Il conto alla rovescia sta per concludersi: l’albero di Natale più famoso del mondo sta per arrivare al Rockefeller Center di New York. Giovedì 5 novembre una gru e una squadra di operai hanno abbattuto un abete rosso alto 23 metri, largo 15 e pesante circa 10 tonnellate a West Edmeston, un villaggio di 1.300 abitanti nel cuore dello Stato di New York. Da qui l’enorme albero è stato trasportato verso la metropoli più grande d’America e oggi, dopo circa 320 km su strada, entrerà in Rockefeller Plaza davanti alla folla che sarà lì ad attenderlo.
Non si tratta di un albero qualunque e non viene tagliato da un bosco: lo piantò più di cinquant’anni fa un padre di famiglia, morto proprio la sera di Natale di dieci anni fa. E dietro il suo arrivo c’è una macchina organizzativa che pochi conoscono, fatta di rimorchi su misura, scorte della polizia, perni d’acciaio e cavi ancorati ai grattacieli. Ecco tutto quello che sappiamo sull’albero 2026 e sul suo viaggio verso Manhattan. Se cerchi invece informazioni generali su come vederlo e sugli altri alberi della città, trovi tutto nella nostra guida all’albero di Natale a New York.
L’albero 2026 in numeri
Con i suoi 23 metri abbondanti, l’albero di quest’anno è leggermente più alto di quello del 2025 (circa 22,80 metri) ed è decisamente più largo: 15 metri di diametro contro 14. Ecco la scheda completa.
| Caratteristica | Albero 2026 |
|---|---|
| Specie | Peccio (Picea abies) |
| Provenienza | West Edmeston, Stato di New York |
| Altezza | 23 metri |
| Diametro | 15 metri |
| Peso | circa 11 tonnellate americane (circa 10 tonnellate metriche) |
| Età stimata | circa 75 anni |
| Donatrice | Rebecca Decker |
| Chi l’ha scelto | Erik Pauzé, capo giardiniere del Rockefeller Center |
| Distanza percorsa | 320 km |
| Luci | oltre 50.000 LED multicolore su circa 8 km di cavo |
| Puntale | stella Swarovski di Daniel Libeskind, circa 408 kg |
Dal taglio all’addobbo: come si prepara l’albero
Il lavoro sull’albero comincia mesi prima del taglio, quando l’abete è ancora nel giardino del donatore. È Erik Pauzé in persona, capo giardiniere del Rockefeller Center, a seguirlo in ogni fase.
- Cure e irrigazione. Pauzé visita regolarmente la proprietà per nutrire e annaffiare l’albero. Nell’estate calda del 2025, per esempio, saliva una volta a settimana a East Greenbush con 3.000-3.800 litri di acqua e infuso di compost.
- Misure e punti di ancoraggio. Gli operai si arrampicano più volte sull’albero per prendere le misure e individuare i punti del tronco dove, a Manhattan, verranno agganciati i cavi di sostegno. In questa fase sul tronco vengono montati dei rinforzi che serviranno proprio da attacchi.
- Controllo della fauna. Durante le salite si verifica che tra i rami non viva nessun animale. La civetta, soprannominata Rocky, trovata fra i rami nel 2020 è la prova che il controllo non è infallibile.
- Legatura dei rami. Nei giorni precedenti al taglio, per circa sei giorni, i rami vengono legati e piegati verso il tronco con funi. L’albero diventa così un fusto compatto, che può viaggiare su strada senza spezzarsi.
- Allestimento del cantiere. Un giorno o due prima del taglio arriva la gru: si posano le piastre di appoggio sul terreno, si montano i contrappesi e si aggancia l’albero.
Si arriva così al taglio dell’albero. Mentre la gru sorregge l’albero, gli operai tagliano il tronco con la motosega alla base. L’abete viene poi adagiato dalla gru su un rimorchio a pianale e fissato con le cinghie. Si tratta di un rimorchio telescopico costruito su misura, che può trasportare alberi fino a 38 metri. Il vero limite, però, è Manhattan: le strade attorno al Rockefeller Center sono così strette che l’albero non può superare i 30 metri.

Sui due lati dell’albero vengono poi appesi gli striscioni del Rockefeller Center, e il convoglio parte. Il viaggio dura due giorni: sono circa 320 km, che in auto si percorrono in meno di quattro ore, ma con 10 tonnellate di abete sul rimorchio tutto rallenta. Il trasporto viaggia con la scorta della polizia, e lungo il tragitto alcune strade vengono chiuse. Pauzé non segue il convoglio da lontano: viaggia sul sedile del passeggero del camion, a fare da capo spedizione. Il percorso cambia ogni anno in base alla provenienza e ai cantieri: si può entrare in città dal George Washington Bridge, dal ponte sull’Hudson dell’ex Tappan Zee o lungo la I-95 dal Connecticut. L’ingresso finale è il momento più delicato. Il camion scende lungo uno dei viali più larghi di Manhattan in direzione sud, poi svolta sulla 49th Street ed entra in Rockefeller Plaza. Vista la mole del trasporto, non è una passeggiata.
Mettere in piedi l’albero è, in sostanza, il taglio fatto al contrario, e si svolge davanti al pubblico il giorno dell’arrivo. Ecco le fasi, così come le ha descritte Pauzé.
- Sollevamento in orizzontale. Una gru solleva l’albero dal rimorchio e lo tiene sospeso in orizzontale, a pochi metri da terra.
- Il chiodo d’acciaio. Alla base del tronco viene praticato un foro in cui si inserisce un grosso perno d’acciaio. Chi ha assistito all’operazione negli anni scorsi lo stima lungo circa 60 cm.
- Rotazione in verticale. La gru porta lentamente l’albero in posizione verticale. Gli operai tagliano molte delle funi che stringevano i rami, che iniziano a riaprirsi.
- Inserimento nel basamento. Gli operai guidano il perno al centro del basamento, dove si aggancia a dei profilati d’acciaio che impediscono all’albero di oscillare.
- I quattro cavi. A metà altezza l’albero viene ancorato con quattro tiranti, collegati ai rinforzi montati sul tronco mesi prima. Secondo chi ha seguito l’installazione, due sono fissati al 30 Rock e due sul lato opposto della pista di pattinaggio. Mentre l’albero ruota fino alla posizione giusta, i cavi si trovano già esattamente dove devono stare.
- Regolazione. La tensione dei cavi viene regolata finché l’albero è perfettamente dritto.
Appena installato, l’abete beve molto: nei primi giorni assorbe circa 340 litri d’acqua, una quantità che poi cala settimana dopo settimana. A innaffiarlo è uno dei giardinieri del Rockefeller Center, con un semplice tubo da giardino. Ma le
Tre settimane di allestimento: impalcature, luci e stella

Tra l’arrivo in piazza e l’accensione passano 25 giorni: è il tempo che serve per montare impalcature, luci e stella. Dal 7 novembre al 2 dicembre l’albero resta circondato da impalcature su più livelli, che permettono agli operai di lavorare a ogni altezza. Da Rockefeller Plaza lo vedrai così, ingabbiato, fino alla sera dell’accensione. Non tutti i rami che vedrai sono nati su quell’albero: vengono usati molti rami di “camuffamento”, aggiunti per coprire cavi e fili e rendere la chioma uniforme.
Sull’albero vengono avvolti oltre 50.000 LED multicolore, collegati da circa 8 km di cavo. Una curiosità che pochi conoscono: le luci non vengono riciclate da un anno all’altro, ma sono nuove ogni volta. Negli ultimi anni alcune lampadine dell’albero precedente sono state trasformate in addobbi natalizi per la stagione successiva. L’accensione quotidiana è affidata a un timer, controllato da un pannello nei sotterranei del Rockefeller Center. Dal passaggio ai LED nel 2007, il consumo è sceso da 3.510 a 1.297 kWh al giorno.
La stella Swarovski non poggia sull’albero, che non reggerebbe i suoi 408 kg. Una gru cala nel centro della chioma un tubo d’acciaio, che viene fissato al tronco con delle zeppe di legno. Poi la stessa gru solleva la stella e la infila nel tubo. Finita la stagione, la stella e gli angeli dei Channel Gardens tornano in un magazzino climatizzato fino all’anno successivo.
La commovente storia dell’albero
L’abete del 2026 è stato piantato intorno al 1970 da Carl Camenga, un costruttore del posto, davanti alla casa che aveva appena costruito con le sue mani a West Edmeston, una piccola frazione rurale lungo il fiume Unadilla, a cavallo tra le contee di Madison e Otsego. Si trova circa 45 km a sud di Utica e a una mezz’ora d’auto da Cooperstown, la cittadina della Baseball Hall of Fame. Conta poco più di 1.300 abitanti.
Carl Camenga piantò l’abete nei primi anni ’70 insieme al figlio Wade, che ricorda di averlo portato a casa e messo a dimora con il padre. I quattro figli (Wade, Lash, Gloria e Alesia) sono cresciuti in quella casa lungo la State Route 8 e hanno visto l’albero crescere con loro, fino a diventare il punto di riferimento della proprietà.
C’è un dettaglio che rende tutto più toccante. Carl è morto la sera di Natale del 2016, e il Natale era la sua festa preferita: quest’anno ricorrono dieci anni dalla sua scomparsa. I figli hanno raccontato che il padre, costruttore di professione, sarebbe stato felice di sapere che il legno del suo albero servirà a costruire case per famiglie che non ne hanno una, grazie alla donazione a Habitat for Humanity. È questo infatti il destino degli alberi del Rockefeller Center dopo la fine delle feste natalizie.
Meet the Tree Day: la festa di benvenuto del 7 novembre
Oggi, sabato 7 novembre, dalle 10:00 alle 13:00 il Rockefeller Center organizza una festa gratuita per accogliere l’albero. È la seconda edizione di un evento lanciato nel 2025, pensato soprattutto per le famiglie.
Quest’anno il programma è un Holiday Workshop curato dagli Orsetti del Cuore (Care Bears) e da FAO Schwarz, lo storico negozio di giocattoli che ha sede proprio al Rockefeller Center. Ecco cosa ci sarà:
- incontri e foto con sei personaggi dei Care Bears;
- un angolo per scrivere lettere natalizie;
- set fotografici a tema;
- il Care-A-Lot Craft Corner, per realizzare piccoli lavoretti da portare a casa;
- The Caring Tree, un albero su cui lasciare un desiderio o la promessa di un gesto gentile.
L’ingresso è libero e senza prenotazione, fino a esaurimento posti.
L’accensione invece sarà il 2 dicembre, con la tradizionale cerimonia che inizia alle 19 e si conclude alle 22. Sotto l’albero invece è possibile pattinare sulla pista di pattinaggio su ghiaccio The Rink.
Fonti:







