di preciso. Inizialmente i passeggeri si lanciarono verso la cabina di comando, di fronte alla quale uno dei dirottatori faceva da guardia. Allertati dai rumori e dalle grida, i tre all’interno capirono cosa stesse succedendo, così Ziad Jarrah iniziò una serie di manovre molto brusche per impedire all’equipaggio di raggiungerli.

Jarrah fece rollare l’aereo alternativamente verso destra e sinistra. Dalle registrazioni si sentono grida, rumore di piatti e di vetri che si rompono. I rivoltosi non si fermarono: raggiunsero il dirottatore di guardia e lo aggredirono, mentre i tre piloti decidevano se uccidere tutti o aspettare. Jarrah cambiò poi strategia: fece andare l’aereo su e giù nella speranza di interrompere l’assalto, ma anche stavolta senza successo. I passeggeri utilizzarono il carrello per il cibo come ariete contro la porta della cabina. Da questo punto, le testimonianze divergono sulle esatte circostanze di come i passeggeri abbiano tentato di entrare nella cabina.

Intorno alle 10:03, l’aereo si schiantò in un campo vicino a Shanksville, in Pennsylvania. La collisione fu fatale per tutti a bordo. I soccorritori arrivarono sul sito dello schianto pochi minuti dopo che l’aereo aveva colpito il suolo, ma non essendoci sopravvissuti o feriti a terra non poterono fare molto. Le prime notizie non ufficiali di quanto fosse successo furono date dalla CNN, intorno alle 10:40.

Conseguenze dell’11 settembre

Nel giro di poche ore, il governo degli Stati Uniti, nella persona di G. W. Bush, incolpò per gli attacchi al-Qaeda, un gruppo fondamentalista islamico responsabile di molti altri atti terroristici. Questi fatti portarono alla cosiddetta guerra al terrorismo con l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’esercito degli Stati Uniti nell’ottobre 2001 e la deposizione del governo talebano.

Anche l’invasione dell’Iraq e la cattura di Saddam Hussein da parte delle forze anglo-americane del 2003 è stata ascritta dagli Stati Uniti a questa guerra al terrorismo (chiamata guerra preventiva), sebbene l’opportunità di questa scelta fosse stata, e sia tuttora, molto controversa.

Cronologia dell’11 settembre 2001

(Espressa rispetto al fuso orario di New York)

  • Ore 8.46: Il volo American Airlines 11 colpisce in pieno la torre nord del World Trade Center di New York.
  • Ore 9.03: Mentre le telecamere inquadrano l’incendio che si sviluppa sulla prima torre, il volo United Airlines 175 si schianta contro la torre sud.
  • Ore 9.17: Le autorità ordinano l’immediata chiusura di tutti gli aeroporti della zona di New York.
  • Ore 9.40: Il presidente americano George W. Bush, in visita a Sarasota, in Florida, dichiara che si tratta apparentemente di un attacco terroristico. Bush ordina un’indagine completa per dare la caccia ai terroristi e trovarli.
  • Ore 9.43: L’American Airlines 77 si schianta contro il Pentagono.
  • Ore 10.00: La Federal American Aviation (FAA), autorità americana per l’aviazione civile, ordina l’annullamento di tutti i voli civili negli Stati Uniti: è la prima volta che accade nella storia degli Usa.
  • Ore 10.05: La torre sud del World Trade Center crolla su se stessa.
  • Ore 10.10: Crolla un’ala del pentagono.
  • Ore 10.10: L’United Airlines 93 si schianta al suolo in Pennsylvania, a sudest di Pittsburgh.
  • Ore 10.13: L’edificio delle Nazioni Unite a New York viene evacuato, per un totale di settemila persone.
  • Ore 10.28: Crolla anche la torre nord del World Trade Center.
  • Ore 10.38: Si diffonde la notizia, poi smentita, dell’esplosione di un’autobomba al Dipartimento di Stato a Washington.
  • Ore 10.50: La compagnia aerea americana United Airlines annuncia che uno degli aerei che si sono schiantati sul World Trade Center appartiene alla sua flotta: si tratta di un Boeing 767.
  • Ore 11.18: L’American Airlines annuncia la perdita di due propri aerei: il volo American 11, un Boeing 767 in rotta da Boston a Los Angeles con 81 passeggeri e 17 membri di equipaggio, e il volo American 77, un Boeing 757 in rotta da Washington a Los Angeles, con 58 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio.
  • Ore 11.59: La United Airlines annuncia che un suo secondo volo, in rotta da Boston a Los Angeles con 56 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio a bordo, si è schiantato al suolo.
  • Ore 13.18: Il presidente Bush atterra in Louisiana, dopo aver deciso di non rientrare a Washington dalla Florida.
  • Ore 16.59: Secondo fonti americane i morti negli attentati sarebbero ventimila, il dato sarà poi rettificato.
  • Ore 17.45: L’attacco al Pentagono avrebbe fatto un centinaio di vittime fra morti e feriti.
  • Ore 18.07: Razzi cadono su Kabul, capitale dell’Afghanistan, che ospita Osama bin Laden, sospettato numero uno per gli attentati. Fonti del Pentagono negano che sia la rappresaglia americana. Si tratta di un attacco dell’Alleanza del Nord contro i Talebani.

Le vittime dell’11 settembre 2001

Furono dirottati 4 aerei: due Boeing 767 si schiantarono sul World Trade Center; i due Boeing 757 si schiantarono rispettivamente sul Pentagono e in Pennsylvania.

L’attacco provocò circa 2977 morti, inclusi 2753 sulle Torri Gemelle, 184 al Pentagono e 40 in Pennsylvania. A queste vittime si aggiungono i 19 terroristi. Non vi è un conteggio separato di 1161 persone scomparsi o corpi non identificati oltre ai totali delle vittime ufficiali.

I Memoriali dedicati alle vittime dell’11 settembre

Attacchi 11 settembre

Di seguito una panoramica dei cinque più importanti memorial eretti nei luoghi degli attacchi:

  • National September 11 Memorial & Museum (New York City, NY): Si tratta del memorial principale dell’11 Settembre, ed è situato dove sorgevano le Torri Gemelle, presso Ground Zero. Il memorial è composto da due piscine riflettenti poste in corrispondenza della pianta delle torri, circondate dalle incisioni dei nomi dei deceduti, e da un museo dedicato agli eventi dell’11 settembre.
  • Flight 93 National Memorial (Shanksville, Pennsylvania): il memorial si trova vicino al sito dove si è schiantato il Volo 93 dell’United Airlines. Questo è composto da una passeggiata commemorativa, un muro con scritti i nomi dei passeggeri e dell’equipaggio, e una torre d’osservazione.
  • Pentagon Memorial (Arlington, Virginia): Si trova presso il Pentagono, e commemora le vittime dell’attacco al Pentagono dell’11 Settembre. Lo compongono 184 panchine, ognuna dedicata a una vittima e disposte secondo l’ordine di nascita, che di notte vengono illuminate.
  • Tribute in Light (New York City, NY): Questo memorial, inizialmente concepito come installazione temporanea, proietta ogni anno due fasci di luce verticali nel cielo sopra il sito del World Trade Center, in occasione dell’anniversario dell’11 Settembre.
  • The Empty Sky Memorial (Jersey City, New Jersey): Questo memorial si trova presso Liberty State Park ed è costituito da due pareti di acciaio lunghe 63 metri, incise incisi i nomi delle vittime dell’11 settembre che provenivano dal New Jersey.

FAQ

L’11 settembre 2001 era un martedì.

  • American Airlines Volo 11:
    • Mohamed Atta (capo del gruppo e pilota)
    • Abdulaziz al-Omari
    • Wail al-Shehri
    • Waleed al-Shehri
    • Satam al-Suqami
  • United Airlines Volo 175:
    • Marwan al-Shehhi (pilota)
    • Fayez Banihammad
    • Mohand al-Shehri
    • Hamza al-Ghamdi
    • Ahmed al-Ghamdi
  • American Airlines Volo 77:
    • Hani Hanjour (pilota)
    • Khalid al-Mihdhar
    • Nawaf al-Hazmi
    • Majed Moqed
    • Salem al-Hazmi
  • United Airlines Volo 93:
    • Ziad Jarrah (pilota)
    • Ahmed al-Nami
    • Ahmed al-Haznawi
    • Saeed al-Ghamdi

Quando il primo aereo colpì le Torri Gemelle alle 8:46 EDT, in Italia erano le 14:46.

Fonti Consultate


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