National WWII Museum New Orleans
Filippo Nardelli

Il National WWII Museum di New Orleans: il grande museo della Seconda Guerra Mondiale

Settembre 22, 2025

Il National WWII Museum è un enorme museo di New Orleans dedicato alla storia della Seconda Guerra Mondiale e il più importante di tutti gli Stati Uniti. La sua missione è quella di documentare il coinvolgimento militare, industriale e umano degli Stati Uniti nel conflitto.

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Grazie a curate installazioni multimediali, alla presenza di numerosi veicoli originali e testimonianze dirette di chi fu coinvolto nella guerra si vivrà un’esperienza immersiva nella storia del conflitto mondiale in modo originale e appassionante.

Andiamo quindi a scoprire come organizzare una visita e cosa vedere al National WWII Museum.

Perché il museo nazionale sulla Seconda Guerra Mondiale è a New Orleans?

Potrebbe sembrare strano che un museo così importante dedicato all‘intervento americano nella Seconda Guerra Mondiale si trovi in una città che è un po’ al di fuori delle classiche rotte del turismo sia nazionale che internazionale. I motivi sono da ricercare nel fatto che in origine questo museo era pensato per essere dedicato soltanto alla storia dello Sbarco in Normadia.

Se anche in questo caso vi state chiedendo il motivo è presto detto: New Orleans ospitava la Higgins Industries, ovvero l’azienda di Andrew Jackson Higgins, che durante la guerra produsse oltre 20.000 imbarcazioni da sbarco, note come “Higgins boats” che furono fondamentali per le operazioni anfibie degli Alleati, incluso lo sbarco in Normandia.

L’importanza del ruolo che Higgins ebbe per le sorti delle operazioni militari americane venne sottolineato anche dal generale e futuro presidente americano Dwight Eisenhower che definì l’industriale come “l’uomo che ha vinto la guerra per noi”.

La volontà di costruire un museo a New Orleans dedicato alla storia dello Sbarco in Normandia si deve anche al lavoro di due storici dell’università cittadina molto rinomati nell’ambito degli studi sulla Seconda Guerra Mondiale come Stephen E. Ambrose e Gordon Mueller. Il museo venne quindi inaugurato il 6 giugno 2000, in occasione del 56° anniversario del dello sbarco, con il nome di National D-Day Museum.

Data l’importanza che il museo acquisì già dai suoi primi anni di vita, nel 2004 il Congresso degli Stati Uniti lo designò come America’s National World War II Museum dando il via ad un progetto di espansione della struttura sia in termini di contenuti espositivi che di infrastrutture. Poi, a partire dal 2006, il museo intraprese un progetto di espansione da 300 milioni di dollari, che portò alla costruzione di nuovi edifici per offrire più contenuti e esperienze immersive ai visitatori.

Dove si trova e come arrivare

Il National WWII Museum è situato al 945 Magazine St all’interno del Warehouse District, dove si trova anche il celebre Superdome, nella zona a sud del French Quarter.

La fermata dell’autobus più vicina è quella situata all’incrocio fra Magazine St. e Poeyfarre St. servita dalle linee 11, W2 e W3. Nelle vicinanze di Harmony Circle ci sono anche due fermate della tramvia cittadina: “St. Charles at Howard Ave” e “Howard Ave. at Carondelet” utilizzate dalla linea 12.

Il museo dispone anche di un garage dedicato a pagamento situato al 1024 di Magazine Street.

Orari di apertura, biglietti e altre info utili

WWII Museum New Orleans

Le principali mostre e lo store del museo sono aperti aperto tutti i giorni della settimana dalle 09:00 alle 17:00. Gli unici giorni di chiusura durante l’anno sono per il Mardi Gras, la vigilia e il giorno di Natale.

Al momento della scrittura dell’articolo alcune attrazioni hanno orari di apertura e chiusura diversi, vediamo nel dettaglio quali sono:

  • Beyond All Boundaries: gli slot orari per assistere all’esperienza 4D della durata di 45 minuti sono dalle 10:00 alle 16:00. Ogni show inizia sempre allo scoccare dell’ora.
  • The Priddy Family Freedom Theater: il documentario viene proiettato dalle 9:50 alle 16:20.
  • Final Mission: USS Tang Submarine Experience: si può accedere a questa esperienza dalle 11:15 alle 16:15.

Il biglietto standard ha un costo di 36$ per gli adulti, 33$ per gli over 65 e gratis per i minori di 5 anni. L’esperienza di Beyond All Boundaries e del Fredoom Teather devono essere pagate separatamente al prezzo di 12$ per entrambi oppure di 9$ l’uno.

Potete prenotare il vostro biglietto e avere maggiori informazioni cliccando sul link sottostante.

Cosa vedere dentro il museo

Mappa National WWII Museum New Orleans

Come accennato questo museo è molto grande e diviso in diversi edifici collegati fra di loro. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio cosa aspettarsi da ognuno di essi.

Louisiana Memorial Pavillion

Cominciando la visita dal Louisiana Memorial Pavillion, dopo essere passati in biglietteria (se non avete già comprato il biglietto online), la prima attività da fare nel grande atrio è quella di dare un’occhiata ai reperti intorno a voi, fra cui una Higgins Boat, per poi entrare dentro alla ricostruzione di un treno passeggeri che trasportava le reclute ai loro primi compiti da soldati.

Questo è anche il punto di partenza per sperimentare la Dog Tag Experience, un’esperienza interattiva che consente ai visitatori di ripercorrere i passi di una persona coinvolta in prima persona negli eventi nella Seconda Guerra Mondiale. Come funziona? All’ingresso del museo, ogni visitatore può richiedere una “dog tag” digitale con tecnologia RFID, che ricorda le piastrine di riconoscimento che indossavano i soldati.

Durante la visita al museo, sarà quindi possibile “scansionare” la propria dog tag, cioè la piastrina di riconoscimento, presso apposite postazioni interattive distribuite nei vari padiglioni. Ogni scansione sbloccherà contenuti multimediali che racconteranno le esperienze vissute dalla persona a cui sarete associati in relazione agli eventi esposti nella sezione che si sta visitando.

The Arsenal of Democracy

Questa è la prima mostra che si incontra dopo essere scesi dal treno e saliti al piano superiore. Il percorso espositivo ricostruisce le tappe che portarono gli Stati Uniti a entrare in guerra al fianco degli Alleati. La mostra è divisa in varie sezioni che trattano ognuna un argomento specifico di questo momento storico, andiamo a vederle più nel dettaglio:

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  • Gathering Storm: in questa sezione viene analizzato il contesto geopolitico che condusse allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con particolare attenzione alla preparazione militare delle principali potenze. Di grande impatto è il confronto visivo tra le dimensioni degli eserciti all’inizio del conflitto e il numero ridotto di militari statunitensi prima della mobilitazione.
  • A House Divided: qui si spiega come l’opinione pubblica americana fosse convintamente isolazionista, almeno fino all’attacco di Pearl Harbor. Si sottolineano quindi i difficili sforzi fatti dal presidente Roosevelt per sostenere lo sforzo bellico inglese e, allo stesso tempo, non scontentare troppo l’opinione pubblica interna. Nei pannelli informativi si potranno quindi osservare gli sforzi propagandistici a favore e contro l’intervento militare, oltre che alla rappresentazione grafica dei sondaggi che vennero fatti in diversi periodi per monitorare il cambiamento del sentimento popolare. Molto indicativo, a questo riguardo, è il sondaggio Gallup del gennaio 1940 secondo il quale l’88% degli elettori era contrario ad un intervento militare contro la Germania nazista.
  • America Besieged: in questa parte si ripercorrono gli eventi del tragico attacco giapponese alla base americana di Pearl Harbor. Il momento clou di questa sezione è sicuramente il documentario storico che si può guardare grazie ad un proiettore che utilizza tutta una parete per riprodurre le immagini. Inoltre ci si può soffermare a studiare varie mappe e documenti che testimoniano l’influenza che aveva il Giappone sul Pacifico e il pericolo che rappresentava per gli Stati Uniti.
  • America Responds: come si può intuire adesso si arriva alla parte in cui viene raccontata l’attività industriale e propagandistica che si mette in moto per sostenere lo sforzo bellico degli Stati Uniti per colmare il gap che esisteva con le altre nazioni in guerra. Particolarmente efficaci sono le riproduzioni di manifesti, poster e giornali dell’epoca che invitavano la popolazione ad avere un ruolo attivo.
  • War Affects Every Home: questa sezione ricostruisce l’interno di una tipica casa americana dell’epoca, completa di arredi originali e oggetti quotidiani, per mostrare come la guerra abbia inciso anche sulla vita delle famiglie comuni. Il razionamento di cibo e beni di consumo viene quindi reso tangibile attraverso l’ambientazione domestica. In un angolo del salotto, accanto al caminetto, si nota una radio posizionata sotto il ritratto di Roosevelt: un dettaglio simbolico che richiama il ruolo centrale di questo apparecchio come unica fonte di informazione e come veicolo delle celebri “chiacchierate al caminetto” con cui il presidente cercava di rassicurare il Paese.
  • United but Unequal: questa parte della mostra è incentrata sul tema della segregazione razziale presente nella società americana e di come questa vada a condizionare i rapporti all’interno dell’esercito. Come ricorda Stephen Ambrose infatti «i soldati combattevano il più feroce razzista del mondo, Adolf Hitler, all’interno dell’esercito più segregato del mondo». Inoltre viene affrontato il tema scomodo di come vennero trattati i cittadini nippo-americani dopo l’attacco a Pearl Harbor con l’istituzione di veri e propri campi di internamento a partire dal 1942.
  • Citizen to Warriors: questa sezione tratta dello sforzo compiuto dagli Stati Uniti per addestrare e mobilitare in poco tempo milioni di cittadini americani provenienti da diverse estrazioni sociali. Molto interessante è la sala in cui appese al soffitto ci sono le sagome di decine di aerei da guerra diversi e, tramite pannelli esplicativi, si deve cercare di riconoscere la provenienza e la tipologia. Una tecnica che doveva essere padroneggiata al meglio dalle truppe per evitare errori fatali sul campo di battaglia.
  • Manufactoring Victory: questa sezione rappresenta in un certo senso l’altra faccia della precedente. Dove prima il focus era orientato alla mobilitazione delle persone, qui invece si analizza l’impatto che l’entrata in guerra ha avuto sull’economia americana dopo gli anni della grande depressione e di come l’apparato industriale sia riuscito a riconvertirsi in poco tempo per rifornire di armamenti e macchinari l’esercito americano.

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The D-Day Invasion of Normandy

Al terzo piano si trova la mostra dedicata allo Sbarco in Normandia ovvero, come abbiamo visto, quello che originariamente era il motivo per il quale si era costruito il museo.

Qui, oltre a numerosi pannelli informativi, si troveranno moltissimi reperti originali del periodo fra cui divise, attrezzature e armamenti dell’esercito tedesco e americano oltre a ricostruzioni di bunker e fortificazioni. Puoi apprendere di più sugli sforzi dei paracadutisti per far atterrare sani e salvi personale e mezzi bellici e verranno raccontati gli sbarchi nelle diverse sezioni delle spiagge della Normandia.

Particolarmente impressionanti sono il plastico che rappresenta l’aviazione e la forza da sbarco impegnata nel D-Day e un muro interamente ricoperto di vegetazione caratteristica del nord della Francia dalla quale spunta un fucile solitario che rende benissimo l’idea di quanto fosse difficile evitare di cadere in un’imboscata una volta che ci si iniziava a muovere nell’entroterra.

Solomon Victory Teather

Questo edificio è una sorta di spazio di passaggio in cui l’attrazione principale è appunto la presenza del cinema Solomon Victory in cui si può assistere all’esperienza in 4D di Beyond All Boundaries, un documentario prodotto da Tom Hanks. Vi ricordo che per poter assistere all’evento (che inizia ogni ora) è necessario pagare un supplemento al biglietto d’ingresso.

Oltre a questo, nell’edificio è presente un’altra biglietteria (dedicata a chi accede al museo da questo punto), un gift shop e il ristorante/teatro BB’s Stage Door Canteen, oltre all’US Merchant Marine Gallery. Quest’ultima è una mostra che vuole rendere omaggio al pericoloso lavoro dei marinai civili della Marina Mercantile statunitense che, trasportavano armi, truppe e materiali essenziali alle forze alleate oltreoceano.

Campaigns of Courage: European and Pacific Theaters

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In questo padiglione del museo si potranno ripercorre le gesta militari che hanno affrontato le truppe Alleate in Europa e nel Pacifico.

Le ricostruzioni del territorio sono impressionanti e ben fatte così come tutti i pannelli informativi, i video documentari e le testimonianze di chi ha combattuto quelle battaglie. Non esagero a dire che in questa sezione un appassionato potrebbe benissimo impiegare un’intera giornata a perdersi tra gli innumerevoli approfondimenti presenti.

Qui si troveranno due percorsi tematici che seguono l’indirizzo della narrazione: Road to Berlin e Road to Tokyo. Seguendoli ci si troverà a passeggiare tra lussureggianti foreste orientali, torridi deserti africani, strade innevate delle Ardenne, ricostruzioni di ponti di comando di navi da guerra.

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La sezione dedicata al teatro del Pacifico avrà alla fine anche una piccola ma toccante sala dedicata allo scoppio della bomba nucleare su Hiroshima e Nagasaki dove si potranno osservare anche alcuni reperti del luogo fra cui una bottiglia deformata dallo scoppio della bomba, un vaso in cui si possono notare ustioni causate dalla radiazione termica nel lato che era orientato verso di essa, e il registro di volo e l’orologio personale del colonnello Paul W. Tibbets, Jr., il pilota del bombardiere B-29 Enola Gay che sganciò la bomba.

Liberation Pavillion

Dopo aver camminato lungo le esposizioni precedenti che hanno raccontato la strada per la vittoria questa sezione è dedicata invece alla fine della guerra e tutte le conseguenze e scoperte che essa a portato. In modo particolare un ampia parte è dedicata alla tragedia dell’olocausto.

Ecco le due mostre che troverete in questa zona:

  • Finding Hope in a World Destroyed: il focus di questa parte è di testimoniare l’immenso sacrificio di vite umane che è stata la Seconda Guerra Mondiale. Particolarmente impressionante è la parete interamente ricoperta di piastrine per rappresentare i più di 16 milioni di americani che prestarono servizio durante il conflitto. La vicenda dell’olocausto è introdotta dalla ricostruzione dell’alloggio segreto di Anne Frank per poi proseguire con una ricostruzione dei dormitori dei campi di concentramento. Alla fine di questa sezione è anche presente una cappella interconfessionale che invita a fare un momento di riflessione dopo tutto il carico di dolore a cui abbiamo assistito, e un’esposizione dedicata al lavoro dei cappellani militari. Nell’ultima parte del percorso è stata allestita una mostra dedicata all’importante lavoro dei Monuments Man and Women per salvare le opere d’arte trafugate dai nazisti e proteggere così il patrimonio culturale europeo.
  • Force of Freedom at Home and Abroad: in questa sezione verranno analizzati gli sforzi compiuti per ricostruire un’Europa martoriata dalla guerra, i processi per crimini di guerra ai nazisti e le nuove sfide che gli Stati Uniti dovettero affrontare una volta terminate le ostilità essendo emersi come una vera e propria superpotenza.

Inoltre è in questo edificio che troverete il Priddy Family Foundation Freedom Theater in cui si potrà assistere (se si è comprato il supplemento dedicato) ad un documentario dedicato ai valori per cui si combattè la Seconda Guerra Mondiale e sulla responsabilità di ogni generazione nel difendere la democrazia.

US Freedom Pavillion

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Si tratta di un’enorme padiglione in cui il punto centrale è la George H.W. Bush Aviation Gallery, dove sono raccolti decine di mezzi militari fra cui spiccano ben 6 aerei appesi al soffitto (ma che si potranno comunque vedere da vicino grazie a delle pedane poste su più livelli) fra cui un General Motors TBM Avenger, la fortezza volante Boeing B-17E e un Consolidated B-24 Liberator. Si potranno osservare da vicino anche importanti mezzi terrestri come un carro armato Sherman e una Jeep Willys.

Se vi state chiedendo perché questa parte del museo sia stata intitolata all’ex presidente americano è presto detto: per onorare il suo servizio come pilota della Marina durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto infatti Bush fu uno dei più giovani aviatori della Marina statunitense, partecipando a 58 missioni di combattimento e ricevendo la Distinguished Flying Cross e tre Air Medals.

biglietti National WWII Museum

In quest’area si trova anche la Final Mission: USS Tang Submarine un’esperienza grazie alla quale potrete entrare dentro una ricostruzione del sommergibile americano con più successi della Seconda Guerra Mondiale e rivivere la storia della sua ultima battaglia.

Hall of Democracy

Quest’ultimo padiglione è sostanzialmente una zona di passaggio che ospita mostre temporanee, il ristorante American Sector e un gift shop.

Founders Plaza e Col. Battle Barksdale Parade Ground

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La Founders Plaza è lo spazio antistante l’entrata del museo, qui si trovano vari monumenti fra cui spicca la statua di Franklin D. Roosevelt, seduto su una panchina, con accanto una delle sue frasi più celebri:

Abbiamo fiducia che le generazioni future sapranno che, nel mezzo del ventesimo secolo, ci fu un momento in cui uomini di buona volontà trovarono un modo per unirsi, produrre e combattere per distruggere le forze dell’ignoranza, dell’intolleranza, della schiavitù e della guerra

Accanto, la statua di Anne Frank invita alla meditazione sulle vittime dell’Olocausto, mentre il Governor Pete Wilson Liberty Flagstaff, un’alta asta con bandiera americana, rende omaggio al servizio militare e civile del governatore Wilson.

Completano l’insieme un frammento originale del Vallo Atlantico, trasportato dalla Normandia, una statua dedicata ai Military War Dogs, e il gruppo scultoreo “Lest We Forget: The Mission” che ritrae un gruppo di 12 aviatori della Seconda Guerra Mondiale.

Il Col. Battle Barksdale Parade Ground è invece uno spazio interno ricavato fra gli edifici del museo che viene usato per cerimonie ufficiali ma anche per performance musicali; ad esempio nel giorno che l’abbiamo visitato si stava esibendo una band di una scuola jazz della città.

John E. Kushner Restoration Pavillion

Si tratta di un padiglione distaccato situato all’incrocio fra Magazine St. e Andrew Higgins Bld. di fronte al Louisiana Memorial Pavillion. Qui si può osservare la storica motosilurante PT-305 e la STEM Innovation Gallery che propone esperienze interattive e manufatti originali per raccontare il contributo delle scienze alla vittoria alleata.

Il padiglione include anche un laboratorio per comprendere come sia portato avanti il lavoro di restauro e la conservazione dei mezzi impiegati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quanto tempo dedicare alla visita?

Si tratta di una domanda alla quale è difficile dare una risposta data la mole impressionante di cose da vedere che ci sono all’interno di questo museo: anche una giornata intera sarebbe insufficiente ad apprezzarle appieno. Considerando però che ben pochi avranno la possibilità di passare così tanto tempo dentro il museo ecco alcuni suggerimenti per organizzare al meglio la visita.

Le mostre da non perdere secondo me sono The Arsenal of Democracy e The D-Day Invasion of Normandy con l’aggiunta di una visita ai mezzi presenti nell’US Freedom Pavillion. Per questo il consiglio è quello di iniziare il tour dal Louisiana Memorial Pavillion dal quale, in base poi al tempo che avete a disposizione, dirigervi verso gli altri padiglioni.

Con una giornata intera a disposizione vi suggerisco di aggiungere anche le due Campaigns of Courage dedicate al teatro europeo e del Pacifico. Se volete mangiare all’interno del museo potete optare per un pranzo all’American Sector, oppure al Jeri Nims Soda Shop, nel caso vogliate uscire (con le regole attuali potete rientrare nel museo mostrando il vostro biglietto, ma chiedete conferma agli addetti) ci sono alcune soluzioni all’interno dell’Higgins Hotel & Conference Center, altrimenti a pochi passi dal museo lungo la Andrew Higgins Blvd potrete trovare l’Ugly Dog Saloon & BBQ, Taqueria La Lucha e il Cochon Restaurant e su S Diamond St Gus’s World Famous Fried Chicken.

Dove dormire in zona

All’interno del Warehouse District ci sono molte soluzioni che possono fare al caso vostro sia che vogliate avere il National WWII Museum nelle vicinanze sia per avere un comodo punto d’appoggio per visitare New Orleans. Per scoprire gli alberghi più interessanti nelle vicinanze potete dare un’occhiata al link sottostante.

Se invece vi interessa avere una panoramica più completa sui migliori quartieri della città in cui cercare un alloggio potete leggere i nostri suggerimenti cliccando sul link sottostante.


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Filippo Nardelli
Filippo Nardelli
Laureato in Storia dell’America del Nord e da sempre innamorato degli Stati Uniti.

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