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Blues Highway: la via del Blues da Memphis a New Orleans

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Tante sono le caratteristiche distintive del profondo Sud degli States, ma una in particolare è così importante da aver influito non solo sulla cultura americana ma su quella di tutto il mondo: la musica. Qui, nel Deep South USA, in queste pianure verdi, ricche di piantagioni e placide strade di campagna, il retaggio afroamericano ha saputo dar vita a espressioni artistiche mirabili, tanto da far nascere i generi che hanno definito (e anche stravolto) la musica popolare contemporanea: qui è nato il blues, il country, il jazz e perfino il rock’n’ roll!

Il primo, quello da cui secondo molti critici musicali si sono sviluppati tutti gli altri, è il vero protagonista dell’itinerario di oggi. Ci instraderemo infatti sulla leggendaria Blues Highway, lungo le tappe del Blues Trail, ripercorrendo la nascita del blues in un viaggio che parla di tristezza, amore, solitudine e desiderio di libertà.

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Murales a Leland

Il nostro itinerario parte da Memphis, la città di Elvis Presley, dove il blues è diventato rock’n’ roll, attraversa il cuore del Delta del Mississippi, la terra natia dei bluesmen, e si conclude a New Orleans in Louisiana, nella capitale mondiale del jazz. Il tragitto richiede circa 6 giorni, ma si può ridurre facilmente se si è disponibili a eliminare qualche tappa. Siete pronti a partire? Bene! Ma prima di iniziare una piccola premessa…

Blues Highway e Mississippi Blues Trail

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Segnaletica del Blues Trail

La Highway 61, la cosiddetta Blues Highway, è una strada progettata nel 1926 che si estende per 2300 km da New Orleans allo stato del Minnesota, seguendo più o meno fedelmente il corso del fiume Mississippi. È parte del sistema stradale denominato Great River Road e nella cultura popolare è circondata da una sorta di aura mitica, un po’ come la Route 66, vuoi per le tante leggende blues che le girano attorno, vuoi per i numerosi riferimenti nella cultura pop (il più importante è sicuramente la canzone e album di Bob Dylan Highway 61 Revisited del 1965). In realtà, come accade per numerose strade storiche, l’attuale Route 61 non coincide con quella originale in quanto, nel tempo, ha subito molte modifiche e varianti.

La cosiddetta Old Highway 61, perlomeno per il tratto di nostro interesse, si presenta oggi come una lunga serie di strade di campagna minori a ovest della US 61 attuale; percorrerla può non essere semplice in quanto il tratto originale non è solitamente segnalato e le strade riportano spesso un altro nome, tuttavia con google maps ci si può aiutare in quanto segnala spesso la strada come Old Highway 61 (vi consiglio di attivare una tariffa internet per il vostro cellulare durante il viaggio, se non sapete come fare leggete pure la nostra guida su come attivare una SIM prepagata in USA). Come ulteriore supporto potete usare la mappa fornita in questo articolo, dove trovate tutte le coordinate GPS dei singoli punti di interesse.

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La Old Highway 61 si interseca con l’attuale

Lungo il nostro viaggio alla ricerca di strade di campagna secondarie e poco battute troveremo le testimonianze più autentiche dei grandi bluesmen del passato, spesso veritiere, talvolta supposte. Queste tappe, al crocevia fra storia e leggenda, fanno parte di un percorso chiamato Mississippi Blues Trail, che ripercorre i luoghi storici del blues identificandoli con dei cartelli segnaletici chiari, che spiegano anche l’importanza del luogo che si sta visitando. Le tappe del Trail sono circa 200, quindi non le toccheremo tutte, anche perché in alcune non è rimasto granché da vedere, cercheremo però di non perderci quelle più significative sia dal punto di vista storico che simbolico.

La via del Blues da Memphis a New Orleans

Memphis

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Beale Street

Cominciamo con una delle grandi città del Sud, patria del rock’n’roll, meta di pellegrinaggio di tanti bluesmen e trampolino di lancio per molte stelle della musica country. I luoghi dove cercare questa unica commistione fra musica nera e musica bianca sono più di uno: innanzitutto il Sun Studio, dove hanno registrato personaggi del calibro di Elvis Presley, Johnny Cash, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins (che insieme composero il Million Dollar Quartet), Howlin’ Wolf, B.B. King, James Cotton e molti altri, ma anche il Memphis Rock’n’ Soul Museum, un museo gestito dallo Smithsonian Institute che ripercorre il processo di trasformazione musicale che si è verificato a partire dal blues e dal gospel rurale fino alla nascita della musica soul (fra l’altro, se siete interessati al genere, c’è un altro museo per voi, lo Stax Museum of American Soul Music, dedicato alla storia della Stax, la famosa casa discografica di soul music fondata a Memphis nel 1957).

Ma una delle cose più interessanti che si possono fare a Memphis è passeggiare in serata a Beale Street, dove i bluesmen si sbizzarriscono sia fuori che dentro i molti locali di questa vivace strada della musica. Qui potrete entrare in qualche blues bar (ad esempio il B.B. King’s Blues Club o il Rum Boogie Cafe), visitare la casa museo del “padre del blues” W.C. Handy, a cui si deve la prima pubblicazione del genere nella canonica forma in 12 battute, e ammirare la mostra delle leggendarie chitarre Gibson al negozio di George W Lee Avenue, una traversa di Beale Street.

Vuoi saperne di più su Elvis?

A Memhpis e nella vicina Tupelo si trovano le attrazioni imprescindibili per ogni vero amante di Elvis, se vuoi saperne di più leggi il nostro itinerario A casa di Elvis: tour da Tupelo a Memphis sulle orme del Re!

Vuoi scoprire cos'altro c'è da fare in città?

Leggi la nostra guida su cosa vedere a Memphis

Da Memphis a Clarksdale

Se il blues nacque nelle campagne per “elettrizzarsi” nelle città, noi stiamo facendo un po’ il tragitto all’inverso. Dopo aver visitato uno dei centri urbani che contribuì alla diffusione del blues elettrico è arrivata l’ora di fare un salto indietro nel tempo, alla ricerca del blues rurale e delle tracce della sua nascita. Ci dirigiamo verso Clarksdale, la cittadina che è un po’ l’epicentro di questo itinerario, dove la leggenda narra che il grande bluesman Robert Johnson abbia venduto l’anima al diavolo in cambio del talento. Ma prima, lungo il tragitto, ci aspettano alcune tappe interessanti…

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Sconfiniamo dal Tennessee nello Stato del Mississippi, dove il contesto urbano cede il passo alla campagna e il panorama si fa prevalentemente agricolo. Scendiamo a Sud, in direzione Clarksdale e, a 30 minuti da Memphis, ci aspetta la nostra prima tappa, il piccolo villaggio di Walls, dove nel cimitero della New Hope Missionary Baptist Church, ci aspetta la tomba di Memphis Minnie, una delle prime grandi donne del Blues celebrata dal cartello del Blues Trail a pochi passi dal ciglio stradale.

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Tunica Visitors Center

Da qui continuiamo il nostro tour lungo la Old Highway 61, l’attuale Blythe Road, che corre parallela alla ferrovia (e anche all’attuale US 61). Dopo circa 15 minuti girate a sinistra in Harrah’s Parkway e poi a destra su Dunn Road (che proseguendo diventa Kirby Road); vi troverete di fronte a un edificio che ricorda uno storico juke joint (locale tipico del South dove gli afroamericani si ritrovavano a suonare e ballare), ma si tratta in realtà del Visitors Center di Tunica, che ospita fra l’altro anche un piccolo museo ideale per calarsi nell’atmosfera. Una foto alla struttura e all’insegna è praticamente d’obbligo.

Riprendete la Old Highway 61, fermatevi a leggere il cartello commemorativo dedicato al bluesman Son House e tirate dritto sulla strada, dopo 5 minuti di auto vi aspetta The Hollywood Cafe a Robinsonville, un “localaccio” spartano dallo spirito autentico, dove si sono esibiti tanti musicisti importanti, fra cui Muriel Wilkins e Son House, e che si vanta con orgoglio di aver inventato il sottaceto fritto (fritto in pastella di birra con pepe e peperoncino). Dopo esservi rimpinzati proseguite in direzione sud e preparatevi a una interessante deviazione: ci dirigiamo in Arkansas dove ci aspetta uno dei negozi di dischi blues da non perdere per gli appassionati, il Bubba’s Blues Corner di Helena. Se come me siete dei nostalgici di quei negozi vecchio stile dove ci si impolverava le dita alla ricerca di un disco raro questo è il posto per voi. Da qui a Clarksdale si arriva in poco più di mezz’ora percorrendo la Highway 61 attuale, usando quella storica si allunga di circa 10 minuti.

Clarksdale

Eccoci in una delle cittadine più interessanti di tutto l’itinerario, una vera e propria manna per chi ama il blues per via dell’alta concentrazione di luoghi di interesse che si trovano in città e nei dintorni. La fortuna vuole che sia anche la città con il maggior numero di strutture ricettive della zona, quindi è qui che è consigliabile passare la notte, ed ecco 2 alloggi adatti per vivere pienamente l’atmosfera del nostro viaggio:

  • Shack Up Inn: uno degli alloggi più caratteristici che mi è mai capitato di vedere, inserito in una vecchia piantagione, si dorme all’interno degli edifici originali e spesso si ha l’opportunità di ascoltare dal vivo bluesmen di livello notevole, anche se decidete di non dormire qui vi consiglio comunque di fare una puntatina.
  • Riverside Hotel: un albergo storico che fin dal 1944 ha ospitato i grandi musicisti del Delta, qualche nome? Sunny Boy Williamson II, Ike Turner, Robert Nighthawk, Howlin’ Wolf e Muddy Waters.

Per degli alberghi più “comuni” date un’occhiata a questa lista di alberghi in città.

Trovato il nostro alloggio è l’ora di andare in giro alla ricerca dei segni del passaggio del blues da questa cittadina e il più importante è inevitabilmente The Crossroads, dove un inconfondibile insegna con 3 chitarre ricorda l’incrocio fra la Highway 61 e la 49, dove la leggenda vuole che Robert Johnson abbia venduto l’anima al Diavolo (ma come vedremo dopo non possiamo esserne troppo sicuri…).

Dopo la foto di rito il mio consiglio è quello di passare la giornata fra i bei musei della cittadina, il Delta Blues Museum e il Rock n’Roll & Blues Heritage Museum, non trascurando di fare un salto da Cat Head, il luogo migliore dove informarsi sui concerti in città. La serata infatti non può che essere dedicata a un concerto blues dal vivo; i locali sono tanti, 2 consigli? Il Ground Zero Blues Club o il Red’s.

Dintorni di Clarskdale

Ma il blues si irradia anche nei dintorni di Clarksdale, rituffiamoci allora nel paesaggio rurale del Delta del Mississippi perché c’è molto altro da scoprire: ecco un itinerario circolare da ovest a est per uscire e ritornare in città:

  • Rosedale: qui troviamo 2 tappe dedicate ancora a Robert Johnson; l’incrocio fra la Highway 1 e la 8 è ritenuto da alcuni il vero luogo dove il lugubre patto si sarebbe celebrato (c’è ben poco da vedere se non l’incrocio stesso), mentre, a poco più di 500 metri, lungo la 1, troviamo invece un altro segnale del Blues Trail che ricorda una canzone del celebre bluesman (They’re red hot) che parlava di una donna venditrice di Tamales (piatto delle cucina messicana). Non resta che entrare nel locale antistante (White Front Cafe Joe’s Hot Tamale Place) e assaggiarne uno!
  • Po’ Monkey’s Lounge: nella contea di Bolivar, appena fuori Merigold, trovate uno dei pochi autentici Juke joint ad essere sopravvissuti al XX secolo, anche se purtroppo chiuso anche questo negli ultimi anni. Nonostante ciò il locale continua a essere meta di pellegrinaggio fra gli amanti del blues e fra i turisti che cercano di cogliere il vero spirito del Delta del Mississippi.
  • Dockery Farms: questa piantagione del 1895 fu uno dei primi centri di diffusione del blues (molti la considerano un po’ la culla del genere); per 30 anni fu un po’ la casa di Charley Patton, che qui imparò da Henry Sloan e influenzò molti altri grandi musicisti che vi convergevano, fra i quali Howlin’ Wolf.
  • Tutwiler: Riprendendo la direzione nord per Clarksdale approfittatene per fare una veloce sosta nel villaggio di Tutwiler, dove, vicino alla stazione, WC Handy ascoltò un bluesman che gli diede l’ispirazione per la stesura di un blues in 12 battute su 3 accordi con schema AAB. Questo è un passaggio fondamentale per la storia del blues, che da tradizione orale veniva trascritto su carta diffondendosi così ben oltre i confini delle campagne del Mississippi. I Tutwiler Tracks, dei murales vicino alla ferrovia, sono lì proprio a ricordare l’evento. Nei pressi trovate anche la tomba di Sonny Boy Williamson, dove i fan lasciano in dono armoniche, bottiglie di whisky e candele.

Da Clarskdale a Vicksburg

È l’ora di ripartire e continuare la nostra ricerca delle tracce del blues; puntiamo verso Vicksburg ma la maggior parte dei luoghi di interesse si trova lungo il percorso, quindi aguzziamo lo sguardo…

Ancora Robert Johnson, è inevitabile ritornare da lui. Se non c’è certezza su quale sia il bivio dove avrebbe acquisito misteriosamente il suo talento, ancor meno ne abbiamo su dove sia sepolto. Ben 3 cimiteri si contendono la salma del grande bluesman e vale la pena di fare una capatina in ognuno, in quest’ordine:

  • Little Zion Missionary Baptist Church, Money Road, Greenwood, MS 38930
  • Payne Chapel Church, 32830 County Road 167, Itta Bena, MS 38941
  • Mount Zion Church, Sidon, MS 38954

Prossima tappa? Leland, dove dobbiamo cercare l’angolo fra la Highway 61 e la 10, dove molti musicisti blues provenienti dalla campagna circostante si esibivano per raggranellare qualche spicciolo, ma anche l’Highway 61 Blues Museum è un’attrazione interessante, soprattutto per farci una cultura sui bluesmen locali. Ma il museo migliore della zona è sicuramente il B.B. King Museum di Indianola, che ripercorre la vita e l’influenza di uno dei più grandi esponenti della storia del blues. In città poi non perdete occasione di fare una capatina al Club Ebony, uno dei più importanti night club del South, dove si esibirono artisti del calibro di Ray Charles, Count Basie, B.B. King (che lo comprò nel 2008), Little Milton e Albert King; il locale è parte del Chitlin’ Circuit, una rete di nightclub gestita da afroamericani che lungo gli anni ha dato occasione di esibirsi a tanti bluesman della zona.

Arrivati a Vicksburg è l’ora di goderci un meritato riposo, ecco una lista con tutti gli alloggi disponibili in città.

Ancora non vi basta?

Se volete fare una vera e propria indigestione di luoghi storici del blues sappiate che ad Avalon, nella Contea di Carroll, a 30 minuti circa dalla Little Zion Missionary Baptist Church, si trova la tomba di Mississippi John Hurt, mentre a Bentonia, a circa 50 minuti da Vicksburg, si trova il Blue Front Café, una vera e propria istituzione fra i locali storici del blues.

Blue-Front-Café

Da Vicksburg a New Orleans

Dopo esserci rifocillati andiamo a dare una rapida occhiata a uno dei siti più bizzarri e improbabili del nostro itinerario: Margaret’s Grocery and Market. Una volta, questa drogheria di campagna era gestita dal reverendo Dennis e da sua moglie Margaret, che un bel giorno decisero di trasformarla in una vera e propria meta di pellegrinaggio per gli amanti dell’on the road, con addobbi e strutture colorate al limite del kitsch e riferimenti storici nientemeno che all’Impero Bizantino. Oggi purtroppo il sito è in rovina e sta vivendo una fase decadente, tuttavia il Mississippi Folk Art Foundation sta pianificando di restaurarlo.

Proseguiamo verso New Orleans, la meta conclusiva del nostro viaggio, ma lungo la strada non mancherà qualche tappa dove fermarsi, ad esempio l’Old Country Store nei pressi di Natchez, un vecchio casale riadattato a ristorante dove Mr. D prepara quello che per gli abitanti della zona è il miglior pollo fritto del mondo, oppure il LSU Rural Life Museum a Baton Rouge, il museo a cielo aperto della Louisiana State University che è a tutti gli effetti una ricostruzione di una cittadina rurale tipica del South, una esperienza suggestiva per capire come vivevano le comunità di un tempo e da quali contesti il blues è nato.

Proseguendo in direzione sud, a circa 50 minuti dal museo di vita rurale, troverete la Piantagione di Oak Alley, una delle piantagioni più famose di tutto il South, risalente al 1837, dove molti afroamericani hanno lavorato come schiavi. Si tratta di una delle più rilevanti testimonianze storiche del genere, molto interessante da visitare e opzione da valutare anche come pernottamento. Ma forse, distando un’ora dal traguardo, l’alloggio più comodo è proprio da ricercare a New Orleans; trovate molti consigli in proposito nella nostra guida su dove dormire a New Orleans.

Non ne avete ancora abbastanza?

Allora sappiate che a Ferriday, al 712 di Louisiana Avenue c’è la casa natale di Jerry Lee Lewis che vi aspetta!

New Orleans

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Eccoci dunque arrivati alla nostra meta, New Orleans, la città del jazz, dove il nostro itinerario si compie integrandosi con il suo ultimo ingrediente musicale. Che siate amanti di questo genere musicale o meno, la città ha un fascino davvero particolare e merita indubbiamente una visita approfondita; su questo sito abbiamo già trattato il tema e vi rimando quindi alla nostra sezione dedicata alla città, che potete leggere cliccando sul pulsante sotto:

Guida a New Orleans

Un Consiglio Importante: Ricordati l'assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

lorenzo puliti

lorenzo puliti

Affascinato dagli States fin da piccolo ho poi scoperto che c'era molto altro da scoprire... e da lì non ho più smesso

9 Commenti

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  • Ciao,io sto vedendo di fare un viaggio da New Orleans a Memphis, facendo più natura che città...mi consigli di noleggiare una macchina vero!?

  • CIao a Tutti e complimenti per tutte le fantastiche informazioni.
    Io sono un musicista e in 30 anni ho suonato con molti bluesman americani. Per i 18 anni di mio figlio (anche lui guarda caso suona blues) volevo regalargli il ricordo della vita... un viaggio insieme per la Highway61, Dove molto probabilmente e spero con i miei contatti suoneremo in qualche jam locale. L'idea iniziale era partire da Chicago (siamo 2 pianisti per cui ....il chiacago blues), poi st.louis.... Memphis e a seguire tutto quanto ci hai spiegato in modo perfetto sino ad arrivare a New Orleans!
    a) 10gg dovrebbero bastare ?
    b) i costi per pernottare nei motel (durante i trasferimenti...) sono più "cheap" ?
    c) IMPORTANTE: non riesco a capire se un 18'enne può entrare nei locali.... in alcuni p.es. a Chicago, si ed in altri no bisogna avere 21 anni..... chi mi sa dare qualche informazione per favore.
    Saluti e complimenti ancora
    Marco

    • Ciao Marco, sulle tempistiche dipende, potresti farcela anche in 10 giorni, ma dovrai probabilmente eliminare qualche tappa (dipende anche da quanti giorni vuoi stare a Chicago). I motel in genere sono più economici. Per quanto riguarda l'età penso che la cosa migliore sia consultare le risorse online dei locali stessi o contattarli in caso non forniscano informazioni esplicite.


      firma viaggi-usa

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  • Salve a tutti, sto organizzando un viaggio nel sud degli Stati Uniti a maggio e sono indecisa se fare l’itinerario da nord a sud o viceversa. Le città di partenza/arrivo sarebbero Louisville/New Orleans.
    Cosa consigliereste e per quali motivi? Grazie in anticipo! 🙂

  • Lorenzo,

    dove consigli di atterrare con un volo diretto, proveniente dall'Europa?
    Houston, Atlanta? Non vi sono voli diretti per New Orleans o Memphis, stando alle mie informazioni.
    Dunque, calcolando che serve poi un generoso spostamento per raggiungere l'inizio di questo itinerario, dove suggerisci di atterrare?
    Grazie

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