Una delle maggiori problematiche metereologiche negli Stati Uniti sono senza dubbio il flagello degli uragani e dei tornado che ogni anno si abbattono sul Paese, provocando vittime e danni per miliardi di dollari. Purtroppo i fenomeni meteorologici di questo tipo non sono una novità e la popolazione americana ha dovuto imparare a conviverci nel corso dei decenni.
Cerchiamo di capire quindi cosa sono gli uragani e i tornado la loro evoluzione negli Stati Uniti e in che modo il Paese cerca di fronteggiare i danni causati dal maltempo.
Indice
- Cosa sono gli uragani
- Classificazione e nomenclatura degli uragani atlantici
- Cosa sono i tornadi
- Differenze fra tornadi e uragani
- Come viene gestita l’emergenza maltempo negli Stati Uniti
- In che periodo dell’anno si verificano i tornado e gli uragani?
- Perché gli americani costruiscono case di legno nonostante il maltempo
Cosa sono gli uragani

Per cominciare, è indispensabile comprendere in che cosa consiste esattamente un uragano. I meteorologi lo definiscono come una tipologia di ciclone tropicale che ha origine nel Pacifico Centrale, Orientale e nel nord dell’Atlantico, ovvero nell’emisfero settentrionale.
Il nome “uragano” deriva dalla parola taína “huracan”, che per i nativi americani dei Caraibi indicava il dio della tempesta e del vento. Un tipico uragano atlantico si forma tra l’estate e l’autunno, e per convenzione la stagione delle tempeste inizia il 1 giugno e si conclude il 30 novembre.
Gli uragani, però, non vanno confusi con i tifoni, che sono sostanzialmente la stessa tipologia di fenomeno, ma si differenziano per la zona di formazione. Infatti, i tifoni colpiscono soprattutto il Pacifico nord-occidentale e il Sud-est asiatico.
Nello specifico, gli uragani sono delle depressioni, cioè aree di bassa pressione atmosferica che si estendono per centinaia di chilometri sull’oceano. Sulle coste si generano fortissimi venti e precipitazioni che possono creare anche inondazioni.
L’aspetto è quello di un’enorme massa d’aria che ruota ad altissima velocità, scatenando venti al di sopra dei 120 km/h. Questi cicloni tropicali hanno origine soprattutto nelle aree più calde tra 5° e 30° di latitudine, dove l’acqua dell’oceano raggiunge almeno i 27°C.
Classificazione e nomenclatura degli uragani atlantici
Negli Stati Uniti è il National Hurricane Center a monitorare le condizioni atmosferiche dell’Atlantico, e periodicamente pubblica resoconti e dirama allerte meteo nella stagione degli uragani, che sono classificati in 5 categorie di potenza.
La scala di Saffir-Simpson misura l’intensità di questi cicloni tropicali dal 1971 e le classi sono state definite sulla base della velocità del vento. Inoltre, ogni categoria indica la possibile entità dei danni provocati dall’uragano.
Al di sotto dei 119 km/h si parla semplicemente di tempeste o depressioni tropicali, mentre oltre questa velocità si hanno i veri e propri cicloni tropicali.
- Categoria 1: venti da 119 a 153 km/h con danni minimi e piccole inondazioni sulla costa.
- Categoria 2: venti da 154 a 177 km/h con danni lievi a case e immobili, potenziali inondazioni che variano a seconda della geografia locale, fino a circa 2,5 metri.
- Categoria 3: venti da 178 a 208 km/h con danni rilevanti ad alberi e case, potenziali inondazioni che possono raggiungere i 4 metri, ed evacuazioni in zone vulnerabili.
- Categoria 4: venti da 209 a 251 km/h con danni ingenti alle abitazioni, potenziali inondazioni fino a 6 metri in aree costiere, con evacuazioni più ampie.
- Categoria 5: venti superiori a 252 km/h con danni gravissimi alle abitazioni, potenziali inondazioni superiori ai 6 metri in alcune aree costiere, ed evacuazioni estese a seconda del territorio.
Avrete poi notato che negli Stati Uniti viene dato un nome agli uragani. Questa consuetudine è iniziata nel 1953, quando si usavano solo nomi femminili, mentre dal 1979 sono stati introdotti anche nomi maschili per gli uragani atlantici.
La nomenclatura è stabilita dall’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) prima ancora della formazione degli stessi uragani. Questo ente ha redatto 6 liste di 21 nomi, utilizzate ogni anno a rotazione.
In passato, se in un anno ci fossero stati più di 21 uragani, si ricorreva all’alfabeto greco, ma dal 2021 si utilizza una lista supplementare di nomi. I nomi assegnati agli uragani particolarmente distruttivi vengono ritirati dalla lista e sostituiti, come successo nel caso di Katrina.
L’anno da record degli uragani nel 2020
Nel corso della stagione degli uragani negli Stati Uniti si verificano mediamente 11 cicloni tropicali, dei quali 6 diventano veri e propri uragani e almeno 2 si trasformano in uragani maggiori (categoria 3 o superiore). Di solito il picco di attività cade intorno al 10 settembre.
L’anno 2020, già segnato dalla pandemia da Covid-19, ha visto una stagione record con 30 cicloni tropicali nominati fino a novembre, di cui 14 uragani e 7 uragani maggiori. La lista dei nomi è stata esaurita a settembre e si è dovuto ricorrere all’alfabeto greco, come già accaduto nel 2005.
A inizio anno, i climatologi avevano previsto un’attività meteorologica intensa, ma le stime sono state ampiamente superate. La stagione è stata precoce, con due cicloni tropicali già a maggio (Arthur e Bertha), mentre il primo uragano, Hanna, si è verificato a luglio causando danni in Texas.
Il mese di settembre ha registrato 10 tempeste, tra cui gli uragani Nana, Paulette, Sally e Teddy. L’uragano più distruttivo è stato Laura, di categoria 4, che ha colpito Texas e Louisiana il 26 agosto con venti di 240 km/h, causando 47 vittime e danni stimati in 19 miliardi di dollari.
L’eccezionalità del 2020 è stata favorita dal fenomeno de La Niña, che ha aumentato la temperatura dell’Atlantico e favorito lo sviluppo di numerose tempeste tropicali.
Cosa sono i tornadi
I tornado sono potenti vortici d’aria che si formano quando masse d’aria calda e umida incontrano aria fredda e secca, creando una violenta rotazione atmosferica. Questo fenomeno si sviluppa solitamente durante temporali intensi e si manifesta con un imbuto di nubi scure che si estende dalla base di un cumulonembo fino a toccare terra. La loro forza distruttiva è enorme: i venti all’interno di un tornado possono raggiungere velocità superiori ai 300 km/h, capaci di devastare intere aree in pochi minuti.
I tornado sono comuni nelle zone centrali degli Stati Uniti, in particolare nella cosiddetta “Tornado Alley“, dove le condizioni atmosferiche sono particolarmente favorevoli alla loro formazione. Sebbene possano durare solo pochi minuti, la loro potenza è sufficiente a spazzare via edifici, sollevare veicoli e causare gravi danni alle infrastrutture.
La scala Fujita viene utilizzata per classificare i tornado in base alla loro intensità e ai danni che causano, con livelli che vanno da F0 (venti leggeri) a F5 (venti estremamente devastanti).
Differenze fra tornadi e uragani
I tornado e gli uragani sono entrambi fenomeni atmosferici estremamente violenti, ma differiscono per origine, struttura e durata:
- i tornado sono vortici d’aria localizzati che si formano solitamente durante forti temporali. Hanno una dimensione relativamente piccola, con un diametro che raramente supera qualche centinaio di metri, e una durata breve, spesso di pochi minuti. Tuttavia, la loro forza distruttiva può essere devastante, con venti che possono superare i 300 km/h. I i tornado quindi solitamente colpiscono aree relativamente piccole.
- gli uragani, al contrario, sono cicloni tropicali di dimensioni molto più grandi, con un diametro che può raggiungere centinaia di chilometri. Si formano sopra le acque calde degli oceani e possono durare diversi giorni o addirittura settimane. Gli uragani generano venti fortissimi, ma generalmente inferiori a quelli dei tornado, e portano con sé intense piogge, mareggiate e inondazioni, devastando vaste regioni, coprendo spesso interi Stati o coste.
Come viene gestita l’emergenza maltempo negli Stati Uniti

L’ente preposto ad affrontare situazioni di questo genere è il FEMA (Federal Emergency Management Agency), un’agenzia governativa che ha lo stesso ruolo svolto dalla Protezione Civile in Italia.
Istituito nel 1979 dal presidente Jimmy Carter, il FEMA è stato creato per dare una risposta coordinata a calamità e disastri sul territorio nazionale. Il governatore di ogni Stato può dichiarare lo stato di emergenza e fare richiesta d’intervento del FEMA.
Il problema del maltempo negli Stati Uniti coinvolge per lo più 8 Stati della East Coast: Alabama, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, North Carolina, South Carolina e Texas.
Per quel che riguarda le legislazioni locali in materia di emergenze e disastri naturali, tutti questi Stati hanno varato leggi specifiche per gestire piani di evacuazione, soccorsi, rifugi provvisori e trasporto dei feriti.
Nel corso degli anni si è cercato di creare un sistema sempre più solido per non lasciare nessuno indietro. Sono stati perfezionati i meccanismi di allerta della popolazione e le stesse informazioni adesso sono fornite anche in spagnolo per tutelare gli abitanti di origine ispanica.
Questi 8 Stati differiscono soprattutto su chi ha il potere di emettere gli ordini di evacuazione. In Texas il compito spetta alle giurisdizioni locali, mentre in Carolina del Sud, Georgia e Florida è il governatore ad avere questa incombenza.
In che periodo dell’anno si verificano i tornado e gli uragani?
La stagione degli uragani nell’Atlantico va ufficialmente dal 1° giugno al 30 novembre, con il picco di attività che solitamente si verifica tra agosto e settembre. Durante questo periodo, le acque calde dell’oceano e le condizioni atmosferiche favorevoli favoriscono la formazione di cicloni tropicali, tra cui gli uragani. Nella regione del Pacifico, la stagione degli uragani va da maggio a novembre.
La stagione dei tornado negli Stati Uniti varia a seconda della regione, ma il periodo di massima attività è in genere tra marzo e giugno. Il centro del Paese, noto come “Tornado Alley“, è particolarmente soggetto a tornado, con i mesi primaverili che vedono un aumento significativo di questi fenomeni. Tuttavia, tornado possono verificarsi anche durante l’autunno o in altri periodi dell’anno, specialmente negli Stati del Sud.
Perché gli americani costruiscono case di legno nonostante il maltempo
Quando un uragano colpisce la East Coast degli Stati Uniti, migliaia di case vengono danneggiate o distrutte. Il motivo principale è che molte abitazioni sono costruite in legno, un materiale più vulnerabile agli agenti atmosferici estremi rispetto al cemento armato.
Questa tradizione risale ai primi coloni del XVII secolo, che utilizzavano il legno perché era facilmente disponibile nei boschi locali. Oggi, il legno continua ad essere popolare grazie al suo costo inferiore e alla facilità di lavorazione. Le case in legno sono comuni soprattutto nelle aree suburbane, dove molte famiglie preferiscono vivere in case indipendenti.
Negli ultimi anni, le tecniche di costruzione delle case in legno si sono evolute, includendo spesso seminterrati che fungono da rifugi durante uragani e altre tempeste. Questo tipo di costruzione, pur rimanendo relativamente economico, offre maggiore protezione durante i disastri naturali.
Inoltre in media, le famiglie americane cambiano casa circa 11-12 volte nel corso della propria vita, principalmente a causa di avanzamenti di carriera o miglioramenti economici.
Negli Stati Uniti, il mercato immobiliare è molto più dinamico rispetto a quello italiano, con un tasso di compravendita molto più elevato. Le persone spesso considerano ogni abitazione come una fase di transizione, piuttosto che una casa definitiva.
Nonostante la minaccia costante del maltempo, la tradizione di costruire case in legno continua a prevalere negli Stati Uniti. Queste abitazioni, più vulnerabili alle calamità naturali come gli uragani, vengono spesso danneggiate. Tuttavia, molte aziende edili stanno sviluppando progetti innovativi per rendere le case in legno più robuste e sicure, specialmente nelle zone a rischio.




