Tante sono le caratteristiche distintive del profondo Sud degli States, ma una in particolare è così importante da aver influito non solo sulla cultura americana ma su quella di tutto il mondo: la musica. Qui, nel Deep South USA, in queste pianure verdi, ricche di piantagioni e placide strade di campagna, il retaggio afroamericano ha saputo dar vita a espressioni artistiche mirabili, tanto da far nascere i generi che hanno definito (e anche stravolto) la musica popolare contemporanea: qui è nato il blues, il country, il jazz e perfino il rock’n’ roll!
Sei alla ricerca di un itinerario collaudato e pronto all’uso per visitare gli Stati del Sud? Il nostro itinerario ebook Il profondo Sud tra musica e diritti civili è quello che ti serve!
Il primo, quello da cui secondo molti critici musicali si sono sviluppati tutti gli altri, è il vero protagonista dell’itinerario di oggi. Ci instraderemo infatti sulla leggendaria Blues Highway, lungo le tappe del Blues Trail, ripercorrendo la nascita del blues in un viaggio che parla di tristezza, amore, solitudine e desiderio di libertà.
Il nostro itinerario parte da Memphis, la città di Elvis Presley, dove il blues è diventato rock’n’ roll, attraversa il cuore del Delta del Mississippi, la terra natia dei bluesmen, e si conclude a New Orleans in Louisiana, nella capitale mondiale del jazz. Il tragitto richiede circa 6 giorni, ma si può ridurre facilmente se si è disponibili a eliminare qualche tappa. Siete pronti a partire? Bene! Ma prima di iniziare una piccola premessa…
Blues Highway e Mississippi Blues Trail
La Highway 61, la cosiddetta Blues Highway, è una strada progettata nel 1926 che si estende per 2300 km da New Orleans allo stato del Minnesota, seguendo più o meno fedelmente il corso del fiume Mississippi. È parte del sistema stradale denominato Great River Road e nella cultura popolare è circondata da una sorta di aura mitica, un po’ come la Route 66, vuoi per le tante leggende blues che le girano attorno, vuoi per i numerosi riferimenti nella cultura pop (il più importante è sicuramente la canzone e album di Bob Dylan Highway 61 Revisited del 1965). In realtà, come accade per numerose strade storiche, l’attuale Route 61 non coincide con quella originale in quanto, nel tempo, ha subito molte modifiche e varianti.
La cosiddetta Old Highway 61, perlomeno per il tratto di nostro interesse, si presenta oggi come una lunga serie di strade di campagna minori a ovest della US 61 attuale; percorrerla può non essere semplice in quanto il tratto originale non è solitamente segnalato e le strade riportano spesso un altro nome, tuttavia con google maps ci si può aiutare in quanto segnala spesso la strada come Old Highway 61 (vi consiglio di attivare una tariffa internet per il vostro cellulare durante il viaggio, se non sapete come fare leggete pure la nostra guida su come attivare una SIM prepagata in USA). Come ulteriore supporto potete usare la mappa fornita in questo articolo, dove trovate tutte le coordinate GPS dei singoli punti di interesse.
Lungo il nostro viaggio alla ricerca di strade di campagna secondarie e poco battute troveremo le testimonianze più autentiche dei grandi bluesmen del passato, spesso veritiere, talvolta supposte. Queste tappe, al crocevia fra storia e leggenda, fanno parte di un percorso chiamato Mississippi Blues Trail, che ripercorre i luoghi storici del blues identificandoli con dei cartelli segnaletici chiari, che spiegano anche l’importanza del luogo che si sta visitando. Le tappe del Trail sono circa 200, quindi non le toccheremo tutte, anche perché in alcune non è rimasto granché da vedere, cercheremo però di non perderci quelle più significative sia dal punto di vista storico che simbolico.
La via del Blues da Memphis a New Orleans
Memphis
Cominciamo con una delle grandi città del Sud, patria del rock’n’roll, meta di pellegrinaggio di tanti bluesmen e trampolino di lancio per molte stelle della musica country. I luoghi dove cercare questa unica commistione fra musica nera e musica bianca sono più di uno: innanzitutto il Sun Studio, dove hanno registrato personaggi del calibro di Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins (che insieme composero il Million Dollar Quartet), Howlin’ Wolf, B.B. King, James Cotton e molti altri, ma anche il Memphis Rock’n’ Soul Museum, un museo gestito dallo Smithsonian Institute che ripercorre il processo di trasformazione musicale che si è verificato a partire dal blues e dal gospel rurale fino alla nascita della musica soul (fra l’altro, se siete interessati al genere, c’è un altro museo per voi, lo Stax Museum of American Soul Music, dedicato alla storia della Stax, la famosa casa discografica di soul music fondata a Memphis nel 1957).


Ma una delle cose più interessanti che si possono fare a Memphis è passeggiare in serata a Beale Street, dove i bluesmen si sbizzarriscono sia fuori che dentro i molti locali di questa vivace strada della musica. Qui potrete entrare in qualche blues bar (ad esempio il B.B. King’s Blues Club o il Rum Boogie Cafe), visitare la casa museo del “padre del blues” W.C. Handy, a cui si deve la prima pubblicazione del genere nella canonica forma in 12 battute, e ammirare la mostra delle leggendarie chitarre Gibson al negozio di George W Lee Avenue, una traversa di Beale Street.
A Memphis, e nella vicina Tupelo, si trovano le attrazioni imprescindibili per ogni vero amante di Elvis, a partire da Graceland, che vi permetterà di visitare la villa dove Elvis abitò e una serie di esposizioni dedicate al re del rock’n’roll. Se vuoi saperne di più leggi anche il nostro itinerario A casa di Elvis: tour da Tupelo a Memphis sulle orme del Re!
Da Memphis a Clarksdale
Se il blues nacque nelle campagne per “elettrizzarsi” nelle città, noi stiamo facendo un po’ il tragitto all’inverso. Dopo aver visitato uno dei centri urbani che contribuì alla diffusione del blues elettrico è arrivata l’ora di fare un salto indietro nel tempo, alla ricerca del blues rurale e delle tracce della sua nascita. Ci dirigiamo verso Clarksdale, la cittadina che è un po’ l’epicentro di questo itinerario, dove la leggenda narra che il grande bluesman Robert Johnson abbia venduto l’anima al diavolo in cambio del talento. Ma prima, lungo il tragitto, ci aspettano alcune tappe interessanti…
Sconfiniamo dal Tennessee nello Stato del Mississippi, dove il contesto urbano cede il passo alla campagna e il panorama si fa prevalentemente agricolo. Scendiamo a Sud, in direzione Clarksdale e, a 30 minuti da Memphis, ci aspetta la nostra prima tappa, il piccolo villaggio di Walls, dove nel cimitero della New Hope Missionary Baptist Church, ci aspetta la tomba di Memphis Minnie, una delle prime grandi donne del Blues celebrata dal cartello del Blues Trail a pochi passi dal ciglio stradale.
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Da qui continuiamo il nostro tour lungo la Old Highway 61, l’attuale Blythe Road, che corre parallela alla ferrovia (e anche all’attuale US 61). Dopo circa 15 minuti girate a sinistra in Harrah’s Parkway e poi a destra su Dunn Road (che proseguendo diventa Kirby Road); vi troverete di fronte a un edificio che ricorda uno storico juke joint (locale tipico del South dove gli afroamericani si ritrovavano a suonare e ballare), ma si tratta in realtà del Visitors Center di Tunica, che ospita fra l’altro anche un piccolo museo ideale per calarsi nell’atmosfera. Una foto alla struttura e all’insegna è praticamente d’obbligo.


Riprendete la Old Highway 61, fermatevi a leggere il cartello commemorativo dedicato al bluesman Son House e tirate dritto sulla strada, dopo 5 minuti di auto vi aspetta The Hollywood Cafe a Robinsonville, un “localaccio” spartano dallo spirito autentico, dove si sono esibiti tanti musicisti importanti, fra cui Muriel Wilkins e Son House, e che si vanta con orgoglio di aver inventato il sottaceto fritto (fritto in pastella di birra con pepe e peperoncino).
Non troppo distante da qui, nello stato dell’Arkansas, nella cittadina di Helena, c’era il Bubba’s Blues Corner uno di quei negozi vecchio stile dove ci si impolverano le dita alla ricerca di un disco raro, purtroppo però il negozio ha chiuso nel 2022 dopo il decesso del proprietario.
Clarksdale
Eccoci in una delle cittadine più interessanti di tutto l’itinerario, una vera e propria manna per chi ama il blues per via dell’alta concentrazione di luoghi di interesse che si trovano in città e nei dintorni. La fortuna vuole che sia anche la città con il maggior numero di strutture ricettive della zona, quindi è qui che è consigliabile passare la notte, ed ecco 2 alloggi adatti per vivere pienamente l’atmosfera del nostro viaggio:
- Shack Up Inn: uno degli alloggi più caratteristici che mi è mai capitato di vedere, inserito in una vecchia piantagione, si dorme all’interno degli edifici originali e spesso si ha l’opportunità di ascoltare dal vivo bluesmen di livello notevole, anche se decidete di non dormire qui vi consiglio comunque di fare una puntatina per esplorarlo.
- Riverside Hotel: un albergo storico che fin dal 1944 ha ospitato i grandi musicisti del Delta, qualche nome? Sunny Boy Williamson II, Ike Turner, Robert Nighthawk, Howlin’ Wolf e Muddy Waters. Attualmente chiuso, i gestori stanno raccogliendo fondi per la sua riapertura.


Per degli alberghi più “comuni” date un’occhiata a questa lista di alberghi in città.
Trovato il nostro alloggio è l’ora di andare in giro alla ricerca dei segni del passaggio del blues da questa cittadina e il più importante è inevitabilmente The Crossroads, dove un inconfondibile insegna con 3 chitarre ricorda l’incrocio fra la Highway 61 e la 49, dove la leggenda vuole che Robert Johnson abbia venduto l’anima al Diavolo (ma come vedremo dopo non possiamo esserne troppo sicuri…).
Dopo la foto di rito il mio consiglio è quello di visitare il museo della cittadina, il Delta Blues Museum, non trascurando di fare un salto da Cat Head, il luogo migliore dove informarsi sui concerti in città. La serata infatti non può che essere dedicata a un concerto blues dal vivo; i locali sono tanti, 2 consigli? Il Ground Zero Blues Club o il Red’s. Per maggiori dettagli leggete la nostra guida dedicata a Clarksdale.



Dintorni di Clarskdale
Ma il blues si irradia anche nei dintorni di Clarksdale, rituffiamoci allora nel paesaggio rurale del Delta del Mississippi perché c’è molto altro da scoprire: ecco un itinerario circolare da ovest a est per uscire e ritornare in città:
- Rosedale: qui troviamo 2 tappe dedicate ancora a Robert Johnson; l’incrocio fra la Highway 1 e la 8 è ritenuto da alcuni il vero luogo dove il lugubre patto si sarebbe celebrato (c’è ben poco da vedere se non l’incrocio stesso), mentre, a poco più di 500 metri, lungo la 1, troviamo invece un altro segnale del Blues Trail che ricorda una canzone del celebre bluesman (They’re red hot) che parlava di una donna venditrice di Tamales (piatto delle cucina messicana). Non resta che entrare nel locale antistante (White Front Cafe Joe’s Hot Tamale Place) e assaggiarne uno!
- Po’ Monkey’s Lounge: nella contea di Bolivar, appena fuori Merigold, trovate uno dei pochi autentici Juke joint ad essere sopravvissuti al XX secolo, anche se purtroppo chiuso anche questo negli ultimi anni. Nonostante ciò il sito continua a essere meta di pellegrinaggio fra gli amanti del blues e fra i turisti che cercano di cogliere il vero spirito del Delta del Mississippi.
- Dockery Farms: questa piantagione del 1895 fu uno dei primi centri di diffusione del blues (molti la considerano un po’ la culla del genere); per 30 anni fu un po’ la casa di Charley Patton, che qui imparò da Henry Sloan e influenzò molti altri grandi musicisti che vi convergevano, fra i quali Howlin’ Wolf.
- Tutwiler: Riprendendo la direzione nord per Clarksdale approfittatene per fare una veloce sosta nel villaggio di Tutwiler, dove, vicino alla stazione, WC Handy ascoltò un bluesman che gli diede l’ispirazione per la stesura di un blues in 12 battute su 3 accordi con schema AAB. Questo è un passaggio fondamentale per la storia del blues, che da tradizione orale veniva trascritto su carta diffondendosi così ben oltre i confini delle campagne del Mississippi. I Tutwiler Tracks, dei murales vicino alla ferrovia, sono lì proprio a ricordare l’evento. Nei pressi trovate anche la tomba di Sonny Boy Williamson, dove i fan lasciano in dono armoniche, bottiglie di whisky e candele.




Da Clarskdale a Yazoo City
È l’ora di ripartire e continuare la nostra ricerca delle tracce del blues; puntiamo verso Vicksburg, Mississippi, ma la maggior parte dei luoghi di interesse si trova lungo il percorso, quindi aguzziamo lo sguardo…
Ancora Robert Johnson, è inevitabile ritornare da lui. Se non c’è certezza su quale sia il bivio dove avrebbe acquisito misteriosamente il suo talento, ancor meno ne abbiamo su dove sia sepolto. Ben 3 cimiteri si contendono la salma del grande bluesman e vale la pena di fare una capatina in ognuno, in quest’ordine:
- Little Zion Missionary Baptist Church, Money Road, Greenwood, MS 38930
- Payne Chapel Church, 32830 County Road 167, Itta Bena, MS 38941
- Mount Zion Church, Sidon, MS 38954



Prossima tappa? Leland, dove dobbiamo cercare l’angolo fra la Highway 61 e la 10, dove molti musicisti blues provenienti dalla campagna circostante si esibivano per raggranellare qualche spicciolo, ma anche l’Highway 61 Blues Museum è un’attrazione interessante, soprattutto per farci una cultura sui bluesmen locali.
Ma il museo migliore della zona è sicuramente il B.B. King Museum di Indianola, che ripercorre la vita e l’influenza di uno dei più grandi esponenti della storia del blues. In città poi non perdete occasione di fare una capatina al Club Ebony, uno dei più importanti night club del South, dove si esibirono artisti del calibro di Ray Charles, Count Basie, B.B. King (che lo comprò nel 2008), Little Milton e Albert King; il locale è parte del Chitlin’ Circuit, una rete di nightclub gestita da afroamericani che lungo gli anni ha dato occasione di esibirsi a tanti bluesman della zona.



Proseguite poi verso sud per raggiungere Yazoo, cittadina particolare dove potete anche decidere di pernottare in base all’orario del vostro arrivo. Ecco una lista di alloggi disponibili.
Da Yazoo a Vicksburg
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La cittadina di Yazoo non ha legami diretti con il Blues tuttavia merita una capatina per passeggiare sulla South Main Street, una strada dove gli edifici sono stati restaurati e ridipinti con appariscenti colori pastello. Potrete curiosare tra negozi di artigianato e anticaglie varie, fra cui Downtown Marketplace, un magazzino pieno di cose interessanti a prezzi modici, dall’artigianato al vintage, passando per prodotti gastronomici e abbigliamento.
Proseguiamo poi in direzione Bentonia e, se vi è venuta fame, c’è una tappa da prendere seriamente in considerazione, l’Hall of Fame Restaurant (54 Dover Road), una piccola baracca di legno a bordo strada che ospita un diner famoso per i suoi hamburger.
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Ma l’attrazione principe di Bentonia è indubbiamente il Blue Front Cafe, una vera e propria istituzione nella storia del Blues, risalente al 1948. È considerato il più antico “juke joint” ancora in attività in Mississippi, nonché la culla del “Bentonia blues“. Se siete fortunati vi beccherete un concerto, altrimenti vale comunque la pena entrare per curiosare e respirarne l’atmosfera, osservando le tante testimonianze storiche esposte sulle pareti.
Arrivati a Vicksburg è l’ora di goderci un meritato riposo, ecco una lista con tutti gli alloggi disponibili in città. Per scoprire tutte le cose da fare in città leggete la nostra guida su Vicksburg.
Da Vicksburg a New Orleans


Dopo esserci rifocillati andiamo a dare una rapida occhiata a uno dei siti più bizzarri e improbabili del nostro itinerario: Margaret’s Grocery and Market. Una volta, questa drogheria di campagna era gestita dal reverendo Dennis e da sua moglie Margaret, che un bel giorno decisero di trasformarla in una vera e propria meta di pellegrinaggio per gli amanti dell’on the road, con addobbi e strutture colorate al limite del kitsch e riferimenti storici nientemeno che all’Impero Bizantino. Oggi purtroppo il sito è in rovina e sta vivendo una fase decadente, tuttavia la Mississippi Folk Art Foundation sta pianificando di restaurarlo.


Proseguiamo verso New Orleans, la meta conclusiva del nostro viaggio, ma lungo la strada non mancherà qualche tappa dove fermarsi, ad esempio l’Old Country Store nei pressi di Natchez, un vecchio casale riadattato a ristorante dove Mr. D prepara quello che per gli abitanti della zona è il miglior pollo fritto del mondo, oppure il LSU Rural Life Museum a Baton Rouge, il museo a cielo aperto della Louisiana State University, che è a tutti gli effetti una ricostruzione di una cittadina rurale tipica del South, una esperienza suggestiva per capire come vivevano le comunità di un tempo e da quali contesti il blues è nato.
Ben prima di giungere a Baton Rouge però c’è un’altra tappa musicale che, sebbene non direttamente legata al blues, può valere una deviazione: sto parlando del Lynyrd Skynyrd Monument Site, toccante memoriale dedicato alla tragica caduta dell’aereo che nel 20 ottobre 1977 causò la morte di alcuni membri della famosa band e altri membri dell’equipaggio.
Proseguendo in direzione sud, a circa 50 minuti dal museo di vita rurale, troverete la Piantagione di Oak Alley, una delle piantagioni più famose di tutto il South, risalente al 1837, dove molti afroamericani hanno lavorato come schiavi. Si tratta di una delle più rilevanti testimonianze storiche del genere, molto interessante da visitare e opzione da valutare anche come pernottamento. Ma forse, distando un’ora dal traguardo, l’alloggio più comodo è proprio da ricercare a New Orleans; trovate molti consigli in proposito nella nostra guida su dove dormire a New Orleans.
New Orleans
Eccoci dunque arrivati alla nostra meta, New Orleans, la città del jazz, dove il nostro itinerario si compie integrandosi con il suo ultimo ingrediente musicale. Che siate amanti di questo genere musicale o meno, la città ha un fascino davvero particolare e merita indubbiamente una visita approfondita; su questo sito abbiamo già trattato il tema e vi rimando quindi alla nostra sezione dedicata alla città, che potete leggere cliccando sul pulsante sotto:






























Buongiorno ragazzi e di nuovo complimenti (oltre che grazie) per questo belissimo sito ricco di spunti e idee di viaggio.
Ho gia “usufruito” dei vostri preziosi consigli due anni fa quando io e la mia ragazza abbiamo fatto la route 66 da Chicago a Los Angeles, prolungata poi fino a San Francisco (che fai, te ne privi? :D).
A distanza di due anni, la voglia degli States è tornata forte e sto pianificando un on the road negli stati del sud. Partiremo a fine giugno (29 giugno) e staremo in USA per circa 3 settimane (ritorno il 17 luglio). L’idea è arrivare su Washington e ripartire da Houston. (Voli gia prenotati). Ho gia individuato le città e i luoghi meritevoli di tappa ma forse sono troppi in relazione ai giorni e agli spostamenti. Vi chiedo gentilmente un parere personale rispetto a quanto costruito e se magari avete altre “spot” da inserire al posto di quelli che menzionerò io. Non ho ancora tracciato un vero e proprio percorso in quanto lo farò solamente una volta che avrò deciso ufficialmente le città.
Washington – Williamsburg – Avon (Outbanks) – Charlottesville.
Charlottesville – Old ragging Railroad – roanoke . mabry mill – cherokee – asheville
Asheville – Charlotte – Charlestone – Savannah- Atlanta
Atlanta – Chattanooga – Nashville – Muscle Shoals – Menphis
Menphis – Clarksdale – Vicksburg – New Orleans
New Orleans – Baton Rouge – Houston
se ci sta tappa a Austin in finale prima di andare in aereoporto a Houston.
Ho messo le diverse città su diverse righe ma non vuol dire nulla.
Vi ringrazio per il tempo e i consigli che potrete dedicarmi nel pianificare il mio tour.
Continuate cosi, siete fortissimi!
Ciao Simone. Innanzitutto grazie per i complimenti e per la fiducia. Venendo alla tua domanda però è molto difficile rispondere nello specifico non avendo un un percorso organizzato con un day-by-day. In linea di massima le tempistiche possono essere sufficienti per un viaggio del genere però molto dipende anche da quanti giorni vuoi fermarti nelle città più importanti. Una volta che avrai stilato quindi il tuo itinerario, potrai sottoporcelo e ti daremo una valutazione più mirata.
Buongiorno Filippo, grazie mille per la celere risposta. Ho preparato dopo qualche giorno l’itinerario che allego qui sotto.
27-giu volo andata x Washington DC ( Arrivo)
28-giu Washington (Visita città)
29-giu Washington – Nags Head (Outer Banks) ~450 km (outer banks)
30-giu Nags Head – Williamsburg ~380 km (cape hatteras lighthouse poi risalita)
01-lug Williamsburg – Roanoke ~390 km (Appalachi + visita charlottesville se c’è tempo)
02-lug Roanoke – Asheville ~390 km (Blue Ridge Pkwy + Mabry Mill)
03-lug Asheville – Charleston ~450 km
04-lug Charleston (visita città)
05-lug Charleston – Savannah ~190 km (via Beaufort?)
06-lug Savannah – Atlanta ~400 km (piantagioni + Arrivo sera)
07-lug Atlanta – Nashville ~400 km (Coca-Cola Museum mattina + Chattanooga)
08-lug Nashville – Memphis ~470 km (Natchez Trace Parkway + Muscle Shoals)
09-lug Memphis – New Orleans ~630 km (tappa a Clarksdale? Vicksburg? )
10-lug New Orleans (Visita città)
11-lug New Orleans – Houston ~560 km (via baton rouge con piccola sosta)
12-lug Houston (Visita città)
13-lug Houston volo ritorno x milano (rientro)
Le domande e/o i consigli sono i seguenti (oltre ad avere un tuo parere personale):
– Ho scelto Washington, Charleston New Orleans e Houston come notti extra in cui sostare. Washington per ambientamento e Houston per discorso ritorno, mentre le altre due in quanto le reputo le più interessanti. Che dici? meglio puntare su altre?
– Outer banks mi fanno perdere del tempo ma la mia ragazza le vuole assolutamente vedere. Sigh! Magari posso togliere la notte a Washington il secondo giorno, partendo dal pomeriggio e avvicinandomi alle outer banks (tipo dormire a Richmond?)
– volendo fare un pezzo della blueridge parkway, abbiamo deciso di passare da roanoke e vedere solo il mabry mill come spot (oltre a quelli lungo la strada). Scelta corretta o meglio puntare su altro?
– Da Roanoke volevamo deviare verso Ashville, dove dormiremo per una notte. Salteremo Charlotte ma andare diretti dal mabry mill a Charleston mi sembrava troppo.
– Atlanta ci fermiamo per il museo Coca Cola arrivando da Savannah. Per dare un po di tempo a Savannah e visitarla, non volevamo andare direttamente a chattanooga essendo troppo tirata.
– Muscle shoals tra Nashville e Menphis credo ci stai bene (per toccare un po di Alabama)
– Da Menphis a New Orleans è lunga. Pensavamo di visitare Clarksdale o Vicksburg per spezzare il tragitto.
– Idem da New Orleans a Houston è lunga, passeremo dentro a Baton rouge ma nulla più.
– In origine avevo messo dentro San Antonio senza stare una notte a Houston che ci sembra meno interessante ma da New Orleans andare diretti a San Antonio ci sembra devastante. Abbiamo qualche chance?
Grazie mille per qualsiasi risposta ci vorrai dare. Se hai altri consigli su spot, cose da vedere o dove dormire sempre ben accetti.
Buon lavoro e grazie per i contenuti che create sempre.
a presto
Simone
Ciao Simone, il tuo sembra un itinerario ambizioso e molto interessante ma ci sono alcune criticità da affrontare, che possiamo vedere per punti. Non è comunque semplice dare dei consigli, perché molto dipende da cosa volete fare nelle grandi città. Ad esempio Nashville, Memphis e New Orleans sono il paradiso della musica americana e non dedicargli il tempo necessario potrebbe essere un’occasione persa. Ma comunque andiamo per punti.
Capitolo Outer Banks: effettivamente è una deviazione abbastanza importante nel tuo itinerario. Si può lasciare, visto l’interesse per la zona , ma d’altra parte non toglierei una notte a Washington, visto che in città ci sono molte cose interessanti da visitare (torniamo quindi alla premessa iniziale su cosa ti interessa di più, ovvero se approfondire la conoscenza delle attrazioni di Washington o dare la precedenza all’on the road).
– Per quanto riguarda l’on the road tra Charlottesville e Asheville, io sceglierei di percorrere la Skyline Drive da Front Royal a Roanoke. Questa strada panoramica si trova dentro allo Shenandoah ed è generalmente più apprezzata della sua continuazione (che se ho capito bene volete percorrere). Questa scelta vi obbliga forse a rivedere un po’ il vostro itinerario, ma ve la consiglio rispetto all’idea di fare la Blue Ridge Parkway, che secondo me è più lunga, faticosa e dispersiva.
– Veniamo ad uno dei punti più importanti: la tratta Nashville – Memphis. Di per se non è impegnativa ma la domanda fondamentale è: che programmi avete per queste due città? Ad esempio, noi l’anno scorso venendo da Nashville avevamo prenotato una visita a Graceland quindi abbiamo preferito fare tutta una tirata altrimenti non saremmo arrivati in tempo. Voi avete considerato questa possibilità? E inoltre vedo che il giorno prima arriverete a Nashville da Atlanta dopo una giornata abbastanza impegnativa, quindi non so quanto potrete esservi goduti la città. Dover ripartire subito il giorno dopo non fa che togliervi ulteriore tempo. Come potete leggere dai nostri articoli, sia Nashville che Memphis meriterebbero almeno una giornata piena a testa per essere visitate. Soprattutto se si vogliono aggiungere soste lungo il tragitto, io cercherei di fare due notti in entrambe le città.
Anche la tratta Memphis – New Orleans non è da fare in un solo giorno: idealmente si dovrebbe considerare un pernottamento a Vicksburg sia per rendere più fattibile il tragitto sia perché la cittadina è interessante e merita del tempo per la visita. Inoltre con questo programma praticamente non avreste mai tempo per visitare Memphis.
– alla luce di tutto ciò, mi verrebbe da consigliarvi di togliere il Texas da questo itinerario, dedicando più tempo alla triade Nashville-Memphis-New Orleans, ripartendo da quest’ultima.
ciao leggo con molta attenzione il tuo itinerario davvero fatto bene. Lo farò dal 22 gennaio prossimo da Menphis a New Orleans con tappa a Clarcksdale per unanotte credo. Noleggerò una macchine
altri consigli oltre quello giaà sctitto?
grazie
Ciao Arcangelo. Oltre agli approfondimenti che trovi linkati nell’articolo recentemente abbiamo scritto un nuovo ebook che comprende il tratto che farai tu.
Complimenti per il sito, risorsa impagabile per chi vuole fare un viaggio in USA. A fine luglio noi visiteremo gli stati del Sud (Mississipi, Tennesee, Alabama, Louisiana, Georgia…) e sappiamo che non è esattamente il periodo migliore… Abbiamo un grosso dubbio su Lousiana e New Orleans in particolare dove temiamo di trovare condizioni proibitive per il caldo umido. Tagliamo a malincuore quest’area oppure tanto vale visitarla visto che anche negli altri stati le condizioni saranno simili? grazie.
Ciao Paolo. Grazie per i complimenti. Venendo alla tua domanda direi che in quel periodo non ci sarà una grande differenza tra la Louisiana e gli altri stati del Sud, quindi tanto vale includerla nel viaggio: il caldo sarà comunque una costante ovunque andiate. Magari pianificate le visite principali al mattino presto o nel tardo pomeriggio.
Ciao ma secondo voi l’itinerario New orleans Atlanta è possibile farlo coi mezzi pubblici?
Ciao Barbara, tra New Orleans e Atlanta ci si può comodamente spostare in treno e tra l’altro si tratta di una delle linee che abbiamo consigliato nel nostro articolo sugli Stati Uniti in treno: la linea Crescent. Questa linea non tocca precisamente i luoghi suggeriti in questo nostro articolo, ma molti di questi possono essere comunque visitati spostandosi tra New Orleans e Atlanta in treno o in autobus (a seconda delle tratte). Ti interessavano tappe precise, oppure volevi fare semplicemente la tratta diretta NewOrleans-Atlanta?
ciao Andrea,
grazie per la risposta.
Noi vorremmo fare le tappe iconiche del blues e jazz come memphis, nashville.
Ciao Barbara, se volete fare le tappe cittadine allora sì, è fattibile.
Da New Orleans a Memphis potete prendere il treno oppure l’autobus: entrambi li puoi prenotare qui. Questa tratta è molto lunga, ma potete spezzarla fermandovi una notte a Jackson.
Da Memphis a Nashville potete prendere l’autobus: lo prenotate qui.
Da Nashville ad Atlanta potete prendere l’autobus prenotandolo qui.
Ciao,io sto vedendo di fare un viaggio da New Orleans a Memphis, facendo più natura che città…mi consigli di noleggiare una macchina vero!?
Ciao Riccardo! A maggior ragione se vuoi visitare le aree naturali il consiglio è assolutamente quello di fare il noleggio auto.
CIao a Tutti e complimenti per tutte le fantastiche informazioni.
Io sono un musicista e in 30 anni ho suonato con molti bluesman americani. Per i 18 anni di mio figlio (anche lui guarda caso suona blues) volevo regalargli il ricordo della vita… un viaggio insieme per la Highway61, Dove molto probabilmente e spero con i miei contatti suoneremo in qualche jam locale. L’idea iniziale era partire da Chicago (siamo 2 pianisti per cui ….il chiacago blues), poi st.louis…. Memphis e a seguire tutto quanto ci hai spiegato in modo perfetto sino ad arrivare a New Orleans!
a) 10gg dovrebbero bastare ?
b) i costi per pernottare nei motel (durante i trasferimenti…) sono più “cheap” ?
c) IMPORTANTE: non riesco a capire se un 18’enne può entrare nei locali…. in alcuni p.es. a Chicago, si ed in altri no bisogna avere 21 anni….. chi mi sa dare qualche informazione per favore.
Saluti e complimenti ancora
Marco
Ciao Marco, sulle tempistiche dipende, potresti farcela anche in 10 giorni, ma dovrai probabilmente eliminare qualche tappa (dipende anche da quanti giorni vuoi stare a Chicago). I motel in genere sono più economici. Per quanto riguarda l’età penso che la cosa migliore sia consultare le risorse online dei locali stessi o contattarli in caso non forniscano informazioni esplicite.
Salve a tutti, sto organizzando un viaggio nel sud degli Stati Uniti a maggio e sono indecisa se fare l’itinerario da nord a sud o viceversa. Le città di partenza/arrivo sarebbero Louisville/New Orleans.
Cosa consigliereste e per quali motivi? Grazie in anticipo! ?
Ciao debby. Fare la Blues Highway da nord a sud o viceversa è indifferente
Grazie mille per la risposta!
Lorenzo,
dove consigli di atterrare con un volo diretto, proveniente dall’Europa?
Houston, Atlanta? Non vi sono voli diretti per New Orleans o Memphis, stando alle mie informazioni.
Dunque, calcolando che serve poi un generoso spostamento per raggiungere l’inizio di questo itinerario, dove suggerisci di atterrare?
Grazie
Ciao Marcello, Atlanta o Dallas sono le uniche opzioni ragionevoli.