Forse non tutti sanno che la California del Sud, giustamente nota per le spiagge, i parchi a tema, il mondo del cinema e il glamour, ha un occhio di riguardo anche verso l’arte e lo fa molto bene. Abbiamo da poco visitato Pasadena con le sue innumerevoli gallerie ed ora qui a Los Angeles la nostra meta è il J. P. Getty Center (1200 Getty Center Dr.).
La nascita di questo complesso si deve a Jean Paul Getty (1892-1976), industriale americano fondatore della Getty Oil Company. La sua passione per l’arte e l’antiquariato l’hanno spinto a realizzare un progetto molto ambizioso proprio perché altrettanto sentito nel quale la ricerca dei pezzi da collazionare era ancor più entusiasmante del possesso. Il risultato è superlativo ed oggi migliaia di visitatori da tutto il mondo ne beneficiano.
Vuoi un itinerario personalizzato cucito sulle tue esigenze? Ecco il nostro servizio dedicato. Se invece ti basta un percorso collaudato e già pronto all’uso che includa Los Angeles e altre iconiche mete della West Coast dai un’occhiata a questi itinerari ebook:
Il nome dei Getty è indelebilmente legato ad un fatto di cronaca che ha riempito le pagine dei quotidiani e gli schermi dei media nel 1973 quando Jean Paul Getty III, il sedicenne nipote del magnate, fu rapito da un’organizzazione criminale a Roma. I negoziati del nonno per la cifra da pagare come riscatto sono stati lunghi e complessi. Pare infatti che nonostante le enormi ricchezze il Sig. J.P. Getty fosse molto parco, anche in quell’occasione. I rapitori dimostrarono concretamente il loro disappunto e la loro impazienza con un “forte” segno recapitato ai familiari a seguito del quale la vicenda ebbe una svolta decisiva e un lieto fine.
Dove si trova e come arrivare
Il Getty Center tram, raggiungibile tramite ascensore dal parcheggio, conduce dal livello della strada alla cima della collina dove è situato il complesso museale; di lì si gode un bel panorama di Los Angeles. Chi preferisce passeggiare può raggiungere la collina con una camminata moderatamente ripida della durata di 15-20 minuti lungo un marciapiede.
Chi non è munito di un auto a noleggio può utilizzare gli autobus che partono da diverse aree di Los Angeles: il n.20 e il n.234 dalla zona di Wilshire-Wester Station, il n.4 e il n.234 da Santa Monica Boulevard, il n.234 da Greenfield Avenue e ugualmente il n.234 dall’Expo-Sepulveda Station. Naturalmente si può usufruire anche di compagnie di taxi.
Orari di apertura e biglietti
Ecco alcune informazioni utili. Il Getty Center è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 16:30, ma il sabato la chiusura è posticipata alle 21. Resta chiuso il lunedì, il giorno del Ringraziamento, di Natale e il primo giorno dell’anno.
L’ingresso al museo è gratuito ma il posteggio auto costa 25 $ (15 $ se si arriva dopo le ore 15 e 10 $ dopo le ore 18), poi se s’intende visitare anche la Getty Villa nella stessa giornata si richiede il pass al punto informazioni nella Entrance Hall; in questo modo il parcheggio si paga una sola volta.
Dalla Getty Villa al Getty Center

A proposito della prima sede del museo, la Getty Villa (17985 Pacific Coast Hwy.) a Pacific Palisades/Malibu, consigliamo di visitarla perché è una realtà completamente diversa. L’edificio si ispira alla Villa Dei Papiri di Ercolano e i dettagli architettonici si rifanno ad antichi siti. Oltre che un museo di cultura Etrusca, Romana e Greca, è anche un centro educativo dedicato allo studio delle arti. Prima di visitarla è importante informarsi sui lavori in corso, di manutenzione e di nuovo display delle opere, che dovrebbero terminare nei primi mesi del 2018.
Cosa vedere al Getty Center
In una splendida ambientazione naturale il centro ospita dipinti, sculture, mobilio, arti decorative, disegni, manoscritti e fotografie. Le opere trasportano il visitatore in un viaggio temporale e geografico che parte dall’arte greca, romana ed etrusca fino ad arrivare al 21° secolo con una sezione consistente che risale al periodo dal Rinascimento al Post-Impressionismo.
Il museo continua ad ampliare la sua collezione attraverso acquisti e donazioni, inoltre espone temporaneamente opere che si trovano in altri importanti musei e il fatto che per l’occasione alcuni capolavori lascino il loro paese per la prima volta è motivo di grande orgoglio per il Getty Center.
Central Gardens

Fra sentieri alberati, fontane, un ruscello e una cascata, passeggiare è un vero piacere. In quest’ambiente naturale s’incontrano più di 500 varietà di piante dai mille colori; siamo circondati da cactus, lavanda, salvia, verbene, rose, bougainvillea, azalee, origano ornamentale, perfino margherite delle isole Canarie e iris dalle foglie dorate della Nuova Zelanda di cui non conoscevamo neppure l’esistenza. In questo paradiso floreale e aromatico si vedono in lontananza le Santa Monica Mountains, l’oceano Pacifico e Los Angeles: davvero un bel panorama.
Quest’area verde viene definita “una scultura con la forma di giardino”, in effetti il nome calza a pennello per l’attenzione all’estetica e perché fra le piante “crescono” anche sculture moderne e contemporanee la cui presenza continua in vari punti del complesso; a conferma di questo mentre ci dirigiamo verso l’ingresso alcune statue e opere d’arte ci danno il benvenuto lungo la scalinata.
La struttura del Getty Center

La struttura del complesso è di forma curvilinea e la pietra di travertino è stata utilizzata per dare luminosità, esaltare solidità, semplicità, calore e artigianalità. Dalla morte di Getty la fondazione che gestisce il museo continua a fare importanti acquisti per incrementare e innalzare il livello delle collezioni. La disposizione delle opere non è permanente e questo avviene non solo per motivi espositivi ed estetici ma anche di sicurezza.
Al momento della nostra visita le esposizioni sono suddivise fra North Pavilion (dipinti fino al 1600, manoscritti, come pure sculture e arti decorative medioevali e rinascimentali), East Pavilion (dipinti e arte barocca principalmente del 17° secolo), South Pavilion (dipinti del 18° secolo, e la maggior parte della collezione di arte decorativa europea fino al 1800) e West Pavilion (sculture e arti decorative dal 1700 al 1900, dipinti del 19° secolo, sculture e arti decorative neoclassiche e romaniche).
Non siamo profondi conoscitori d’arte ma ci sentiamo in sintonia con il principio filosofico di Henry D. Thoreau sostenuto qui: “it’s not what you look at that matters, it’s what you see” – “non è quello che guardi che conta, è quello che vedi” e per questo vogliamo lasciare che le opere ci parlino, ci trasmettano emozioni.

Siamo negli States e, come da prassi, nella Entrance Hall notiamo un immancabile negozio a tema, il Museum Store. Qui si possono acquistare souvenir del centro sotto forma di articoli di cartoleria, abbigliamento, gioielli, libri, giochi e perfino arredo casa. È possibile anche fare acquisti on-line.
Le principali opere esposte

Fra i dipinti esposti apprezziamo capolavori di impressionisti di grande calibro. Della serie di trenta dipinti di Monet che rappresentano la cattedrale di Rouen (forse 31, il conteggio è dubbio) dislocati pubblicamente e privatamente fra Europa, Usa e Giappone, qui al Getty troviamo la versione denominata La facciata della cattedrale di Rouen con la luce del mattino, olio su tela del 1894, realizzato con un particolare effetto di colore e luce soffusa.
Per la sapiente riproduzione di oggetti della vita quotidiana ci soffermiamo poi sulla Natura morta con tazza blu di Cezanne, datata inizio ‘900, mentre di Rembrandt ci piace segnalare Il rapimento di Europa, una delle poche opere dell’autore a soggetto mitologico con la dea Fenicia rapita da Zeus nelle sembianze di un toro bianco. In seguito riconosciamo l’opera di Van Gogh denominata Iris in cui spiccano le tonalità del blu e del verde. Risale al 1889 ed è singolare il fatto che quest’olio su tela sia stato realizzato mentre l’autore era in manicomio in Francia.

La nostra attenzione viene catturata anche dall’opera denominata L’Astronomo, un arazzo realizzato in Francia con seta, cotone e lana in cui si notano un imperatore cinese, un drago alato, un mappamondo, un pavone e il protagonista: l’astronomo con il cannocchiale. Fa parte della bellissima collezione di mobili francesi e oggetti d’arte decorativa, primo amore del fondatore.
Non passano inosservate neppure statue come quella di Venere, riproduzione dell’opera ellenica della dea dell’amore risalente al 2° secolo A.C., e quelle di Giunone e Minerva realizzate con grande tecnica da Joseph Nollekens che ha immortalato rispettivamente la dea del matrimonio nella mitologia romana e la dea romana della guerra e della saggezza. Come nella mitologia, anche qui la loro bellezza è in competizione.
Gli eventi del Getty Center
Mano a mano che proseguiamo con la nostra visita veniamo a conoscenza dei progetti che il centro promuove e sviluppa per una migliore comprensione dell’arte e per preservarne l’eredità culturale. A questo proposito vengono istituite borse di studio e sono in atto programmi per favorire l’interesse degli studenti verso la materia. Nel quinto padiglione, denominato Exhibition Pavilion, si alternano mostre di vario genere preannunciate anche da eventi pubblici per favorirne la comprensione e per suscitare un maggior interesse.
All’interno di questo dinamico complesso, il Getty Research Institute (GRI) è un istituto dedito alla conoscenza, allo sviluppo e al progresso delle arti visuali. La Research Library è una biblioteca che ospita collezioni di materiali rari e che si avvale di risorse digitali, preziose per portare avanti lavori di ricerca. C’è poi un grande Auditorium in cui si svolgono conferenze.
Dal 2013 la J. P. Getty Medal è un’onoreficenza che viene conferita annualmente a chi ha dato un importante contributo alla pratica, alla comprensione e al supporto delle arti.
Teniamo presente che l’amore e l’interesse per la conservazione, lo studio e lo sviluppo dell’arte non hanno mai termine per chi opera qui al Getty, anzi le idee si sono ampliate al punto tale da creare un progetto denominato Getty Around The World composto al momento da altre nove realtà sparse nel mondo (Messico, Perù, Argentina, Marocco, Italia, Irlanda, Germania, India e Cina) che collaborano strettamente con le sedi di Los Angeles.
Dove mangiare

E quando visitiamo questi siti teniamo presente l’affermazione del pittore tedesco Klee, un vero e proprio motto per il complesso Getty: “Art does not reproduce what is visible, it makes things visible”, “l’arte non riproduce ciò che è visibile, rende visibili le cose”.
Dove dormire in zona
Il Getty Center si trova molto vicino all’esclusivo quartiere di Bel Air rinomato in tutto il mondo per ospitare alcune fra le più belle ville di Los Angeles. Come potrete intuire gli alberghi di lusso la fanno da padrone ma, cercando bene, è possibile trovare anche qualche soluzione più economica. Potete leggere i nostri consigli nella sezione dedicata ai migliori hotel di Bel Air.
Se invece volete avere un’idea più generale dei quartieri e di tutte le soluzioni di pernottamento che offre la città degli angeli, potete dare un’occhiata al nostro articolo interamente dedicato a dove dormire a Los Angeles.






