Un casotto rosso, una sbarra a strisce bianche e rosse e un cartello che dà il benvenuto in una repubblica. Potrebbe sembrare un normale posto di frontiera, se non fosse per un dettaglio: si trova nel deserto, nel nulla più assoluto. Tutt’intorno ci sono soltanto arbusti, rocce e qualche serpente a sonagli. Non c’è nessuna città, nessun ufficio immigrazione e, soprattutto, quella sbarra non segna alcun confine ufficiale.
E no, non è l’incipit di un romanzo distopico: questo luogo esiste davvero, e da non molto ha compiuto vent’anni. Si trova nello Utah, risponde al nome di Zaqistan, ed è una minuscola repubblica autoproclamata che ha un presidente, una bandiera, un inno nazionale e perfino una capitale. Rimane solo un piccolo, ma non irrilevante dettaglio: non ha nemmeno un abitante permanente, né un riconoscimento internazionale.
Come nasce lo Zaqistan?
Su eBay si può comprare praticamente di tutto, ma proprio tutto, persino un terreno nel deserto americano. Questo lo sapeva bene l’artista newyorkese Zaq Landsberg, che nell’estate del 2005 si aggiudicò per appena 610 dollari un appezzamento di due acri (circa 8.000 metri quadrati) nel deserto dello Utah, senza averlo nemmeno mai visto di persona.
Qualche mese dopo, il 19 novembre 2005, Landsberg e alcune decine di sostenitori proclamarono l’indipendenza dagli Stati Uniti, dando ufficialmente vita alla Repubblica di Zaqistan. L’intraprendente artista indipendentista ne diventò naturalmente il presidente, mentre quella distesa di terra arida, priva di acqua corrente, elettricità e strade asfaltate, si trasformò, almeno sulla carta, in una nuova micronazione.
Gli Stati Uniti, naturalmente, non si scomposero più di tanto: per loro Zaqistan rimaneva, e rimane tuttora, un pezzo piuttosto sperduto di territorio americano. Eppure, nel settembre 2023 il presidente della Repubblica di Molossia, un’altra micronazione americana, si è recato a Zaqistan per una simbolica visita di Stato, completa di timbri sui passaporti.
La carta d’identità di Zaqistan

Come ogni Stato che si rispetti, anche Zaqistan ha una capitale, Zaqopolis, una bandiera (rossa, con un gigantesco calamaro dorato), un inno nazionale e persino un motto in latino, Quispiam Ex Nusquam, che significa più o meno «qualcosa dal nulla». Ma è scorrendo la scheda ufficiale del Paese che si scoprono i dettagli più divertenti: la principale merce importata è l’acqua, mentre quella esportata è l’arte concettuale.
E se vi state chiedendo quale sia l’animale nazionale, sappiate che è proprio il calamaro gigante, affiancato dal serpente a sonagli come rettile nazionale e dallo scorpione come artropode nazionale. Tutto rigorosamente documentato sul sito ufficiale della repubblica. Nel 2016 è stato persino aperto a Salt Lake City un ufficio turistico temporaneo, con souvenir e documenti di cittadinanza.
Cosa c’è da vedere a Zaqistan?
Non vi venga in mente di chiedere un visto per visitare lo Zaqistan! Poiché ufficialmente non vengono concessi, dovrete entrarvi “illegalmente”. In ogni caso, non farete certo fatica a superare i controlli doganali. Superata la frontiera, vi troverete già a Zaqopolis, ovvero un piccolo e scalcagnato museo a cielo aperto, con installazioni decisamente surreali, saltuariamente restaurate dai sostenitori della micronazione.
Tra queste, oltre al cartello Welcome to Zaqistan e a gabbiotto e sbarra della dogana, ci sono:
- i Guardians of Zaqistan, robot metallici collocati nel 2006 a sorveglianza dei confini;
- un arco della vittoria inaugurato nel 2009, dedicato ironicamente a una vittoria in realtà non pervenuta;
- il Decennial Monument, un monumento costruito nel 2015 per celebrare i dieci anni d’indipendenza;
- Mount Insurmountable, una modesta altura nel deserto, così chiamata perché è il punto più elevato del territorio. Qui fu piantata la bandiera da Zaq nel 2005, quando prese possesso ufficialmente del territorio.
Si può visitare lo Zaqistan?

Per carità! Si può fare tutto, e noi di Viaggi-USA siamo spesso i primi a consigliare ai nostri lettori di avventurarsi in luoghi remoti e insoliti. Ma in questo caso è d’obbligo qualche precisazione. Zaqistan non è una normale attrazione turistica: non ci sono strutture ricettive, servizi o visite guidate regolari, e le attrazioni sono quel che (non) sono.
Per raggiungerlo bisogna affrontare lunghe piste sterrate nel deserto, a circa 80 chilometri dal distributore di carburante più vicino. Insomma, non è una semplice escursione, ma una spedizione da preparare con attenzione, da intraprendere più per il gusto dell’avventura che per ciò che si trova a destinazione. In sostanza, se lo chiedete a noi… lasciate lo Zaqistan al suo destino!




