Kobuk Valley National Park: un deserto di dune nel nord dell’Alaska

Settembre 18, 2020 /

A nord del Circolo Polare Artico, in una fra le aree meno raggiungibili d’America, si trova un piccolo deserto di sabbia circondato dalla tundra. Le dune di sabbia sono la caratteristica più bizzarra, ma non l’unico motivo, per visitare il Kobuk Valley National Park. Visitarla non è facile, ma se l’abbiamo inserita nella nostra Top 10 delle cose da vedere in Alaska è perché ne vale veramente la pena.

Come arrivare

Stiamo parlando di una delle zone più isolate d’Alaska e non esistono quindi molte alternative per raggiungerla. Il punto di riferimento è l’aeroporto di Kotzebue. Se, com’è probabile, parti da Anchorage, l’unica compagnia che compie la tratta verso Kotzebue è l’Alaska Airlines.

L’aeroporto è però servito anche da Ravn Alaska e da Bering Air, che offrono collegamenti verso molti piccoli aeroporti alaskani. Da Kotzebue, puoi avvicinarti sempre in aereo con i voli a corto raggio per i piccoli aeroporti di Kobuk, Ambler, Kiana o Shungnak.

Clima e temperature

Ci troviamo nel nord-ovest dello stato più freddo d’America, oltre la linea del Circolo Polare Artico. Le temperature, com’è intuibile, sono abbastanza rigide. Facciamo riferimento alla città di Kotzebue, principale insediamento della zona, ricordandoci che nell’interno, soprattutto salendo di quota sulla catena montuosa, le temperature scendono notevolmente.

L’estate è l’unico periodo in cui consiglio di visitare quest’area. Il mese più caldo è luglio: le temperature medie diurne sono in media fra i 15 e i 16° e le minime notturne fra i 9 e i 10°. Ad agosto si misurano circa 2° in meno. Giugno e settembre sono già mesi freddi, con massime giornaliere sui 10° a giugno e sugli 8° a settembre e minime notturne vicine ai 3°.

L’inverno dura da ottobre a maggio e quest’ultimo è il primo mese dell’anno in cui le temperature diurne iniziano a salire sopra lo zero. Per il resto, salvo rare ondate di caldo, la temperatura resta sotto zero anche di giorno. Febbraio è il mese più freddo: di giorno si hanno in media -16°, di notte -23°. Il record registrato in questa città è di -50°: ovviamente si tratta di un caso raro, ma succede abbastanza spesso di avvicinarsi ai -30°.

A Kobuk si registra un’escursione termica maggiore rispetto a Kotzebue: in estate si superano più facilmente i 20°, ma in inverno si scende regolarmente a -30/-35°. Qui sono maggiori anche le precipitazioni. A Kotzebue le precipitazioni sono scarse: si parla di 255mm annui, concentrati soprattutto fra luglio e settembre. Anche la neve in inverno scarseggia rispetto ad altre zone dell’Alaska. A Kobuk invece abbiamo una media di oltre 400mm di pioggia all’anno, sempre concentrata soprattutto in estate.

Kotzebue, la comunità eschimese del nord-ovest

Kotzebue è la casa degli Eschimesi, più precisamente degli Inupiat, che compongono l’80% dei 3300 abitanti. La cittadina, sulla punta di un lingua di terra che si allunga nel mare gelido del nord, sembra aggrappata alla terraferma per non farsi portar via dai freddi venti polari. Edifici bassi e compatti che poco hanno da mostrare a un turista, sono casa di un popolo più accogliente di quanto si possa pensare, anche se solo i viaggiatori più temerari si spingono a queste latitudini.

Le cose da vedere in città non sono molte, ma una è sicuramente il Northwest Arctic Heritage Center. L’edificio ha un doppio ruolo museale: quello di museo di scienze naturali e quello di museo della cultura inupiat. Inoltre, vi si trova anche il National Park Service, che sovrintende ai 4 parchi naturali del nord-ovest: Kobuk Valley National Park, Noatak National Preserve, Cape Krusenstern National Monument e Bering Land Bridge National Preserve.

I 4 parchi naturali raggiungibili da Kotzebue

Fra i sopracitati parchi naturali, il più vicino alla città è il Cape Krusenstern National Monument, dove si possono vedere rari uccelli asiatici (eh sì, qua la distanza dalle propaggini orientali dell’Asia è veramente minima e molte specie di volatili la percorrono in volo). La cosa più interessante da vedere qui sono però i ritrovamenti archeologici che risalgono a 9000 anni fa: manufatti antichissimi che testimoniano la vita delle prime popolazioni giunte in queste terre da quella che attualmente è la costa russa. Trovandosi sulla costa, a soli 16km da Kotzebue, oltre all’aeroplano esiste anche la possibilità di raggiungerlo in battello dalla cittadina.

Chi vuole approfondire la storia delle antiche migrazioni che portarono l’uomo ad insediarsi nel continente americano, non può perdere una visita alla Bering Land Bridge National Preserve. Solo 89km separano i due continenti e questa riserva protegge 1,1milioni di ettari della penisola alaskana rivolta verso la Siberia. Nonostante buona parte del parco naturale possa sembrare solo tundra infestata dalle zanzare, ci sono anche zone interessanti dal punto di vista escursionistico: l’Imuruk Lake e i cinque laghi vulcanici situati fra le Devil Mountains e Cape Espenbeng sono alcuni esempi. Il posto più visitato è Serpentine Hot Springs: una sorgente termale sperduta nel mezzo della natura, dove puoi dormire in un capanno pubblico che ospita fino a 20 persone. Facendo riferimento al centro visitatori di Nome, potrai partecipare a escursioni guidate dai ranger.

Se sei uno sportivo in cerca di un’avventura fuori dal comune, la Noatak National Preserve è il luogo che fa al caso tuo. Non è facile visitare questa selvaggia riserva di 2,5 milioni di ettari, dove il freddo è padrone e lupi e grizzly possono spuntare dietro ogni albero. I pochi visitatori scelgono solitamente di attraversare la riserva facendo un lungo rafting sul fiume Noatak. Questo tipo di itinerario infatti non è pericoloso e permette di ammirare le grandi bellezze del parco. Dura però fino a tre settimane ed è quindi indispensabile essere fisicamente preparati. Ovviamente, l’unico modo per farlo è affidarsi alle guide locali.

Il quarto parco, la Kobuk Valley, è probabilmente il più interessante, perché è sede di paesaggi naturali decisamente insoliti.

Visitare la Kobuk Valley

Dimentica aree attrezzate e servizi di qualunque genere: la Kobuk Valley è solo per i viaggiatori più avventurosi, disposti a campeggiare all’aria aperta. I visitatori sono pochi rispetto ad altri parchi nazionali, ma quel numero limitato di coraggiosi esploratori è ripagato da paesaggi decisamente suggestivi. Se sei fra questi, non dimenticare di inviare una video-cartolina per testimoniare la tua visita. A questa pagina potrai vedere quelle già lasciate dagli altri e apprendere come inviare la tua.

Una delle zone più interessanti del parco è l’Onion Portage: un distretto archeologico in cui sono stati individuati 9 complessi che vanno dal 6500a.C. al 1700d.C., utili per ricostruire tasselli fondamentali della storia dei primi popoli che abitarono il continente americano.

Il parco naturale è aperto tutto l’anno e non sono previsti biglietti d’ingresso. Il centro visitatori è aperto da settembre a maggio solo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Da giugno ad agosto, invece, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 18.30. Nonostante l’apertura invernale, per questioni climatiche è preferibile visitarlo in estate.

Imbarcarsi su un piccolo volo da Kotzebue non è molto economico: si parla di circa 500$ a persona per un volo A/R verso un villaggio e di oltre 2500$ (in questo caso da dividere per il numero di passeggeri, che comunque non possono essere più di 3 o 4) se si vuole atterrare in mezzo alla natura. Si possono anche fare semplici voli panoramici senza atterrare nel parco e in questo caso è necessario contrattare un prezzo, ma solitamente si parla di 600/700$ all’ora.

Le dune di sabbia dell’Artico

A rendere famosa la Kobuk Valley sono senza dubbio le Great Kobuk Sand Dunes. Non esistono, nei territori artici, altre dune di sabbia come queste. Le foto fanno pensare al Sahara, ma ci si trova a nord del Circolo Polare Artico e il clima è decisamente diverso. I 65kmq di dune sabbiose alte fino a 30m sono un residuo dell’ultima era glaciale: 28.000 anni fa. La lenta avanzata dei ghiacciai ha frantumato le rocce trasformandole in sabbia finissima, che è poi stata spinta dal vento in questa valle.

Contrariamente a quanto accade per i deserti più famosi in altre parti del mondo, che gradualmente vanno espandendosi, qui la vegetazione sta poco a poco riacquistando terreno sulla sabbia. Se oggi le dune occupano una superficie di 65kmq, 14.000 anni fa si estendevano per oltre 800kmq.

Questo deserto atipico è anche ricco di vita, per lo meno ai suoi margini, dove i boschi pullulano di orsi, lupi e molti altri animali, soprattutto caribù. Oltre 250 mila caribù migra due volte l’anno attraverso questa valle chiusa fra le catene montuose di Baird e Waring, lasciando milioni di impronte sulla sabbia. Vedere la grande migrazione delle renne americane è una delle più emozionanti esperienze che si possano vivere in questo sperduto angolo di mondo.

Per visitare le dune è possibile atterrare in idrovolante sul fiume Kobuk e percorrere un sentiero di 2,4km fino alle dune più grandi del parco. L’alternativa è quella di ammirarle dall’alto su un aereo panoramico. Il Kobuk River però è di per sé un’altra attrazione del parco. Percorrendone le rive a piedi o navigandolo è facile avvistare grizzly e caribù, aquile e uccelli rari.

Dove dormire

Una zona così isolata e poco visitata non offre una grande scelta di alloggi. L’unico vero e proprio hotel di Kotzebue è il Nullagvik Hotel. La sistemazione è molto semplice, ma ha tutto l’essenziale per un breve soggiorno in questa località.


Un Consiglio Importante: Ricordati l'assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?


Andrea Cuminatto
Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita.

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