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Wrangell St. Elias National Park: visitiamo il parco più grande d’America

Grande 6 volte il parco di Yellowstone, con i suoi 53.000kmq il Wrangell St. Elias National Park è il più vasto parco nazionale degli Stati Uniti. Montagne e vulcani, foreste e ghiacciai che occupano questa grossa fetta d’Alaska sono tutt’ora in buona parte incontaminati e protetti come patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1979. Solo due strade permettono di addentrarsi nel parco e ci sono sentieri che si inoltrano nella natura selvaggia, ma persino i trekker più esperti devono prendere molte precauzioni prima di addentrarsi nel cuore del Wrangell-St.Elias..

Qui si trova la seconda cima più alta d’Alaska dopo il McKinley: il monte St. Elias, che raggiunge i 5.489m e segna uno dei confini con il Canada. Ma non si tratta di una montagna solitaria. Le catene montuose che attraversano il parco, Wrangell Mountains e Chugach Mountains, sono ricche di vette che superano i 3000 e spesso i 4000 metri, con un’altra cima oltre i 5000: il monte Bona (5005m).

In pochi possono affrontare la scalata a queste vette impervie, ma anche a bassa quota il parco è capace di riempire di stupore un visitatore. Un insediamento dei nativi, una vecchia strada mineraria, una pagaiata su un torrente impetuoso saranno capaci di rendere indimenticabile il tuo viaggio all’interno del gigantesco e selvaggio Wrangell St. Elias National Park.

Come arrivare

La riserva segna, sul lato orientale, il confine con il Canada, dove prosegue nell’area protetta del Kluane National Park and Reserve. I punti d’accesso sono numerosi ed è quindi possibile raggiungere il parco con mezzi diversi, a seconda di quale zona si scelga di visitare.

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  • In aereo. Il piccolo aeroporto di Gulkana è vicino al confine orientale del parco. Anche lo scalo di Valdez non è lontano. Ha però poco senso arrivare ai confini del parco in aereo. Vista la buona connessione stradale con Anchorage, è più logico atterrare nella grande città e muoversi da lì in bus o auto a noleggio. Diverso è se si intende arrivare con un piccolo aeroplano nella parte più interna del Wrangell-St.Elias: in questo caso fai riferimento alla pista di McCarthy.
  • In autobus. Glennallen e McCarthy sono collegate ad Anchorage da servizi di bus. Su questa pagina trovi i dettagli delle compagnie che effettuano il servizio.
  • In auto. Se hai preso un’auto a noleggio, non avrai difficoltà a raggiungere i confini del parco. Arrivando da Anchorage, basta seguire la Glenn Highway (a riguardo, fai riferimento a questo itinerario) fino a Glennallen e da qui proseguire sulla Richardson Highway verso sud per Copper Center, Chitina e McCarthy, oppure verso nord per Chistochina, Slana e Nabesna. Se invece arrivi da Fairbanks, la Richardson Highway ti condurrà direttamente all’estremità orientale della riserva. Vista la vicinanza con il confine Canadese, questa è una delle zone d’Alaska ben inseribili in un itinerario on the road che comprenda anche parte del Canada. La Glenn Highway, che conduce al parco arrivando da nord est, si collega direttamente all’Alaska Highway, che dallo Yukon canadese si dirige verso Fairbanks.

Quando visitare il Wrangell St.Elias

Un’area così vasta ha condizioni climatiche molto variegate, soprattutto considerando le grandi differenze d’altitudine. Va da sé che fra la costa marina e i 5000m ci sia in qualunque stagione un grossa differenza di temperature. Tralasciando le vette montuose, per le quali è bene informarsi in tempo reale sulle condizioni meteo, prenderò in considerazione la zona centrale del parco, quella del bacino idrografico del Copper e dei suoi affluenti, dove si sviluppano le uniche due strade e che è quindi la zona più visitata dai turisti.

Il periodo migliore è l’estate. Nei mesi fra maggio e settembre le temperature sono accettabili. I mesi più caldi, luglio e agosto, presentano in media temperature massime sui 18° e minime sui 10°. L’inverno non è rigido come in altre zone dello stato: il mese più freddo, gennaio, ha solitamente massime giornaliere su 1 o 2° e minime notturne di -3/-4°. Sebbene le temperature non siano estremamente fredde, i mesi autunnali e invernali sono quelli con il maggior numero di precipitazioni, sia piovose (soprattutto il mese di ottobre) che nevose.

Trattandosi di un ambiente già di per sé abbastanza impervio, è quindi altamente sconsigliabile visitare questa riserva in inverno, soprattutto perché i servizi in questo periodo sono molto scarsi e le strade di accesso lasciate senza molta manutenzione.

Il consiglio generale è comunque quello di tenere d’occhio la pagina dedicata alle attuali condizioni del parco sul sito ufficiale e chiedere consigli ai ranger sulla situazione una volta arrivati sul luogo.

Come organizzare la visita

Alla visita del Wrangell-St.Elias si può dedicare una giornata o una settimana, si può vederne una porzione dall’alto con un volo panoramico o fare un trekking di molti giorni accampandosi nella natura selvaggia. È difficile dire quale sia la maniera migliore per vedere un’area vasta più della Svizzera. Considerando però che buona parte della riserva è visitabile solo da persone molto esperte e preparate, mi concentrerò sulle zone accessibili a tutti.

Le due strade che entrano nel parco sono sterrate e vengono mantenute pulite soltanto nei mesi estivi. Lo stesso vale per i sentieri di trekking: in inverno non hanno manutenzione e possono quindi rivelarsi pericolosi. In tutti i casi, fai sempre riferimento a uno dei centri visitatori, dove i ranger e gli addetti del parco ti sapranno illustrare le condizioni delle varie zone per goderti l’escursione senza rischi.

Se hai un’auto a noleggio, il consiglio è quello di avventurarti in una delle due strade, o sarebbe meglio dire piste, che si insinuano nel territori della riserva: la Nabesna Road e la McCarthy Road.

L’ingresso al parco è totalmente gratuito ed è possibile accedervi in ogni momento, fermo restando le indicazioni segnalate riguardo al clima della zona.

I centri visitatori

Prima di avventurarsi nel parco, e magari anche quando ci si trova già all’interno, è bene informarsi sull’ambiente in cui ci si trova. Al Wrangell-St.Elias non mancano i centri visitatori, dove i ranger sono sempre disponibili a rispondere ad ogni domanda.

  • Visitor Center di Copper Center. Il principale centro visitatori è quello di Copper Center, al limitare occidentale della riserva, lungo la Richardson Highway. Qui puoi vedere un filmato illustrativo e una mostra sull’ecologia, ci trovi una libreria e un centro culturale, ma soprattutto puoi confrontarti con i ranger. Il centro è aperto da maggio a settembre, ogni giorno dalle 9 alle 17.
  • Visitor Center di Kennecott. Se percorri fino in fondo la McCarty Road, puoi far visita anche a questo centro visitatori che si trova nel cuore del parco. Anche qui non mancano mostre e filmati, ma è fondamentale per informarsi sul passato minerario della zona. È anche il luogo ideale per acquisire le informazioni dettagliate su percorsi da fare nei dintorni. Il centro è aperto da maggio a settembre, ogni giorno dalle 9 alle 17.
  • Chitina ranger station. All’imbocco della McCarthy Road si trova l’insediamento di Chitina, dove puoi incontrare i ranger alla loro stazione operativa. Un video e una mostra fotografica accolgono i visitatori, mentre i ranger sono a disposizione per aiutarti ad organizzare al meglio la tua visita. La stazione è aperta da maggio a settembre, dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 16.30.
  • Slana ranger station. Anche all’imbocco della Nabesna Road si trova un piccolo insediamento, Slana, con una stazione dei ranger. Se prevedi di visitare l’area settentrionale del parco, puoi far riferimento a questa postazione, anch’essa attrezzata con ogni tipo di servizio e informazioni che possono esserti utili. È aperta da metà maggio a settembre ogni giorno dalle 8 alle 17. In primavera apre dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17, ma in questo periodo i giorni d’apertura variano ogni anno a seconda del clima e delle disponibilità dei ranger.
  • Yakutat District Office. La parte meno accessibile del parco, quella sud orientale, che fa riferimento a Yakutat, ha anch’essa un suo ufficio di riferimento. Se visiti quest’area, fai senza dubbio riferimento a questo ufficio, che però non ha orari predefiniti, non essendo un vero e proprio centro visitatori.

Kennecott e la McCarthy Road

Il rame è il motivo per cui oggi abbiamo un insediamento umano nel bel mezzo di questa riserva naturale. Le miniere di Kennecott necessitavano di un sistema di trasporto e nel 1909 venne costruita una ferrovia che permettesse di portar via il carico estratto. Nel 1938, quando terminò l’estrazione su larga scala, la maggior parte delle rotaie vennero tolte per riutilizzarne il ferro e la linea ferroviaria si trasformò nell’attuale McCarthy Road: una strada stretta e tortuosa, con qualche traversina che ogni tanto sbuca insidiosa dallo sterrato.

La McCarthy Road è lunga circa 96km e conduce da Chitina fino all’avamposto minerario di McCarthy/Kennecott. Raggiungere Chitina è facile: basta imboccare la Edgerton Highway, che nasce dalla Richardson Highway a Willow Creek e percorrerla tutta (circa 1h di guida). Qui è bene fare una sosta al stazione dei ranger per avere aggiornamenti sulle condizioni della McCarthy. Questa strada, se il meteo non è stato clemente, può essere davvero impervia e pericolosa da percorrere. Nonostante sia lunga meno di 100km, infatti, ci vogliono circa 3 ore per arrivare a destinazione. Inoltre, c’è da tenere presente che non esistono stazioni di rifornimento lungo il percorso e nemmeno a Chitina. L’ultima pompa di benzina è a Kenny Lake, lungo la Edgerton.

Chitina è il primo punto d’interesse della strada. Un tempo cittadina trafficata, essendo il principale scalo dei treni merci diretti da Kennecott a Cordova, oggi è la porta d’accesso al parco naturale. Puoi trovarvi punti di ristoro, alloggi e negozi. Lasciata Chitina alle spalle, si viaggia paralleli all’omonimo fiume. Il Chitina River è un affluente del Copper, ma ha una portata d’acqua maggiore di quest’ultimo, arrivando in certi punti a misurare oltre 1,5km da sponda a sponda.

Superate le asperità della strada, ammirando rocce vulcaniche e torrenti impetuosi, si raggiunge McCarthy, o meglio il parcheggio antistante il Kennicott River. Da qui, mancano 1600 metri per arrivare alla cittadina, percorribili a piedi o con le navette. McCarthy era il luogo in cui i minatori si svagavano e per questo c’erano più bar e bordelli che abitazioni. Oggi vi si trovano ristoranti, negozi e il McCarthy-Kennicott Historical Museum: una collezione incentrata sul periodo della miniera e sulla vita dei minatori.

Le Kennecott Mines sembrano una città fantasma. Si raggiungono da McCarthy con una navetta ed è possibile visitare l’interno della miniera con tour organizzati. La miniera si chiama Kennecott perché la compagnia mineraria sbagliò l’ortografia dell’esploratore Kennicott.

Nabesna Road

La Nabesna Road conduce all’omonima cittadina, partendo da Slana, seguendo il fiume Copper nella sua parte iniziale. Venne costruita per collegare la miniera d’oro di Nabesna, attiva dal 1925 al 1945. A differenza della miniera di rame di Kennecott, questa non è visitabile e la zona è pericolosa: le acque di quest’area sono contaminate dai residui minerari.

La Nabesna Road è lunga circa 67km e ci vuole circa 1h30m per percorrerla tutta. Né a Slana né lungo il tragitto esistono distributori di carburante: i più vicini sono a Chistochina (45km a sud di Slana) e Mentasta (28km a nord di Slana). È bene far riferimento alla stazione dei ranger di Slana per informarsi sulle condizioni della strada. La parte finale, dopo il km46, è spesso troppo accidentato per essere percorso, anche con un fuoristrada.

Molto interessante il tratto che inizia al km11, fra il Rufus Creek e il Copper River. Si tratta di una zona acquitrinosa in cui è facile incontrare alci al pascolo. Al km26,7 troviamo anche due aree campeggio, con tavoli da pic-nic, ideali per una sosta. Qui ci si trova nella posizione ideale per ammirare alcune fra le cime più belle del parco: il monte Wrangell, il monte Sanford e il Tanada Peak. Al km46,7 e al km49,9 si diramano rispettivamente il Trail Creek e il Lost Creek: sentieri che permettono di camminare lungo il torrente.

Yakutat e il ghiacciaio Hubbard

La parte sud-orientale del parco è la più difficile da raggiungere e per questo la meno visitata dai turisti stranieri. Ciò non significa che non valga la pena di essere inserita in un itinerario alla scoperta di questa maestosa riserva protetta. Yakutat è la città di riferimento da cui partire per un’escursione. Quest’area costiera è famosa per gli uccelli migratori e per le balene, sia megattere che balene grigie, facilmente osservabili nel mare antistante. Ogni anno si svolge qui, a cavallo fra maggio e giugno, lo Yakutat Tern Festival, immancabile per i bird watchers.

Yakutat è base di partenza per gite in kayak e trekking, battute di pesca ed escursioni armati di fotocamera in cerca di uccelli rari. Una delle maggiori attrazioni della zona è però il ghiacciaio Hubbard. Il 35% del territorio del Wrangell-St.Elias è coperto da ghiacciai, ma non sono tutti uguali.

L’Hubbard Glacier (lungo 122km e largo 11) è l’unico che avanza anziché ritirarsi, a causa del riscaldamento climatico. Le temperature più alte, portando ad una maggiore evaporazione, hanno come conseguenza precipitazioni più consistenti in alcune zone. Una di queste sono proprio le montagne del St.Elias, alle cui altitudini la pioggia si trasforma in neve e va ad alimentare costantemente lo strato di ghiaccio sottostante.

Da Yakutat partono visite al ghiacciaio Hubbard sia in barca, per costeggiarne la parte terminale, sia in aereo per sorvolarlo. Esistono anche voli turistici su altri ghiacciai del parco, ma per esplorarli via terra si deve far affidamento a guide locali e ai ranger.

I sentieri del parco

Rispetto ad altri parchi nazionali, il Wrangell-St.Elias è più selvaggio, soprattutto nella parte interna, a causa anche della vastità del suo territorio. Questo fa sì che sia più difficile curare tutti i sentieri che ne attraversano le foreste e che si inerpicano sulle alte vette montuose.

Inoltre, non dimenticare che gli orsi sono i padroni di questi boschi: per non correre rischi confrontati sempre con i ranger prima di partire per un’escursione. Se è la prima volta che visiti questa zona, il consiglio è quello di fare trekking solo sui sentieri più vicini al confine del parco o alle due strade che lo attraversano, per non imbatterti in qualche pericolo.

  • Sentieri vicino a Copper Center. Vicino al confine occidentale della riserva, ci sono varie brevi escursioni possibili. Il Boreal Forest Trail e il Copper River Bluff Trail sono due brevi sentieri, ciascuno lungo meno di 1km, che permettono di ammirare rispettivamente i Monti Wrangell e il fiume Copper. A questa pagina puoi trovare descrizioni di questi e altri sentieri in questa zona.
  • Sentieri vicino alla McCarthy Road. Se visiti il parco, probabilmente raggiungerai Kennecott e avrai quindi la possibilità di fare un’escursione nella natura in questa zona. Root Glacier / Erie Mine Trail è un percorso abbastanza facile che inizia da Kennecott e segue il ghiacciaio. Più faticose sono le escursioni, sempre da Kennecott, sul Jumbo Mine Trail e sul Bonanza Mine Trail, ma sono decisamente suggestive. A questa pagina puoi trovare informazioni su questi e altri sentieri della zona.
  • Sentieri vicino alla Nabesna Road. Anche dalla Nabesna Road si diramano vari sentieri, che permettono di esplorare l’area settentrionale del parco. Il Caribou Creek Trail è abbastanza accessibile e offre viste mozzafiato. Più faticoso, ma decisamente suggestivo è il Skookum Volcano Trail. Se sei in cerca di una vecchia miniera abbandonata, puoi invece intraprendere il Rambler Mine Trail. A questa pagina trovi informazioni su questi e altri sentieri della zona.

Dove dormire nei dintorni del parco

Blackburn Cabins

Pernottare all’interno del parco è quasi impossibile. Una delle poche sistemazioni è il Blackburn Cabins a McCarthy: un alloggio rustico in casette di tronchi, con bagni in comune e possibilità di cucinare e di utilizzare biciclette per muoversi nei dintorni.

Molto più facile è trovare alloggi nei dintorni dell’area naturale.

Zona ovest (fra Glennallen e Copper Center):

  • Antler’s Rest Bed and Breakfast. Vicino a Glennallen, questa struttura immerse nella natura è perfetta per chi vuole assaporare lo stile di vita del parco, pur restando a due passi dalla civiltà.
  • Aspen Haven Cabin. Posizione ottima lungo la strada in direzione Copper Center. Gli alloggi sono costruiti in legno e offrono agli ospiti anche l’essenziale per prepararsi da soli la colazione.
  • Alaska Copper River B&B. Ottima posizione e ottima colazione. Camere con vasca per un soggiorno romantico, ma anche possibilità di cucinare in loco per un pernotto più incentrato sull’autogestione.
  • Sawing Logzz Bed and Breakfast. Vicino a Copper Center, si trova in una posizione ottimale per avventurarsi nel parco. Le deliziose casette in legno sono attrezzate e oltre alla ricca colazione continentale potrai usufruire del barbecue per rendere uniche le cene estive.

Zona nord (fra Chistochina e Slana):

  • Gakona Lodge. Colazione, bar e ristorante: questo lodge è attrezzato con tutti i servizi ed è in buona posizione per i diversi ingressi del parco.
  • Hart D Ranch. Arredamento vecchio stile e animali da cortile caratterizzano questo alloggio, proprio a due passi dall’ingresso del parco a Slana. Ideale per soggiornare se prevedi di intraprendere la Nabensa Road.

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Andrea Cuminatto

Andrea Cuminatto

Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita.

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