travel ban usa quando lo tolgono

Riapertura Frontiere USA: come viaggiare in America secondo le nuove norme

Dicembre 14, 2021 /

Dopo più di un anno e mezzo di chiusura delle frontiere a causa della pandemia per Covid-19, l’8 novembre 2021 il governo americano ha finalmente comunicato la riapertura delle frontiere USA ai viaggi per turismo, sospendendo l’USA Travel Ban. Questo significa che è finalmente di nuovo possibile viaggiare in America, vediamo quindi a quali condizioni è permesso l’ingresso.

PS: visto il continuo evolversi della situazione, ho inserito in questa pagina tutte le informazioni utili su come organizzare un viaggio dopo la riapertura delle frontiere USA. Tali informazioni sono riportate sotto forma di domanda e risposta (FAQ) per rendere più agile la consultazione. Se avete questioni che non sono trattate in questo articolo potete lasciare un commento a fondo pagina. L’articolo è in continuo aggiornamento e riporta informazioni verificate direttamente sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina e sul sito governativo americano del CDC (Centers for Disease Control and Prevention), nel quale è presente un regolamento con tutte le informazioni e le regole per chi vuole viaggiare negli USA a partire dall’8 novembre.

Indice

Quando sono state riaperte le frontiere USA?

Le frontiere USA sono state riaperte l’8 novembre 2021, a effetto della proclamazione del Presidente degli Stati Uniti Biden, che il 25 ottobre 2021 ha sancito l’ufficialità.

Come posso fare per prenotare il viaggio?

travel ban usa

Ecco alcuni strumenti utili per prenotare il viaggio:

Ed ecco quelli per preparare un itinerario indimenticabile!

Se non vi sentite sicuri al 100% – oltre al passaggio fondamentale della scelta dell’assicurazione sanitaria/viaggio per gli USA – ricordatevi di prenotare i vari servizi con cancellazione gratuita oppure con opzione di modifica flessibile delle date del viaggio senza costi aggiuntivi.

Dunque si può viaggiare in America partendo dall’Italia?

Sì. Le frontiere americane hanno riaperto a tutti i 33 stati che fino ad ora erano soggetti alle restrizioni del Travel Ban, ovvero: gli stati dell’area Schengen (Italia inclusa), Cina, Iran, Regno Unito, Irlanda, Brasile, Sudafrica e India.

Sono previste restrizioni per l’ingresso negli USA?

Sì, l’ingresso negli USA è condizionato da alcune restrizioni molto importanti. Qui di seguito cercheremo di dettagliarle.

Quali sono le regole per entrare negli Stati Uniti?

Bisogna essere vaccinati?

L’ingresso negli USA è riservato alle persone che diano prova di essere completamente vaccinate e ad alcune e selezionatissime categorie di persone non vaccinate.

Cosa si intende con “completamente vaccinati”?

Si è considerati “completamente vaccinati”:

  • 14 giorni dopo la dose di un vaccino monodose;
  • 14 giorni dopo la seconda dose di un vaccino a 2 dosi;
  • 14 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose di una qualsiasi combinazione “mix-and-match” di vaccini somministrati a distanza di almeno 17 giorni l’uno dall’altro.

E se sono guarito dal Covid?

Sul sito Viaggiare Sicuri viene specificato che chi ha solo una dose di vaccino a seguito della guarigione dal Covid può entrare negli USA se presenta il risultato positivo di un tampone effettuato non più di 90 giorni prima della partenza del volo insieme alla “lettera di un operatore sanitario autorizzato o di un funzionario della sanità pubblica che attesti che si è stati autorizzati a viaggiare”. Tuttavia, a queste persone l’ingresso sembrerebbe consentito solo se appartenenti a una delle categorie indicate nel punto successivo.

Confrontando le informazioni di Viaggiare Sicuri con quelle del CDC, in questo specifico caso il regolamento non ci sembra ancora affatto chiaro. Rinnoviamo l’invito a chiunque abbia già viaggiato negli USA in questi giorni  a portarci la sua esperienza in merito.

Ci sono delle eccezioni a queste norme?

Sì. Sono previste alcune eccezioni molto stringenti. Possono entrare negli USA coloro che non sono completamente vaccinati, a patto che siano:

  • individui in viaggio diplomatico o ufficiale del governo estero
  • minori di 18 anni
  • persone coinvolte nello studio dei vaccini
  • persone che presentino una certificazione medica riguardante una controindicazione documentata a ricevere il vaccino.
  • Persone che dimostrino di far parte di un’eccezione di carattere umanitario o di emergenza
  • Cittadini di un paese estero con disponibilità limitata di vaccini COVID-19, con visti validi [esclusi  B-1 o B-2 (turismo)]
  • Membri delle forze armate statunitensi o loro coniugi o figli (sotto i 18 anni di età)
  • Membri dell’equipaggio marittimo che viaggiano con un visto C-1 e D per non immigranti
  • Persone il cui ingresso è nell’interesse nazionale

Quali vaccini sono accettati?

Sono accettati tutti i vaccini approvati dalla FDA e i vaccini approvati dall’OMS, tra i quali anche AstraZeneca. 

  • Pfizer-BioNTech
  • Moderna
  • AstraZeneca
  • Covishield
  • BIBP/Sinopharm
  • Sinovac

Serve comunque il tampone?

Sì. Oltre alla prova di vaccinazione è richiesto un test COVID negativo da presentare all’imbarco.

Il tampone può essere molecolare o antigenico, e viene richiesto a tutti i viaggiatori di età pari o maggiore ai 2 anni.

Quanti giorni prima della partenza devo fare il tampone?

Fino al 5 dicembre per coloro che sono completamente vaccinati il tampone da presentare all’imbarco deve essere stato effettuato non più di 3 giorni (72 ore) prima della partenza del volo.

Mentre dal 6 dicembre in poi il test dovrà essere eseguito entro le 24 dalla partenza.

Se si entra negli USA da non vaccinati il tampone deve essere stato effettuato non più di 1 giorno prima della partenza del volo.

Ci sono alternative?

Il sito del CDC precisa che, al posto del tampone, può essere presentata anche la certificazione di avvenuta guarigione dal Covid entro 90 giorni. Prima della partenza del volo è necessario mostrare il risultato positivo del tampone effettuato entro 90 giorni e una “lettera di un operatore sanitario autorizzato o di un funzionario della sanità pubblica che attesti che si è stati autorizzati a viaggiare”. Tale opzione è valida anche per coloro che non sono vaccinati e che rientrano tra le eccezioni prima elencate.

Serve anche un modulo di dichiarazione?

In aggiunta al tampone o alla certificazione di avvenuta guarigione, ogni compagnia aerea richiede a ogni viaggiatore secondo le proprie modalità un modulo di dichiarazione del CDC (“Passenger disclosure and attestation to the USA”) da compilare e firmare. Presentare questo modulo è obbligatorio a fini dell’imbarco sull’aereo. In linea generale, le compagnie aree dovrebbero anche dare la possibilità di compilarlo anche in aeroporto, ma fate attenzione agli specifici regolamenti per non rischiare nulla.

Quali sono le regole per i minori di 18 anni?

Come scritto poco sopra, i minori di 18 sono esclusi dall’obbligo di vaccinazione per l’ingresso negli USA. Secondo Viaggiare Sicuri, se il minore non vaccinato viaggia insieme a un adulto vaccinato, deve fare il tampone tre giorni prima della partenza. Se il minore non vaccinato viaggia da solo o insieme ad adulti non vaccinati, deve fare il tampone un giorno prima della partenza, come già specificato sopra.

Circa la necessità di fare o meno il tampone dopo l’arrivo e la quarantena, il rimando è al paragrafo successivo.

Serve un altro tampone dopo l’arrivo?

Per coloro che sono completamente vaccinati è raccomandato, ma non obbligatorio, un tampone dopo 3-5 giorni dall’arrivo negli Stati Uniti.

Per coloro che non sono vaccinati, inclusi i minori di 18 anni, vige ancora una contraddizione:

  • Secondo il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, i non vaccinati sono tenuti a fare un secondo tampone tra i 3 e i 5 giorni dall’arrivo negli USA. Inoltre per loro sarebbe raccomandato, ma non obbligatorio, un periodo di quarantena di 7 giorni a prescindere dal risultato del tampone. Tuttavia, lo stesso sito riporta una regola aggiuntiva: “Nel caso in cui [i non vaccinati] non si sottopongano al tampone tra il terzo e il quinto giorno dall’arrivo negli USA è raccomandato un isolamento di 10 giorni“. Tale specificazione sembrerebbe affermare che il tampone dopo 3-5 giorni all’arrivo e la quarantena non sono obbligatori ma solo raccomandati.
  • Il sito governativo americano del CDC afferma invece che per i “not fully vaccinated” (in cui sarebbero inclusi i minori di 18 anni) sono obbligatori sia il tampone dopo 3-5 giorni sia la quarantena di 7 giorni a prescindere dal risultato del tampone.

Purtroppo su questo argomento rimangono ancora molti dubbi, che speriamo vengano chiariti il prima possibile. Anche in questo caso, facciamo appello alla vostra esperienza nel caso la legislazione rimanga poco chiara.

Devo stare in isolamento/quarantena se sono completamente vaccinato?

No, non è prevista la quarantena per coloro che risultano completamente vaccinati e nemmeno per coloro che hanno presentato un tampone positivo effettuato negli ultimi 90 giorni.

Dunque serve il Green Pass?

Chiaramente è necessario presentare un Green Pass in corso di validità in quanto documento che attesti la vaccinazione completa. Occorre presentare una versione cartacea o digitale del QR code, accompagnato da un documento di identità che attesti che il Green Pass è il vostro. Per maggiori informazioni sul tipo di documentazione richiesta leggete qui.

Negli USA trovo altre restrizioni (mascherina, distanziamento, prenotazioni obbligatorie)?

Sicuramente. In questo stesso articolo troverete informazioni sulle restrizione e le misure di prevenzione adottate principali città americane e sui parchi nazionali.

Come funziona per i voli interni negli USA?

Per tutti i voli interni non è richiesto un tampone prima o dopo il volo, a meno che non sia esplicitamente richiesto dalle autorità sanitarie dello stato o della città di destinazione. Non è richiesta quarantena dopo i voli domestici. Per maggiori informazioni, leggete qui.

Il tampone è richiesto anche per il rimpatrio?

Secondo l’Ordinanza ministeriale del 22 ottobre 2021, fino al 15 dicembre (art.9) sarà necessario presentare all’imbarco il risultato negativo di un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale (art. 4). Vi terremo aggiornati nel caso questa ordinanza venga ulteriormente prorogata.

Serve altro per il rimpatrio?

Sì, oltre ovviamente al Green Pass, occorre compilare il digital Passenger Locator Form (dPLF) e presentarlo su supporto digitale o cartaceo all’ingresso a chiunque ve lo chieda.

Quanto costa un tampone negli Stati Uniti per i turisti?

Per un periodo che speriamo limitato (fino al 15 dicembre, al momento), sarà necessario presentare un tampone negativo al rientro in Italia dopo la permanenza negli USA. Inoltre pare che per i minori di 18 anni sia obbligatorio un tampone di controllo dopo 3-5 giorni dall’arrivo. Questo ci obbliga a capire quanto costa fare un tampone negli Stati Uniti.

A questo link trovate un’utilissima risorsa con tutte le sedi dove fare un tampone gratuito o a basso costo negli USA, stato per stato. Inoltre, possiamo già riportarvi testimonianze riguardo la presenza di numerosi stand dove anche i turisti internazionali possono fare tamponi gratuiti. Ad esempio, a New York se ne trova uno immediatamente fuori dalla stazione di Grand Central Terminal, e ce ne sono molti altri.

Le assicurazioni viaggio coprono il COVID-19?

Le principali compagnie assicurative si sono via via adattate alla nuova situazione dotandosi di regolamenti appositi e coperture specifiche per il Covid-19. Per sapere quali assicurazioni viaggio coprono dal Coronavirus e a quali condizioni vi rimando al nostro approfondimento: Assicurazione Viaggio Covid 19: coperture, annullamento e costo. Nello stesso articolo troverete anche informazioni sulle compagnie assicurative che coprono le spese non solo della persona risultata positiva, ma anche dei suoi familiari/accompagnatori.

Se non potrò partire a causa di una positività, il mio volo verrà rimborsato?

Se il vostro volo è regolarmente coperto dall’assicurazione viaggio e il motivo dell’annullamento rientra tra quelli accettati dalla compagnia assicurativa, allora saranno loro a rimborsarvi. Per vedere le condizioni del rimborso, leggete il nostro articolo sull’annullamento viaggio per cause Covid.

Se invece il vostro volo non è coperto dall’assicurazione viaggio, allora vi consiglio di consultare attentamente il sito ufficiale della vostra compagnia area per verificare le politiche di rimborso o di modifica del biglietto: i siti delle più importanti compagnie aeree per gli USA hanno una specifica sezione dedicata a questo tema.

Il consiglio però è quello di assicurare il volo con la polizza viaggio.

Quali documenti sono necessari per viaggiare in USA?

In base a quanto già detto ecco tutti i documenti necessari per l’ingresso negli Stati Uniti:

  • il Green Pass che attesti la vaccinazione completa.
  • il test Covid negativo effettuato nei 3 giorni precedenti la partenza (o 1 giorno nel caso dei non vaccinati) OPPURE l’attestazione di guarigione dal Covid entro i 90 giorni precedenti.
  • un modulo di dichiarazione da consegnare all’imbarco. Attenzione! Ogni compagnia area potrebbe avere uno specifico regolamento per la consegna del modulo! Informatevi con anticipo contattando la vostra compagnia per non rischiare di rimanere all’aeroporto.
  • l’Esta (Electronic System for Travel Authorization), che vi permetterà di permanere negli Stati Uniti per un periodo fino a 3 mesi.
  • un passaporto in corso di validità.

I parchi USA sono visitabili e a quali condizioni?

Per aiutarvi nell’organizzazione delle tappe dell’on the road, abbiamo pensato di aggiornarvi sullo stato delle restrizioni nei principali parchi gestiti dal National Park Service, dal Bureau of Land Management e dagli Indiani Navajo e Hualapai.

Parchi nazionali NPS e BLM

In linea generale, il National Park Service (NPS) ha stabilito l’uso obbligatorio delle mascherine negli spazi al chiuso (compresi i mezzi di trasporto tipo shuttle e bus nei parchi) e negli spazi all’esterno che risultino troppo affollati. Chiaramente non è possibile entrare nel parco se si hanno i sintomi del Covid. L’ingresso è consentito anche ai non vaccinati, ma non è un’informazione utile per chiunque voli dall’Italia, in quanto per entrare negli Stati Uniti sarà comunque attivo l’obbligo di vaccinazione. Le stesse regole valgono per i parchi e le aree naturali protette gestite dal Bureau of Land Management (BLM). Tra i parchi più noti in Utah, ricordiamo Vermilion Cliffs e Grand Staircase Escalante.

Di seguito, il dettaglio dei parchi principali, ma se quello che vorreste visitare non si trova nell’elenco, informatevi qui.

Yosemite

Fino al 30 settembre, l’ingresso a Yosemite National Park era subordinato a una prenotazione (inclusa nel prezzo del biglietto o del National Park Pass). Dal 1 ottobre non è più richiesta la prenotazione per l’ingresso al parco. Per maggiori informazioni, leggete questa pagina.

Death Valley

Non è richiesta una prenotazione per l’ingresso nella Death Valley, ma alcune strutture ricettive potrebbero essere chiuse. Per quanto riguarda l’uso di mascherine o altre restrizioni, valgono le regole generali dettate dall’NPS.

Grand Canyon

Non è richiesta una prenotazione per l’ingresso nel Grand Canyon, ma alcune strutture ricettive potrebbero essere chiuse (vedi qui quali). Al momento, non è attivo lo shuttle sulla Purple Route, che collega Tusayan e il Grand Canyon Visitor Center. Per quanto riguarda l’uso di mascherine o altre restrizioni,  valgono le regole generali dettate dall’NPS, con particolare attenzione all’uso della mascherina negli interni, negli shuttle e nelle zone esterne dove non è possibile mantenere il distanziamento.

Non facendo parte del NPS, il Grand Canyon West Rim ha regole diverse, che potete leggere qui. Ad esempio: chi dia prova di vaccinazione non ha obbligo di mascherina.

Sequoia e Kings Canyon

A causa di incendi, il parco è chiuso ai visitatori. Alla riapertura non dovrebbero essere previste restrizioni particolari, eccezion fatta per quelle generali.

Joshua Tree

Per il Joshua Tree non sono attualmente previste restrizioni al di fuori dell’uso della mascherina nei luoghi interni e negli spazi esterni affollati.

Bryce Canyon

Per il Bryce Canyon non sono attualmente previste restrizioni al di fuori dell’uso della mascherina nei luoghi interni e negli spazi esterni affollati.

Zion

Per lo Zion non sono attualmente previste restrizioni al di fuori dell’uso della mascherina nei luoghi interni e negli spazi esterni affollati.

Niagara Falls

Anche se non è un parco nazionale (è un parco statale) citiamo pure le regole di Niagara Falls, che prevedono solo l’obbligo di mascherina nelle aree al chiuso e negli spazi pubblici all’aperto dove non è possibile mantenere il distanziamento. Alcuni ristoranti sono chiusi. Sul lato canadese è richiesta una prova della vaccinazione per tutti i luoghi al chiuso.

Parchi della Navajo Nation

Dove dormire alla Monument Valley

Vale la pena citare anche lo stato attuale di apertura dei due principali parchi della Navajo Nation. Ricordiamo che in tutta la Navajo Nation è attivo un Mask Mandate che, non diversamente dagli altri casi, obbliga all’uso della mascherina in tutti gli spazi al chiuso e in quegli spazi all’aperto affollati in cui non si può mantenere il distanziamento. Ecco le norme del Reopening Plan: al momento (settembre 2021) la Navajo Nation ha attivato l’Orange Status, che prevede un livello medio di restrizioni.

Monument Valley

Dopo un periodo di chiusura, la Monument Valley è aperta al pubblico senza necessità di prenotazione. L’uso della mascherina è  obbligatorio nelle aree interne del parco e all’esterno laddove non è possibile mantenere il distanziamento.

Antelope Canyon

Gli ingressi all’Antelope Canyon sono attualmente (settembre 2021) limitati al 50% della capacità ma, dopo mesi di chiusura, è di nuovo possibile fare dei tour all’interno dei canyon in sicurezza. L’uso della mascherina è  obbligatorio nelle aree interne e all’esterno laddove non è possibile mantenere il distanziamento. Com detto, la capacità è limitata, ma non disperate: fate sempre un tentativo per vedere se c’è disponibilità presso le agenzie in loco.

Regole per visitare le città americane più importanti

Top of the Rock

Restrizioni Covid a New York

I visitatori devono dimostrare di essere vaccinati con un documento ufficiale per entrare in bar e ristoranti di New York. Questo provvedimento è valido anche per tutti i cinema, casinò, giardini botanici, musei e gallerie, acquari, zoo, arene sportive e stadi al coperto, centri congressi e sale espositive, teatri di arti dello spettacolo (inclusi quelli di Broadway), sale giochi. Oltre ai vaccini approvati in USA (Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson) sono ammesse anche persone vaccinate con AstraZeneca/SK Bioscience, Serum Institute of India/COVISHIELD e Vaxzevria, Sinopharm or Sinovac. Ecco alcuni recenti aggiornamenti:

  • A partire dal 14 dicembre, è richiesta la prova di una vaccinazione (almeno una dose) ai bambini tra i 5 e gli 11 anni.
  • A partire dal 27 dicembre, tutti i maggiori di 12 anni dovranno dar prova di avere ricevuto due dosi di vaccino (o una nel caso di vaccini monodose).
  • I minori di 5 anni devono essere muniti di mascherina e accompagnati da un genitore o tutore.

L’uso della mascherina è fortemente raccomandato per tutti nelle aree al chiuso (è obbligatorio nella metro e negli altri mezzi pubblici) e all’aperto, laddove ci sia un alto rischio di trasmissione del virus. Ogni singola attrazione turistica può tuttavia rendere obbligatorio l’utilizzo della mascherina al suo interno, controllate quindi sul sito ufficiale come dovrete comportarvi a riguardo.

Se avete bisogno di fare un tampone (test Covid) a New York, ecco una risorsa utile.

Restrizioni Covid a San Francisco

Dal 12 agosto, la città di San Francisco permette a tutti coloro che diano prova di vaccinazione con un documento ufficiale l’ingresso in bar, ristoranti e teatri con eventi che prevedano più di 1000 spettatori al chiuso. In quest’ultimo caso potrebbe essere sufficiente anche un test Covid negativo. Al momento attuale (settembre 2021), a meno che non lo richieda la singola struttura, non è richiesta prova di vaccinazione per entrare in musei, zoo, acquari e altre attrazioni turistiche, che sono aperte al 100%. I vaccini approvati sono i seguenti: Pfizer, Moderna, Johnson & Johnson, Sinopharm, AstraZeneca-SK Bio, and Serum Institute of India.

L’uso della mascherina è obbligatorio (per vaccinati e non) in tutti gli spazi al chiuso e nei mezzi di trasporto. Inoltre, viene caldamente raccomandato anche nei luoghi all’esterno laddove non sia possibile mantenere il distanziamento.

Se avete bisogno di fare un tampone (test Covid) a San Francisco, ecco una risorsa utile.

Restrizioni Covid a Los Angeles

A partire dal 4 novembre 2021, a Los Angeles chiunque voglia entrare in bar, ristoranti, parchi a tema o accedere a mega-eventi all’esterno, dovrà dar prova di avere una vaccinazione completa. In alcuni casi potrebbe essere sufficiente un Covid test negativo.

L’uso della mascherina è obbligatorio (per vaccinati e non) in tutti gli spazi al chiuso e nei mezzi di trasporto. Inoltre, viene caldamente raccomandato anche nei luoghi all’esterno laddove non sia possibile mantenere il distanziamento.

Se avete bisogno di fare un tampone (test Covid) a Los Angeles, ecco una risorsa utile.

Travel Ban USA: piccola cronistoria del divieto

Ormai è passato molto tempo dall’11 marzo 2020, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che l’epidemia di Covid era da considerarsi ufficialmente una pandemia. Proprio l’11 marzo la Casa Bianca emanava una proclamazione di Trump, prontamente confermata anche dalla nuova amministrazione Biden, che dichiarava la chiusura dei confini e il conseguente divieto di ingresso negli Stati Uniti (ban) per viaggi non essenziali. Tra i motivi non essenziali c’era chiaramente anche il turismo, che da quel giorno è precluso a tutti coloro che provengono dall’Area Schengen (Italia compresa) e da tutti gli stati in cui è presente un focolaio.

Il divieto è stato rimosso l’8 novembre 2021.

Nel frattempo, nel nostro Paese e negli altri stati europei, grazie alle vaccinazioni e all’introduzione del Green Pass, le cose si sono pian piano evolute. I nostri confini nazionali sono attualmente aperti ed è possibile viaggiare negli stati dell’area Schengen e in altri stati al di fuori della stessa, anche per turismo.

Categorie di viaggiatori ammesse durante il Travel Ban

Durante il Travel Ban, e fino alla rimozione ufficiale avvenuta l’8 novembre, ecco l’elenco di coloro che potevano entrare negli USA, ovvero che rientravano nella categoria dei viaggi essenziali (“ingressi per interesse nazionale”, secondo la definizione della proclamazione di Biden). In sintesi:

  • cittadini USA, residenti permanenti e i loro familiari*
  • titolari di visto diplomatico
  • operatori e ricercatori medici attivi nel campo di studi del Covid invitati dal governo americano
  • richiedenti visto F (studi accademici), M (studi non-accademici o professionali) e J
  • richiedenti o titolari dei visti A-1, A-2, C-2, C-3, E -1, G-1, G-2, G-3, G-4, NATO-1, NATO-4 o NATO-6
  • titolari di un visto C-1, D o C-1 / D
  • tutte le altre categorie specifiche indicate nella proclamazione
*Nota bene: gradi di parentela ammessi negli USA

Nella sezione 2 della proclamazione di Biden si affermava che il travel ban non si riferiva a:

  • qualsiasi straniero che sia il coniuge di un cittadino statunitense o residente permanente;
  • qualsiasi straniero che sia genitore o tutore legale di un cittadino statunitense o residente permanente, a condizione che tale cittadino sia celibe e di età inferiore ai 21 anni;
  • qualsiasi straniero che sia il fratello di un cittadino statunitense o residente permanente, a condizione che entrambi non siano coniugati e abbiano meno di 21 anni;
  • qualsiasi straniero che sia figlio, figlio in affidamento o sotto la tutela di un cittadino statunitense o residente permanente.

Sospensione del Travel Ban: l’annuncio del 20 settembre e dell’8 novembre

A metà maggio gli Stati Uniti sono stati inseriti dalla Farnesina fra i paesi del gruppo D, il che permetteva, in teoria, di viaggiare negli Stati Uniti liberamente. Tuttavia, al tempo stesso permaneva lo USA Travel Ban, che di fatto impediva di entrare negli USA come turisti.

Il 17 luglio 2021, Biden aveva annunciato che nei giorni successivi sarebbe stata comunicata la data di riapertura dei confini americani, ma purtroppo il giorno 26 dello stesso mese era uscita la notizia che la Casa Bianca aveva deciso di non riaprire più i confini a breve a causa del propagarsi della variante Delta negli USA e in gran parte degli stati dell’Area Schengen.

Il 20 settembre 2021 è uscita la notizia che tutti aspettavano! Jeffrey Zients, Coronavirus response coordinator della Casa Bianca ha annunciato che ai primi di Novembre verrà rimosso il Travel Ban per tutti i vaccinati con test Covid negativo provenienti dall’area Schengen! 

Il 15 ottobre è stata finalmente diffusa la data ufficiale di riapertura delle frontiere americane: 8 novembre 2021.

Il 25 ottobre 2021 è arrivata anche la proclamazione del Presidente degli Stati Uniti Biden a sancire l’ufficialità della riapertura delle frontiere.

L’8 novembre sono finalmente state riaperte le frontiere!


Un Consiglio Importante:
Ricordati l’assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

Bernardo Pacini

Nella vita faccio il redattore editoriale e il copywriter, e ho alle spalle alcune pubblicazioni di poesia. Tra le mie passioni, oltre ai viaggi, la letteratura, la musica sperimentale, la Fiorentina e la buona cucina.

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