Esplorando la California, spesso ci si trova a percorre lunghe distanze tra le destinazioni più famose, senza pensare che lungo la strada ci sono luoghi dove merita fare una sosta. Un esempio è la tratta da San Francisco a Yosemite, o viceversa: circa 300 km lungo i quali si possono fare alcune tappe interessanti. Così come la tratta da Monterey a Yosemite, che nella seconda parte può sovrapporsi all’itinerario precedente. Tra le località da segnalare in entrambi i casi c’è la cittadina di Mariposa, situata a circa un’ora sia dall’ingresso meridionale del celebre parco, dove troviamo Mariposa Grove, sia da quello settentrionale che consente l’accesso alla Yosemite Valley. Andiamo alla scoperta di questa cittadina e vediamo perché vale la pena farvi sosta.
Indice
Dove si trova e come arrivare
Mariposa si trova nella zona collinare che fa da cuscinetto fra la pianura della San Joaquin Valley e le alte vette della Sierra Nevada. È situata all’incrocio fra due strade statali che attraversano queste zone: la CA-49 e la CA-140. Si deve percorrere un tratto di entrambe queste strade se ci si sposta fra San Francisco e lo Yosemite National Park o viceversa. Lo stesso vale se, anziché da San Francisco, si parte dalla zona di Monterey e Carmel-by-the-Sea. In tutti questi casi, si passa da Mariposa.
Come già accennato, Mariposa dista circa un’ora dall’ingresso del parco, mentre si impiegano circa 2 ore e 45 minuti per raggiungere la cittadina da San Francisco. Anche se si parte da Monterey, la tempistica è quasi identica che partendo da San Francisco. Si impiega un po’ meno tempo, invece, arrivando da Sacramento, che dista 2 ore e mezza.
Breve storia di Mariposa

La parola “mariposa” significa “farfalla” in spagnolo e venne scelta come nome dell’area (e in seguito della cittadina) perché in questa zona vengono a svernare le grandi farfalle monarca. Ad attribuire questo nome all’area fu infatti un prete spagnolo in viaggio con l’esploratore Gabriel Moraga nel 1806: quando il gruppo raggiunse un ruscello dove volavano migliaia di farfalle gialle, il luogo venne denominato Las Mariposas.
Successivamente, nel 1847, giunse qui il generale dell’esercito John C. Frémont – che in seguito sarebbe stato il fondatore del partito repubblicano in California e candidato nel 1856 alla presidenza degli Stati Uniti – il quale acquistò un grande appezzamento di terra chiamato appunto Las Mariposas. Una tenuta che divenne fonte di ricchezza quando vi fu scoperto l’oro. Proprio la Corsa all’oro fece nascere la cittadina vera e propria, quando i cercatori che si avventuravano su torrente Agua Frìa, a causa delle inondazioni si spostarono nella zona collinare sul torrente Mariposa Creek. Nel 1851 furono eretti i primi edifici dell’insediamento lungo questo torrente, che prese il medesimo nome, Mariposa appunto.

Proprio fra la fine del 1850 e la metà del 1851 in questa zona della California si accentuarono le tensioni tra i coloni bianchi e le tribù dei nativi, in particolare i Miwok: tensioni che sfociarono nella Guerra di Mariposa. Dato che i cercatori d’oro stavano di fatto invadendo un territorio che storicamente era della tribù Miwok degli Ahwahnechee, questi ultimi iniziarono ad attaccare i minatori. Il governo della California istituì dunque il Battaglione Mariposa, una milizia creata appositamente per contrastare e sottomettere gli indigeni della zona. Nel giugno 1851 la guerra si concluse con la cattura di Tenaya, il capo tribù, e la resa degli Ahwahnechee, che furono allontanati dall’area.
Nonostante fosse ormai concluso il periodo della corsa all’oro, anche nel Novecento la cittadina rimase abbastanza florida, soprattutto durante gli anni della Seconda guerra mondiale. In quel periodo venne infatti aperto il Mariposa Auxiliary Field: un aeroporto dove venivano addestrati i piloti militari. Dopo la guerra, è stato riqualificato e trasformato nell’attuale Mariposa-Yosemite Airport.
Cosa vedere a Mariposa

Mariposa è una cittadina piccola, ma carina da visitare e perfetta come punto tappa per una notte prima o dopo la visita dello Yosemite National Park. Vale la pena anche farvi tappa per respirare l’aria di una di quelle località nate con la corsa all’oro e poi rimaste vive e vegete, anziché decadere in una ghost town. Puoi dunque passeggiare fra edifici storici, ma allo stesso tempo pernottare e andare a cena, così come usufruire di tutti i servizi di una cittadina di provincia. Per non parlare del paesaggio incantevole che la circonda: d’altra parte siamo a due passi da uno dei parchi naturali più scenografici di tutti gli Stati Uniti.

Ah, una piccola curiosità: il benzinaio locale ha delle grosse statue di orsi a sorvegliare le pompe di benzina. Ovviamente noi abbiamo fatto rifornimento qui e in generale che dire, è difficile trovare stazioni di servizio così curiose: una foto ricordo ci sta!
Edifici storici della Downtown

Ma cosa vedere durante una tappa a Mariposa? Beh, innanzitutto gli edifici ottocenteschi che ancora rimangono in piedi nella downtown, in particolare lungo Bullion Street, e che ti permetteranno di immaginare come doveva apparire questa cittadina un paio di secoli fa. Fra gli altri c’è la Mariposa Courthouse, lo storico tribunale del 1854, costruito appena tre anni dal primo insediamento, e che è quindi uno degli edifici più vecchi della città. Non solo: si tratta del più antico tribunale ancora in uso di tutta la California.
Poco più recente, del 1858, è invece la prigione della contea: un piccolo edificio in pietra situato all’estremità occidentale del centro abitato. All’estremità opposta dell’abitato troviamo invece la chiesa cattolica di San Giuseppe, eretta nel 1863 e ancora oggi in funzione. Ci sono poi altri edifici del centro che risalgono ai primi anni di Mariposa o che, seppur più recenti, hanno mantenuto quello stile western.
Mariposa Museum and History Center
Passeggiando per la cittadina, ti imbatterai anche in un museo perfetto per scoprire la storia locale e fare un salto nel passato: il Mariposa Museum and History Center. Si tratta di un museo interattivo che narra la storia dei nativi americani che vissero in quest’area, gli insediamenti spagnoli e poi il periodo della corsa all’oro in California e in particolare in questo territorio.
Si possono vedere numerosi oggetti e manufatti che risalgono all’epoca mineraria, disposti in stanze che riproducono le abitazioni e i magazzini del tempo. Durante la visita è anche possibile assistere ad una dimostrazione dal vivo di forgiatura nella fucina.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 16 e il biglietto costa 10 $, scontato a 5 $ per gli anziani e i bambini da 7 a 15 anni. È invece gratuito per i bambini fino a 6 anni.
California State Mining and Mineral Museum
Abbiamo già visto come a metà dell’Ottocento venne scoperto l’oro a Mariposa, che attirò minatori da ogni dove. Ma nello stesso periodo tante altre località californiane videro accorrere i malati della febbre dell’oro. La città di San Francisco dal 1880 ospitò un museo pensato per raccontare la corsa all’oro in California: dopo oltre un secolo, nel 1983, il museo è stato trasferito a Mariposa.
Visitandolo puoi dunque approfondire tutto il tema della corsa all’oro californiana, con oltre 13000 oggetti fra manufatti, pezzi d’oro e tanto altro. Fra i pezzi forti del museo c’è il più grande pezzo d’oro cristallino estratto nel corso del 1800 in California, il Fricot Nugget: quasi 7 kg d’oro cristallizzato. Ci sono poi gli strumenti usati per l’estrazione dell’oro ed un modello di stamp mill: il mulino a pestello utilizzato per schiacciare i frammenti di minerale e quindi estrarne la parte preziosa.
Il museo è aperto dal giovedì alla domenica, dalle 10 alle 17 (in inverno la chiusura è anticipata alle 16). Il biglietto costa 4 $ ed è gratuito per i bambini fino a 12 anni.
Yosemite Climbing Association Museum & Gallery
Probabilmente la tua tappa a Mariposa precederà la visita al parco di Yosemite e, se sei appassionato di scalata e arrampicata, rimarrai senza dubbio affascinato da una visita allo Yosemite Climbing Association Museum. Le pareti di roccia di questo parco sono fra le più famose d’America e qui si sono cimentati alcuni degli scalatori più abili del mondo. Proprio per le ascensioni lungo le ripide pareti dello Yosemite vennero inventate attrezzature innovative e nel museo puoi vedere oggetti e foto che narrano le imprese più leggendarie.
Se ami la montagna e ti fermi a Mariposa, passa da questo piccolo ma interessante museo. È aperto dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 16 e l’ingresso è gratuito, con una donazione suggerita di 5 $.
Dove dormire a Mariposa
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Se vuoi cominciare la visita di Yosemite di mattina, dato che l’ingresso del parco dista solo un’oretta di macchina da Mariposa, pernottare qui può essere una buona idea. Lo stesso vale se il tuo itinerario si svolge nel senso opposto: può essere un’ottima tappa dove pernottare dopo la visita del parco nazionale. Nella mappa sottostante puoi vedere gli alloggi disponibili, ma di seguito ti do qualche suggerimento sui migliori hotel dove pernottare.
- Miners Inn Motel. Questo è il motel in cui Lorenzo ed io abbiamo soggiornato in uno dei nostri viaggi. L’alloggio è molto semplice e basilare, come la maggior parte dei motel, ma si può dire che fa il suo dovere per una notte on the road. La camera era standard, senza fronzoli, ma dotata di frigorifero, microonde e macchinetta del caffè. Anche se in fase di prenotazione non ci era chiarissima la presenza della colazione, abbiamo poi scoperto che era inclusa. Si è rivelato un vantaggio perché dovevamo partire molto presto la mattina per dirigerci verso Yosemite, ma obiettivamente non è fra le colazioni migliori che abbiamo provato. C’erano caffè e succo di frutta, la macchina per i waffle con lo sciroppo d’acero, uova sode e piccole salsicce, pane e yogurt. Obiettivamente in altri alberghi la colazione è più ricca, ma è vero anche che si tratta di un motel a 2 stelle con prezzi abbastanza contenuti, quindi ci è andata bene così.
- Mariposa Hotel Inn. Come prima opzione non posso che suggerire il Mariposa Hotel Inn, albergo storico in una struttura caratteristica in stile western, proprio nel centro della cittadina. Si tratta dell’albergo più antico in tutta l’area di Yosemite e anche l’arredamento interno ricorda i primi del Novecento come la facciata esterna, dove è anche impressa la data di fondazione: 1901.
- Mother Lode Lodge. Questo albergo a 2 stelle si trova sulla strada principale ed è di buona qualità, anche se non eccellente. Certamente incuriosisce per il fatto che accanto all’ingresso c’è un enorme scheletro (alto quasi quanto l’edificio!) che porta al guinzaglio un altrettanto enorme scheletro di cane.
- Yosemite Plaisance Bed & Breakfast. Tra le sistemazioni più accoglienti, suggerisco questo B&B in una struttura molto familiare e con i proprietari che preparano una colazione eccellente.
- The Yosemite Inn. Nel centro della cittadina consiglio anche questo albergo a tre stelle, abbastanza basilare, ma buono per una notte di passaggio a Mariposa.
- The Monarch Inn. Anche questo albergo, sempre a tre stelle, si trova nel paese ed è molto comodo. Ha anche una piscina a disposizione degli ospiti.
- Wildhaven Yosemite Glamping. Per un pernottamento diverso dai classici alberghi, appena fuori dalla cittadina c’è questo glamping davvero bello, con grandi tende dotate di letti veri e propri e con vari servizi aggiuntivi, fra cui i barbecue per cucinare la carne all’aperto.
Dove mangiare a Mariposa
Se pernotti a Mariposa, dovrai cenare nella cittadina. Beh, in questo caso ho un’ottima notizia da darti: sebbene sia piccola, Mariposa ha una vasta scelta di posti dove andare a cena, o dove fare uno spuntino se sei di passaggio. Non avrai difficoltà a trovare il ristorante che fa per te, ma se non sai da dove partire, ti racconto la nostra esperienza.
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Abbiamo cenato allo Smokin Oak Bbq, una piccola smokehouse collegata alla birreria Twisted Cedar. Il locale è piccolo e abbastanza spartano, ma si mangia bene e si spende il giusto. In pratica arrivi, ordini la carne al barbecue che più ti aggrada e ti metti a sedere nell’altra stanza, a uno dei tavoli di fronte al bancone della birreria, dove puoi ordinare da bere. Quindi devi pagare il cibo ad una cassa e le bevande ad un’altra cassa, ma per noi non è stato un problema. Poi abbiamo pochi minuti sorseggiando ottime birre artigianali prima di ricevere le ribs (buone!) accompagnate da patate e piccole pannocchie di mais arrostite. Possiamo serenamente dire che la cena ci ha soddisfatto, il personale è stato molto gentile e il rapporto qualità/prezzo non è male.
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Dopo cena abbiamo fatto un salto all’Hideout Saloon per bere qualcosa. Che dire: un’esperienza curiosa a dir poco. Partiamo dall’ambiente: le pareti e il soffitto del locale sono completamente ricoperti di dollari (in buona parte firmati o disegnati), all’ingresso c’è un vecchio cabinato dove si può giocare a Pac-Man e non manca il tavolo da biliardo. Inoltre spesso c’è il karaoke e nella serata che abbiamo trascorso lì abbiamo potuto assistere a diverse performance stonate. Ma parliamo della gente: noi eravamo gli unici stranieri e buona parte degli avventori erano definibili quanto meno come “particolari”. La cameriera che ci ha serviti era vestita con una maglietta improbabile e leggins rosa dal gusto discutibile, ma questo non sarebbe un problema, dato che le bellezze di cui eravamo alla ricerca erano piuttosto quelle dei parchi naturali. La questione da sottolineare invece è che si è atteggiata con noi in maniera burbera e quando abbiamo chiesto i prezzi dei whiskey (che non apparivano sul menù, ma di cui avevano numerose bottiglie in bella mostra) ha risposto che i prezzi variano a seconda del marchio, partendo dai 13 $ a bicchiere per il più economico. Non ci ha voluto dare prezzi precisi e ci è sembrata una trappola per stranieri ingenui (tanto che abbiamo dirottato su birra e brownie da menù), così come quando ha provato ad approfittarsi di noi impostando automaticamente la mancia al 20% sul POS al momento del pagamento, anziché farci scegliere la percentuale come di regola. Ovviamente questo modo di fare poco professionale ci ha spinti a dare una mancia più bassa. In sintesi, è un locale dove andare per l’ambientazione caratteristica e per non limitarsi ai locali turistici, ma dove stare anche attenti alle fregature.
Oltre ai posti dove abbiamo mangiato e bevuto noi, ce ne sono tanti altri. Di seguito ti scrivo una lista di alcuni dei locali migliori.
- Charles Street Dinner House: uno dei ristoranti storici di Mariposa, dove puoi mangiare i piatti americani più classici, a partire da ottime bistecche.
- 1850 Restaurant and Brewery: un altro ristorante storico che serve piatti americani e buone birre artigianali.
- Happy Burger Diner: questo invece è un diner classico, dove mangiare hamburger, ma non solo: si vantano infatti di avere il menù più grande della Sierra Nevada!
- Fredricks of Savourys: ristorante un po’ più elegante, dove andare se vuoi fare una cena più raffinata.
- Sal’s Taco Truck: per un pasto veloce, c’è il camioncino dei tacos messicani. Lo trovi nel parcheggio adiacente al Mariposa Museum and History Center.


























