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Cosa vedere in Alaska: Top 10 dei principali luoghi di interesse

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L’Alaska è il più vasto stato USA ed è quindi difficile visitarlo completamente in un unico viaggio, considerando anche il fatto che la gran parte del territorio non è collegata da strade o ferrovie e alcuni punti d’interesse sono raggiungibili soltanto in nave, con piccoli aerei o con le proprie gambe. Gli insediamenti umani sono pochi, ma non per questo mancano le cose da vedere, anzi: la limitata presenza dell’uomo rende l’Alaska uno degli stati più adatti ad immergersi nella natura incontaminata e a perdere lo sguardo in paesaggi mozzafiato.

Data la vastità di questo territorio e la ricchezza di bellezze che offre, è veramente difficile ridurre a dieci la lista delle cose da vedere. Con questa lista non voglio escludere tutti gli altri punti d’interesse, artificiali o naturali, da un possibile itinerario, ma suggerire alcuni di quei luoghi che rendono l’Alaska unica e differente dagli altri 49 stati della federazione. Se stai programmando un viaggio nell’estremo nord americano, non puoi non inserire almeno uno di questi luoghi nel tuo itinerario di viaggio.

1 Denali National Park

Denali National ParkVette innevate e ghiacciai attraversati da torrenti tortuosi, foreste incontaminate e animali selvatici in abbondanza: potremmo definire questo parco naturale come il simbolo di tutta l’Alaska. Non parliamo di una piccola area verde circoscritta e visitabile in qualche ora, ma di una riserva con l’estensione della Sardegna (24.000kmq), all’interno della quale si trova, fra gli altri, il monte più alto del nord America. Con i suoi 6194m, il monte McKinley domina quest’ampia area geografica e alle pendici della catena montuosa si sviluppa un’intricata foresta dove orsi, alci e numerose altre specie vivono indisturbati.

Accessibile facilmente da Anchorage, sia in maniera autonoma che con tour organizzati, il parco può essere esplorato principalmente in due modi: in auto o a piedi. Da Anchorage, percorrere la Parks Highway, che corre lungo il lato sudorientale del parco, è già di per sé un’emozione per gli amanti dei paesaggi montuosi. Una volta giunti al Denali National Park dal Visitor Center, ci si immette in quella che è una delle strade più belle di tutta l’Alaska: la Denali Park Road. Solo i primi 24km di questa direttrice che attraversa il parco è percorribile con mezzi propri, dopodiché, l’unica alternativa è quella di salire su una navetta ufficiale del parco. Se già nel primo tratto si possono avvistare animali selvatici, addentrandosi nell’area interna della riserva avvistare orsi, lupi e grandi erbivori come alci e caribù sarà un gioco da ragazzi.

Il secondo modo per visitare il parco è quello di usare le proprie gambe. Le possibilità di trekking su queste montagne sono infinite: si possono intraprendere percorsi di poche ore come di vari giorni consecutivi, spaziando fra boschi fitti e creste aspre. Muovendosi a piedi, cresce la possibilità di incontrare animali selvatici: questo è un bene per le foto che si possono fare, ma affinché l’esperienza non diventi negativa chi intraprende un trekking in questi sentieri deve affidarsi a una guida o essere ben preparato a gestire situazioni rischiose.

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2 Inside Passage

Inside PassageLa costa sud-orientale dell’Alaska non è solo frastagliata: è punteggiata da un fitto arcipelago di centinaia di isole più o meno grandi, che la proteggono dalle intemperie dell’oceano. La sinuosa lingua di mare che serpeggia fra queste isole e la costa è l’Inside Passage. Stiamo parlando di una vera e propria autostrada marina, che permette di collegare tramite nave Vancouver a Skagway, toccando molte altre cittadine fra cui la capitale dell’Alaska, Juneau. Non ci sono dubbi: viaggiare attraverso l’Inside Passage è una delle esperienze migliori che si possano fare in Alaska. Animali marini e terrestri, fiordi e ghiacciai: ogni giorno passato su queste acque fa spalancare gli occhi dallo stupore. Il dilemma è quale mezzo utilizzare.

Le alternative principali sono 3: le navi da crociera, le piccole navi da crociera locali e i traghetti. Chi ama le crociere, per il lusso e le comodità che possono offrire, scoprirà che qui navigano fra le migliori navi del mondo e potrà godere di panorami mozzafiato immerso nel relax più totale, con la possibilità di escursioni lungo il tragitto. Le navi più piccole, che offrono crociere a breve e medio raggio, non hanno le stesse comodità ma offrono numerosi vantaggi: non solo il prezzo è più contenuto, ma le dimensioni ridotte permettono alle navi di attraccare anche nei porti più piccoli e di avvicinarsi molto di più alle coste, regalando ai turisti una visuale nettamente migliore.

L’Alaska Marine Highway System è il servizio statale dei traghetti che percorrono questa autostrada marina. Questa scelta, seppure più spartana, è quella ideale per chi vuole immergersi nella cultura locale ed avventurarsi anche nei luoghi meno turistici e poco conosciuti. La rete capillare dei collegamenti permette anche di studiare su misura il proprio tragitto, decidendo quanto rimanere in ogni cittadina, basandosi solo sul tabellone degli orari dei traghetti.

3 Glacier Bay

Glacier BayA nord-ovest dell’Inside Passage si trova un luogo nel quale sembra di tornare millenni indietro nel tempo, nell’era glaciale, ma che non esisteva fino a due secoli fa. Nel 1778 James Cook documentò in quest’area un’immensa ed impenetrabile distesa di ghiaccio spessa centinaia di metri. Pochi anni dopo, appena nel 1794, George Vancouver scoprì che parte del ghiaccio si era sciolto, facendo apparire una baia di 8 chilometri. La Glacier Bay ha continuato ad ampliarsi con lo scioglimento dei ghiacci: mentre alla bocca dell’insenatura il ghiaccio ha lasciato posto a una foresta, adesso le navi possono insinuarsi fino a 105 chilometri nella baia, che continua ad allargarsi con numerose ramificazioni.

La base di partenza per visitare la Glacier Bay è Gustavus, raggiungibile sia in aereo che in nave. Da qui si può raggiungere in auto o autobus Bartlett Cove, sulla sponda orientale della baia, da dove si diramano alcuni sentieri nella foresta, per chi vuole godere a piedi delle bellezze della baia. Un’alternativa è quella di noleggiare un kayak ed esplorare le coste a suon di pagaia, ma vista la profondità attuale dell’insenatura è difficile vederne le zone più interne. La scelta più saggia è quella di imbarcarsi su un battello e lasciarsi affascinare. Alcuni dei banchi di ghiaccio che si affacciano sul mare lasciano cadere quotidianamente numerosi frammenti, frequentemente delle dimensioni di un’automobile. Fortunatamente per l’ambiente, gli iceberg di dimensioni maggiori sono più rari, ma non si può negare che sia suggestivo assistere al crollo in acqua di un cubo di ghiaccio grande quanto una casa.

4 Isole Aleutine

Isole AleutineL’arcipelago che si allunga verso est dall’Alaska Peninsula è una delle aree più belle ed incontaminate, ma allo stesso tempo meno visitate, di tutta l’Alaska. Entrambi i fattori sono legati allo stesso motivo: la difficoltà nel raggiungerle. Solo 8.000 persone vivono nell’arcipelago ed oltre la metà ad Unalaska, la principale fra le sole 10 isole abitate. Paradiso dei pescatori, le Aleutine sono raggiungibili dai turisti solo con un traghetto che viaggia in estate due volte al mese oppure in aereo. Le più orientali, più vicine alla penisola russa della Kamchatcka che alla costa americana, sono una meta ancora più ardua da visitare.

Oltre 60 vulcani attivi dominano questo vastissimo arcipelago, dove la vita selvaggia delle più disparate specie marine scorre ignara della presenza dell’uomo. Sono più di 2500 le isole e scogliere, la maggior parte delle quali proprio nell’arcipelago aleutino, che fanno parte della Alaska Maritime National Wildlife Refuge: la riserva nazionale nella quale la fauna marina vive indisturbata. Chi intraprende un viaggio nelle isole Aleutine rimarrà sorpreso soprattutto dai volatili: decine di milioni di uccelli marini di numerose specie nidificano su queste sponde e sono rari i luoghi al mondo paragonabili a questo per gli amanti del bird watching.

5 Sitka: la città russa degli U.S.A.

SitkaTutti sanno che Alaska ed Hawaii sono stati, nel 1959, gli ultimi due stati ad entrare nella federazione statunitense. Non viene ricordato così spesso, però, che l’Alaska fino al 1867 non era uno stato indipendente, ma sottostava al governo russo. Furono proprio i russi, attraversando lo stretto di Bering, i primi a colonizzare quest’area geografica, sottraendo ai nativi le terre selvagge in cui vivevano da tempi immemorabili. E non è un caso che proprio a Sitka la bandiera americana venne innalzata a sostituire quella russa quando le due superpotenze effettuarono la compravendita di questo gigantesco e ancora selvaggio pezzo di mondo. Sitka infatti era la capitale dell’Alaska, e suo principale porto, quando il potere era in mano a Mosca. Ne sono tutt’oggi testimonianza sia elementi architettonici, come la cattedrale ortodossa di San Michele o la Russian Bishop’s house, sia culturali e religiosi: qui infatti parte della popolazione è di fede cristiano ortodossa di rito russo.

Già poter visitare una città d’origine russa negli Stati Uniti è un’occasione abbastanza particolare, ma non è l’unico motivo per cui vale la pena recarsi a Sitka. Sebbene abbia perso la sua storica importanza commerciale, resta il quinto centro più popoloso dello stato e uno dei più vivaci. Ma soprattutto è uno dei luoghi nei quali è più facile vedere le balene, tant’è che ogni anno fra ottobre e novembre vi si celebra il Sitka WhaleFest.

Vi abbiamo fatto venire voglia di visitarla? In questo caso è necessario sapere alcune cose. La città si trova su un’isola ed è quindi impossibile arrivarvi direttamente in auto, ma anche in nave non è così scontato. Nonostante l’arcipelago sia quello dell’Inside Passage, Sitka è posta sulla costa rivolta verso l’oceano, anziché sul passaggio interno percorso dalle navi da crociera e dai traghetti locali. Grazie comunque al già citato Alaska Marine Highway System è collegata con la capitale Juneau, tenete però in considerazione che ci vorranno quasi 10 ore di viaggio. Coloro che non vogliono trascorrere tutto questo tempo in nave possono optare per gli aerei della Alaska Airlines che, partendo sempre dalla capitale, impiegano circa 40 minuti. Altri voli sono disponibili anche da Anchorage (circa tre ore e dieci), da Ketchikan (circa un’ora) e da Seattle (circa 4 ore).

Attività e tour disponibili a Sitka

6 I fiordi di Kenai

Kenai fjordsI fiordi non sono solo in Norvegia: anche se l’Alaska non è conosciuta nel mondo per questo, c’è un luogo in cui proprio i fiordi rappresentano la principale attrattiva turistica. È la Penisola di Kenai, la regione a sud di Anchorage, grande circa come il Belgio e composta in prevalenza da paludi, laghi e ghiacciai. Un regno d’acqua dolce e ghiaccio che dà vita a un complesso ecosistema e contiene uno dei parchi più suggestivi dello stato: il Kenai Fjords National Park. Situato dal lato opposto della penisola rispetto al capoluogo Kenai (città che come Sitka porta ancora con sé le origine russe, soprattutto grazie alla presenza della comunità degli Old Believers, gruppo etnico russo-ortodosso che parla anche russo oltre all’inglese), il parco è uno dei posti migliori dell’Alaska per vedere i ghiacciai.

C’è chi sceglie spedizioni sul ghiaccio, ma l’opzione più quotata è quella di tour in barca o kajak lungo le coste e all’interno dei profondi fiordi, in fondo ai quali i ghiacciai regolarmente perdono iceberg in mare. Come nella Glacier Bay, attendere che un mastodontico blocco di ghiaccio si stacchi e sprofondi in mare è una delle attività preferite dai turisti, non a torto. Il rimbombante scricchiolio e il tonfo finale sono suoni che rimangono impressi nella mente tanto quanto la vista degli iceberg stessi.

Ecco 2 crociere da prendere in considerazione:

7  Ferrovie e sentieri della corsa all’oro

White Pass and Yukon RouteSe il territorio sconfinato dell’Alaska attira sempre più turisti da tutto il mondo non è solo per i suoi paesaggi. Tutt’oggi le sue innumerevoli risorse naturali sono una calamita per i grandi investitori, prima del boom degli idrocarburi, però, era un’altra la materia prima che faceva guardare alle terre Alsaskane con gli occhi sognanti: l’oro. In verità, l’area del continente nordamericano storicamente più ricca d’oro è il Klondike, la regione canadese proprio al confine con l’Alaska. Ci si chiederà: se l’oro è in Canada, cosa c’entra l’Alaska? Proprio da qui partivano i cercatori d’oro statunitensi e ancora oggi l’area vicina al confine è prettamente caratterizzata da questa tematica, con tanto di parco nazionale chiamato Klondike gold rush national historical park.

Si deve alla corsa all’oro la realizzazione di una ferrovia (la White Pass and Yukon Route) che collega la città canadese di Whitehorse con l’alaskana Skagway, porto strategico sull’oceano che permetteva il collegamento marittimo con gli Stati Uniti. Molti operai e moltissimi cavalli da soma morirono durante la costruzione di questa strada ferrata per la quale le montagne sono state tagliate a forza di dinamite. Oggi untreno d’epoca collega Skagway con White Pass Summit, la città di confine fra i due stati: un viaggio di 64km (a/r) della durata di 3 ore che possiamo considerare fra i più panoramici del nord America. Fra cascate spettacolari e ponti da vertigini sui ghiacciai, questo treno a vapore è un’esperienza che lascia a bocca aperta.

Il difetto del treno turistico sono i costi piuttosto elevati, ma ci sono altri modi per ammirare questi paesaggi. La statale 98 corre per buona parte del percorso parallela alla ferrovia e vari sentieri permettono di fare trekking di varie durate. Il più famoso è il Denver glacier trail.

8 Fairbanks

FairbanksLa capitale dell’Alaska è Juneau e in tanti pensano che sia Anchorage, in quanto unica grande città del paese. Molti Alaskani, però, vedono in Fairbanks la città fulcro del proprio stato. Guardando la cartina si nota subito come Fairbanks sia in mezzo al nulla, ma conoscendo la storia della corsa all’oro, di cui è stata una delle principali basi di partenza, si potrebbe avanzare l’ipotesi che sia stata edificata proprio per questo fine. In verità, il fondatore E. T. Barnette, che nel 1901 voleva creare una stazione commerciale sul fiume Tanana, rimase bloccato letteralmente in mezzo al nulla con il suo piroscafo e pose dove si trovava, sul fiume Chena, la prima pietra della città. Un anno dopo, venne scoperto l’oro nei dintorni.

La posizione isolata ha reso Fairbanks una città unica nel suo genere e per questo una delle più interessanti mete di un viaggio in Alaska. Cresciuta e arricchitasi con la corsa all’oro, ha adesso circa 30 mila abitanti (che sembrano pochi, ma la rendono la seconda città più popolosa dello stato) ed è un ottimo punto di partenza per escursioni in tutto il centro nord del paese. Fra le attrazioni più interessanti spicca il Morris Thompson Cultural and Visitors Center, che offre un’interessante introduzione al territorio alaskano e ai popoli che lo hanno abitato nel tempo, e soprattutto il Fairbanks Ice Museum. Come suggerisce il nome, il ghiaccio è protagonista di questa esposizione, perennemente mantenuta a -7°, composta esclusivamente da sculture di ghiaccio. L’arte della scultura del ghiaccio a Fairbanks diventa anche un evento mondiale ogni anno a marzo, quando la città ospita i campionati mondiali di scultura sul ghiaccio, con artisti che accorrono da tutto il mondo per sfidarsi con opere talvolta colossali (alte fino a 6 metri).

Tutte le attività disponibili a Fairbanks

9 Alaska Native Heritage Center

Alaska Native Heritage CenterLa città di Anchorage non è di per sé uno dei luoghi più interessanti dell’Alaska, ma i suoi dintorni sono ricchi di mete interessanti. Fra le gite da fare in giornata da Anchorage, una delle più consigliate è l’Alaska Native Heritage Center, che si trova nella periferia nord della città ed è quindi raggiungibile senza difficoltà. Non si tratta di un museo, ma di un raggruppamento di villaggi in cui vivono i rappresentanti di ben 11 culture autoctone. Le differenti tribù dei nativi alaskani espongono qui le proprie tradizioni e il proprio stile di vita. Fra oggetti d’artigianato e case comuni sotterranee, i visitatori possono scoprire in poche ore molte curiosità su com’era (e in parte, come continua ad essere) la vita in Alaska prima dell’arrivo dei colonizzatori stranieri.

Tour di Anchorage con l’Alaska Native Heritage Center

10 Il piccolo Sahara della Kobuk Valley

Kobuk-Valley-National-ParkNessuno, pensando all’Alaska, si immagina dune di sabbia finissima, del tutto paragonabili a quelle del deserto del Sahara. Eppure, il grande stato del nord offre anche questo. Il Kobuk Valley National Park è una delle destinazioni meno battute dai turisti (soprattutto per la difficoltà a raggiungerlo), ma al contempo una delle più curiose. A nord del circolo polare artico, dove termina la taiga e la tundra inizia a prendere il sopravvento, si apre fra due catene montuose un territorio di 730 mila ettari privo di strade e sentieri, che racchiude uno dei tesori più nascosti del nord America.

Nel parco dominato dai grizzly e sorvolato dalle aquile reali si apre inaspettatamente un’area di 65 kmq di dune di sabbia dorata, alte fino a 30 metri. A differenza di altri deserti, questo piccolo Sahara è stato formato nei millenni dall’erosione che i ghiacciai hanno operato sulle rocce. È possibile raggiungere queste zone esclusivamente con piccoli aerei, ma per chi se lo può permettere i paesaggi della Kobuk Valley sono un’esperienza decisamente unica.

Mappa delle attrazioni

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Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita.

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