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Art Deco Historic District: itinerario fra edifici e alberghi storici in Ocean Drive e dintorni

art deco miami

Non si può parlare di Miami senza citare South Beach, come non si può parlare di South Beach senza citare l’Art Deco Historic Districts, conosciuto anche come Miami Beach Architectural District: la parte meridionale di Miami Beach, proprio di fronte a Downtown, è la più ambita da turisti e viaggiatori non solo per la sua bella spiaggia, ma anche e soprattutto per i suoi hotel, i locali notturni, i cinema e gli altri edifici costruiti in stile Art Déco tra la fine degli anni Venti e i Quaranta. Forse non tutti lo sanno, ma è proprio a Miami la più alta concentrazione in USA di edifici costruiti in questo stile architettonico ornamentale proveniente dall’Europa e qui rivisitato secondo uno stile tropicale.

In questo articolo voglio dare qualche informazione storica sull’Art Deco a Miami, presentandovi un ricco itinerario alla ricerca degli esempi più interessanti di questo stile lungo le 3-4 strade di South Beach dove si concentrano gli edifici: Ocean Drive, Collins Avenue, Washington Avenue e, dulcis in fundo, Española Way (dove invece si impone lo stile Mediterranean Revival di matrice spagnola).

Art Déco a Miami: un po’ di storia

miami art deco

Prima del 1926 – anno in cui si verificò il “Great Miami Hurricane”, uno dei più devastanti uragani della storia della Florida e degli USA – a South Beach c’erano poche e modeste case di legno per le famiglie. Era una zona abbastanza remota in cui sin dal 1870 si estendevano solo piantagioni di cocco. L’uragano rase al suolo tutti gli edifici, ma ecco l’intuizione geniale: trasformare questo “quartiere-relitto” in una zona turistica di lusso, costruendo un gran numero di hotel in una versione tutta americana dello stile Art Déco tanto in voga dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. Eravamo negli anni della Exposition Internationale des Artes Décoratifs di Parigi, durante la quale fu ufficializzata quella che negli anni Venti si era imposta come una tendenza artistica e architettonica chiamata a a contrastare l‘impero del buon gusto sancito dall’Art Nouveau, corrente di tipo modernista radicatasi a Parigi e in Europa dalla fine dell’Ottocento fino agli anni della Prima Guerra Mondiale.

Ai disegni eleganti e aggraziati e alle forme sinuose del modello modernista, lo stile Art Déco contrapponeva per reazione un tipo di estetica totalmente differente, ispirata al razionalismo e al geometrismo astratto: le nuove architetture di lusso erano sottoposte a una semplificazione delle forme, ricorrendo a soluzioni completamente nuove o recuperando elementi artistici appartenenti a culture antiche e lontane da quelle moderne europee (africane, greche, egizie, precolombiane). I nuovi dettagli ornamentali delle facciate e degli interni erano, tra gli altri, finestre di forma allungata, forme a mosaico, a ziqqurat, a zigzag e a scacchi, motivi nautici, floreali e animali semplificati (piante, fontane, getti d’acqua), fasce decorative orizzontali e squadrate (le cosiddette sopracciglia), ecc. A Miami tale tendenza fu rivisitata secondo uno stile che fu definito Tropical Art Déco, caratterizzato dal massiccio uso di colori pastello dalle tonalità accese e stravaganti e dall’utilizzo di elementi decorativi legati al contesto tropicale (fenicotteri, palme).

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Alla fine degli Anni Trenta e per tutti gli Anni Quaranta, l’idea del razionalismo in architettura si radicalizzò a Miami e nelle altre città USA alla moda (non ultima New York): è questo il periodo dello Streamlining Modern (detto anche Art Moderne), la cui principale caratteristica era la ricerca del movimento e dell’aerodinamicità degli edifici. Oltre ad alcune tra le caratteristiche già elencate, si registra una tendenza a creare linee verticali, forme taglienti e futuristiche, tetti squadrati, finestre ad angolo e a oblò, angoli curvi.

La Miami Design Preservation League, istituita negli anni Settanta, contribuisce a preservare gli edifici e la testimonianza storica di un periodo così importante per la città di Miami. Oggi, grazie al lavoro di questa fondazione, passeggiando per il distretto storico, potrete divertirvi a cercare nelle facciate e negli interni (laddove è possibile) questi ed altri elementi ornamentali, che contribuiranno a rendere il vostro tour una piacere per gli occhi.

Art Deco Historic Districts: itinerario consigliato

art deco historic districts

Il nostro tour alla ricerca dei migliori edifici Art Déco di South Beach non poteva che cominciare da Ocean Drive, la strada di Miami che – grazie al contributo del cinema, con Miami Vice e Scarface e altri – è entrata nell’immaginario di tutti. Mentre sul lungomare si estende la spiaggia e il parco di Lummus Park, dall’altro lato della strada si succede una lunga schiera di hotel e locali variopinti, le insegne al neon accarezzate dallo sventolare delle palme.

Nota bene: gli alberghi Art Déco sono talmente tanti e così interessanti che sarebbe impossibile citarli tutti. Quelli che segnalo sono quelli più famosi, ma lungo il tragitto potrete vederne altri, ciascuno con qualche elemento che potrà colpirvi. Quasi tutti i singoli hotel segnalati in questo itinerario riportano anche il link a Booking: in questo modo potrete farvi un’idea dei servizi e vedere qualche foto degli esterni e soprattutto degli interni e capire se può essere l’alloggio che fa per voi. Attenzione però! Leggete bene le recensioni degli utenti: in alcuni casi le nuove gestioni campano un po’ di rendita e le stanze potrebbero non valere il denaro che costano. Per avere qualche consiglio mirato, leggete anche il mio approfondimento su dove dormire a South Beach.

Ocean Drive

Il tratto interessante di Ocean Drive comincia a sud all’incrocio con la 5th St, ma voi non fatevi prendere dalla fretta di cominciare: c’è da fare una veloce scappata nel South of Fifth (SoFi) District of Miami Beach per raggiungere la nostra tappa più a sud, l’Hotel St. Augustine, in 347 Washington Ave. Immacolato e compatto, mostra alcune delle caratteristiche tipiche dello stile: la forma squadrata delle linee geometriche e i motivi floreali sull’elemento verticale principale della facciata.

Tornate dunque su Ocean Drive e cominciate la vostra passeggiata verso il primo hotel, quello che un tempo era il famoso Park Central (ora The Celino South Beach). Costruito nel 1937 da Henry Hohauser, questo hotel dalle trame blu spicca in verticalità con finestre alte suddivise in piccoli moduli quadrati. I terrazzi della sezione centrale sono arricchiti con decorazioni a forma di freccia, che invitano ad alzare lo sguardo. Continuate verso nord, lasciandovi alle spalle il Beacon Hotel e l’Avalon, direzione Colony Hotel (736 Ocean Dr), edificio storico datato 1935: come non rimanere affascinati dal vistoso elemento centrale a forma di T rovesciata, recante tre neon (uno per lato) col nome dell’hotel? Da vedere di notte!

Nel blocco successivo vi suggerisco di prestare particolarmente attenzione al Waldorf Towers (860 Ocean Dr), costruito dal visionario architetto di Chicago Albert Anis nel 1937 e recentemente ristrutturato. Oltre allo squillante colore arancione, si rimane colpiti dai contrasti tra la rigida simmetria della facciata e la forma curvilinea della torre/faro che la sormonta. La facciata continua anche nella traversa di Ocean Drive (9th St) grazie ai classici angoli arrotondati che garantiscono la continuità della decorazione a scacchiera. Poco più a nord, al 940 di Ocean Drive, troviamo l’iconico Breakwater Hotel, disegnato e costruito nel 1936 da Anton Skislewicz, uno degli architetti meno prolifici di Miami: notiamo colori e forme tipiche dell’universo nautico, e una spiccata ricerca di verticalità e aerodinamicità nella torre centrale col nome dell’hotel. Immediatamente accanto, al numero 960, si trova l’Edison Hotel, che a differenza del precedente, sin dalla fondazione (1935) sceglieva di non giovarsi troppo di neon e ardite forme aerodinamiche, privilegiando trame geometriche ipnotiche. Interessante la sezione centrale: tre coppie di finestre sono inscritte in una sorta di arco allungato diviso a metà da una colonna arricciata.

Tour guidati alla scoperta dell'Art Déco
Dall’altro lato della strada rispetto all’Edison Hotel, nel Lummus Park, potrete vedere uno strano edificio: è la Beach Patrol Station, un edificio a forma di barca che ospita l’Art Deco Welcome Center, il centro informazioni dell’Art Déco District, da cui partono anche dei tour guidati.

art deco visitor center

Oltre a quelli del Visitor Center, ce ne sono anche altri che possono fare al caso di chi voglia essere accompagnato in questo itinerario: eccone uno con delle buone recensioni -> tour a piedi guidato dell’Art Déco.

Procediamo verso il 1052 Ocean Dr, dove troviamo il Congress Hotel, oggi solo un negozio. L’edificio, di dimensioni più ridotte rispetto ad altri concorrenti, presenta decorazioni classiche del periodo Art Déco, con “sopracciglia” alle finestre e giochi d’acqua stilizzati in chiave geometrica, una sorta di parodia razionalista dell’Art Nouveau. In alto, sotto al tetto squadrato, si possono vedere trame tipiche dell’arte maya. Poco dopo l’incrocio con l’11th St, ecco uno degli edifici simbolo di tutta South Beach: Casa Casuarina. Quella che fu la casa di Gianni Versace (qui fu assassinato nel 1997) si distingue dagli altri hotel perché somiglia più a Villa Vizcaya che a un edificio Art Déco: sfoggia infatti un elegante e austero stile Mediterranean Revival, replicato dall’Alcázar de Colón. La reggia (è il caso di dirlo) fu costruita nel 1930 sotto iniziativa dell’architetto Alden Freeman che volle fosse utilizzata pietra corallina, un materiale ben diverso da quelli utilizzati per gli altri hotel della zona. Oggi questa villa con patio e osservatorio astronomico (!) ospita alcune lussuose suite e un sofisticato ristorante.

casa versace miami
Casa Casuarina

Dopo questa eccezione, vediamo confermata la regola di Ocean Drive: al 1144 si trova l’Hotel Victor, con la sua insegna sfacciatamente rosa e la sua alta struttura geometrica con una linea verticale dalla quale si dipartono lunghe file di finestre con davanzale, e in fondo un oblò a variare la trama. L’hotel successivo è il The Tides, costruito nel 1936 e disegnato dall’architetto L. Murray Dixon. Quando l’ho visto io era in ristrutturazione, ma mi è comunque saltata all’occhio la ragguardevole altezza della struttura: non mi sono meravigliato dunque quando ho letto che dalla fondazione fino al 1938 è stato l’edificio più alto di Miami! Soffermatevi ad osservare la parte bassa della facciata, arricchita da grossi blocchi di corallo proveniente dalle Keys.

Continuando la vostra passeggiata verso nord, verrete senza dubbio abbagliati dalla facciata gialla del Leslie Hotel (1244 Ocean Dr), in pieno stile Tropical Déco. Le dimensioni ridotte di questo hotel datato 1937 e da non molto restaurato lo rendono più intimo del Tides; a me ha colpito per il suo aspetto gioioso e dinamico nonostante la facciata geometrica, e lo stile dell’insegna. Accanto al Leslie, un’altra istituzione di South Beach: il Carlyle, oggi complesso di appartamenti per vacanze. Costruito nel 1939, l’edificio risente delle influenze razionaliste della Art Moderne, stemperandole però con alcune trame floreali sulla parte alta della facciata. A rendere famoso il Carlyle è stato il cinema: Bad Boys 2, Random Hearts, Pronto, The Birdcage e Scarface sono alcuni tra i film che lo hanno reso immortale. Coetaneo del Caryle, il Cardozo Hotel in 1300 Ocean Dr è opera del già citato Henry Hohauser, vero e proprio punto di riferimento per l’Art Déco di Miami. Vi colpirà la facciata dalle forme arrotondate, ispirata al paraurti di una Studebaker e arricchita da elementi decorativi circolari che possono ricordare l’arte precolombiana. Anche qui risalta l’utilizzo della pietra corallina, che offre una particolare sfumatura di colore.

Al 1320 di Ocean Drive c’è forse il mio hotel preferito: il Cavalier Hotel. Opera di Roy F. France nel 1936, questo hotel è un capolavoro Art Déco che mescola in modo incredibile il geometrismo della struttura con l’eclettismo vintage delle decorazioni in stucco, tra elementi nautici e richiami all’arte azteca. Al 1400 di Ocean Drive, si trova il Winter Haven (1939), dal profilo elegante pur nella semplicità delle forme: ogni finestra è ombreggiata da un davanzale a sopracciglio, che dà un tocco di design vagamente futuristico alla struttura. L’itinerario su Ocean Drive si conclude con gli ultimi due hotel del nostro itinerario, il McAlpine e l’Ocean Plaza (oggi sotto un’unica gestione Hilton). Mi piace soprattutto il primo, che fu opera dell’architetto Dixon (The Tides): la struttura è ad oggi perfettamente conservata e ci permette di godere delle perfette simmetrie dell’eclettica facciata dai colori accesi (verde e arancione).

Collins Avenue e Washington Avenue

In corrispondenza del lato nord del Lummus Park, con gli hotel McAlpine e l’Ocean Plaza si è concluso il nostro itinerario sulla Ocean Drive Art Déco. Svoltiamo a sinistra sulla 14th finché non incrociamo Collins Avenue, nientemeno che la parallela di Ocean Drive. Dato che alcune delle nostre tappe si trovano parecchio più a nord ci converrà raggiungere gli edifici più lontani e poi tornare indietro per finire l’itinerario.

Da Española Way alla 21th St (verso nord)

locali art deco miami

Dopo pochi passi lungo Collins Avenue, troverete l’incrocio con Española Way. Prima di imboccarla per una breve deviazione, soffermate la vostra attenzione sulla notevole facciata del bar Señor Frog’s, una catena che ha preso il posto di un locale storico di Collins Avenue, il Jerry’s Famous Deli. L’insegna è cambiata, ma la struttura del negozio è rimasta uguale. Dopo aver fatto qualche foto a questo angolo curioso, proseguite verso Española Way che, come anticipato, è un’isola felice ispanica all’interno del distretto Art Déco. Gli edifici che si affacciano su questo paseo sono in stile Mediterranean Revival, ma non sono appariscenti come quelli di Ocean Drive. Semmai è l’atmosfera ad apparire completamente diversa: concepita nei primi anni Venti e inaugurata nel 1925, quest’area di South Beach doveva avere un aspetto davvero bohémien, anche grazie alla presenza di molti artisti. Oggi è piena di locali, bar e ristoranti. L’avete percorsa tutta? Bene, tornando verso Collins Avenue, fate attenzione all’incrocio di Española Way con Washington Avenue: vedrete il Cameo Nightclub, un tempo teatro storico di South Beach costruito nel 1935 su progetto di Robert E. Collins, in pieno fermento Art Déco. Se vi piace il punk e l’hardcore, sappiate che qui si sono esibiti, tra gli altri, i Ramones.

Tornati su Collins Avenue, raggiungete il 1671 Collins Ave, dove si trova un trio di hotel d’eccezione: il Sagamore, il National Hotel e il Delano Hotel. Il più fedele ai dettami dell’Art Déco è il National, costruito nel 1939 da Roy France. In cima alla torre centrale alta 18 piani si trova una cupola che a me ricorda quelle delle chiese greche di Santorini. Il Sagamore colpisce soprattutto per l’iconica insegna al neon, ma il meglio di sé lo dà all’interno: nella hall si trova una mostra di arte contemporanea molto stimolante. Il Delano, lo capirete dal design futuristico della facciata in stile Streamline, è più tardo: fu inaugurato infatti nel 1947 su iniziativa dell’architetto Robert Swartburg, e al tempo era l’edificio più alto di Miami (anche qui vale la pena curiosare nella splendida lobby). Il Delano si trova all’incrocio con la 17th St… bene, voi attraversate la strada e fate 80 mt: all’incrocio con James Ave vedrete una piccola perla Art Déco poco conosciuta: il Cadet Hotel, del 1941. Qui soggiornò Clark Gable quando era nell’Esercito Americano. Ancora più a nord, all’incrocio con la 18th St, con il suo ricco giardino tropicale e i suoi terrazzi arrotondati, troverete lo storico Raleigh, fiore all’occhiello di Collins Avenue (ad inizio 2019 in ristrutturazione).

Se non vi interessa l’arte, potete anche tornare indietro per esplorare il lato meridionale di Collins Avenue. Se invece avete tempo e energia, proseguite verso nord fino all’incrocio con la 21th St: qui troverete un parco artistico, il Collins Park, disseminato di installazioni e opere d’arte. Che c’entra con l’Art Déco? In fondo al parco si trova il Bass Museum of Art, un tozzo e massiccio edificio che ha subito molte modifiche negli anni: il passato Art Déco è però evidente dai bassorilievi della facciata, raffiguranti scene nautiche e temi tropicali. L’edificio originale fu progettato e realizzato da Gustav Bohland nei primi anni Trenta. Nella stessa piazza, all’incrocio tra la 21th St e Park Ave (quindi a sinistra guardando la facciata del museo), troverete il Plymouth Hotel, un perfetto esempio di cosa intende con Streamlining Modern.

Tappa extra
Se l’atmosfera di South Beach vi ha rapito e non sentite la stanchezza, dopo il Bass Museum deviate dal circuito principale dell’Art Déco e raggiungete lo storico Colony Theater, datato 1935, un’istituzione della città. L’indirizzo è 1040 Lincoln Rd, in una famosa zona commerciale di South Beach.

Da Española Way alla 5th St (verso sud)

tiffany hotel miami

Riprendiamo Española Way (praticamente Collins Avenue all’altezza della fine di Ocean Drive) come punto di riferimento e percorriamo la strada verso sud, cercando i migliori hotel Art Déco con qualche breve deviazione sulla parallela Washington Avenue.

Il primo stop lo facciamo all’angolo tra Collins Avenue e la 14th St: qui si trova l’edificio che un tempo era Commodore Hotel, in stile nautico, progettato solito Henry Hohauser (1936). Oggi è un bar-café. Continuate sulla 14 th St fino a Washington Avenue: al 1300 si trova la torretta circolare del Miami Beach Postal Service, tipico esempio dello stile architettonico Depression Modern, una variazione più sobria e istituzionale dell’Art Déco anni Quaranta pensata per gli edifici pubblici. Si può entrare per vedere i murales raffiguranti scene relative alla storia dei Conquistadores, e la cupola dai toni esoterici.

Tornate poi su Collins Avenue, perché nell’isolato tra la 13th e la 12th ci sono i due hotel simbolo di Collins Avenue, all’altezza dei capolavori di Ocean Drive: The Webster e Marlin Hotel. The Webster (1220 Collins Ave), oggi un negozio di abbigliamento, fu progettato da Hohauser nel 1939: la facciata è tripartita, ma è la parte centrale ad attirare l’attenzione grazie ai colori accesi e le decorazioni della cornice floreale. Il Marlin Hotel (1200 Collins Ave), firmato Murray Dixon, è stato inaugurato nel 1939. Questo hotel ha pochi rivali in fatto di design: colpisce per l’armonia con cui la parte centrale della facciata in stile ziqqurat – magnificamente decorata e colorata in giallo, rosa e azzurro – si concilia con gli angoli arrotondati delle due bande laterali.

Continuate verso sud fino al 1001 di Collins Ave: qui, affacciata sulla 10th St vi aspetta l’Essex House Hotel (1938), progettato da Hohauser in uno stile poi definito “Nautical Moderne”: poteva ricordare infatti una nave, con tanto di fumaiolo laddove brilla il nome dell’hotel. All’incrocio della stessa 10th St con la parallela Washington Avenue si trova invece un altro luogo che merita una menzione: il Wolfsonian-Florida International University Musem. Questo grosso e poco elegante edificio in stile Mediterranean Revival, datato 1926, è un museo che raccoglie manufatti e opere artistiche provenienti sia dall’America che dall’Europa.

Tornate su Collins Avenue per ammirare gli ultimi due hotel dell’Art Déco District: il primo è in 901 Collins Ave, si chiama SherbrookeL’edificio originale è del 1948 e colpisce per l’insegna con il nome e sopratutto per i terrazzi che seguono il movimento delle linee rosse e sinuose all’angolo con la 9th St. Da foto! Altrettanto meritevole di una visita è il The Hotel (801 Collins Ave) conosciuto in precedenza come Tiffany Hotel, opera del solito Murray Dixon nel 1939. Già dall’esterno, il nostro occhio è catturato dalla guglia in stile Streamlining che si trova in cima alla facciata. Già che ci siete, entrate e salite sul tetto per vederla più da vicino. Nel pavimento della hall ci sono delle frecce: un tempo, seguendole, si raggiungeva uno speakeasy.

Mappa dell’itinerario

Dove dormire?

dove dormire south beach

Come accennato, non tutti gli hotel indicati sono tanto accoglienti quanto belli da vedere. Se ti sei perso il link, leggi i miei consigli qua sotto, relativi sia a South Beach che a tutti gli altri quartieri di Miami.

Dove dormire a South Beach

Un Consiglio Importante: Ricordati l'assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

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Bernardo Pacini

Bernardo Pacini

Nella vita faccio il redattore editoriale e il copywriter, e ho alle spalle alcune pubblicazioni di poesia. Tra le mie passioni, oltre ai viaggi, la letteratura, la musica sperimentale, la Fiorentina e la buona cucina.

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