Sempre più spesso si leggono notizie provenienti dagli Stati Uniti di incidenti causati da flash flood improvvisi che sorprendono turisti e residenti, provocando danni e, nei casi più gravi, anche vittime. Di frequente a seguito di questi eventi meteorologici si verificano anche chiusure di strade, sentieri e intere aree di parchi che possono impattare notevolmente il prosieguo di un on the road studiato a tavolino nei minimi dettagli.
Andiamo quindi a scoprire cosa sono e come prendere i dovuti accorgimenti per non avere brutte sorprese durante il nostro on the road degli Stati Uniti.
La mia esperienza personale

Anche io nel mio primo viaggio negli Stati Uniti ho assistito in prima persona ad un evento del genere che per fortuna non ha avuto nessun tipo di conseguenza ma mi ha fatto trovare del tutto impreparato a quello che stavo affrontando.
La mattinata era iniziata normalmente e il programma prevedeva uno spostamento da Kingman a Twentynine Palms dove avremmo visitato il Joshua Tree National Park. Mentre percorrevo la I-40 ho incontrato una forte tempesta che, pur non durando molto, ha messo un po’ alla prova i miei nervi perché la visibilità si era ridotta notevolmente. Non mi sono comunque fermato perché ritenevo più sicuro continuare a seguire il traffico che si era formato: le auto procedevano lentamente aggiungendo qualche punto di riferimento in più che non guastava.
Una volta abbandonata la I-40 per proseguire lungo la US-95 ormai avevo lasciato la tempesta alle spalle e mi apprestavo ad attraversare questa strada che in una linea praticamente continua attraversa il deserto californiano. Mentre proseguivo l’unica cosa che notavo, oltre al panorama così diverso da quello a cui siamo abituati in Italia, erano i numerosi cartelli che avvisavano del pericolo di flash flood.
Ammetto che durante il tragitto non mi sono preoccupato più di tanto, nemmeno quando ho iniziato a vedere dei rivoli d’acqua attraversare la strada da un lato all’altro. Una volta arrivato sano e salvo a destinazione, dopo aver parlato del viaggio con dei locali all’interno di un diner, ho capito che un pericolo che avevo corso era stato proprio quello di continuare a guidare lungo i tratti di strada attraversati dall’acqua.
Questo sostanzialmente per due motivi. Il primo è che dall’interno dell’auto è molto difficile stabilire quale sia la reale profondità dell’acqua che stiamo attraversando, avrebbe infatti potuta essere maggiore di quello che sembrava, ad esempio a causa di un avvallamento della strada che non ero in grado di vedere. Il secondo è che la velocità e la forza della corrente avrebbero potuto essere sufficienti a farmi perdere il controllo dell’auto.
Mi resi quindi conto solo a posteriori di quanto fossi stato fortunato e, soprattutto, di essermi trovato in una situazione potenzialmente pericolosa senza conoscere praticamente nulla del rischio legato ai flash flood.
Proprio per questo credo che sia importante, soprattutto quando si attraversano alcune zone degli Stati Uniti, sapere come si formano questi fenomeni e come è giusto affrontarli per non correre rischi.
Perché chi viaggia negli USA dovrebbe conoscere i flash flood
Dopo quanto descritto prima è quindi chiaro come sia importante avere una conoscenza di base sia del fenomeno che delle conseguenze ad esso legate. Perché come abbiamo visto un flash flood può avere ripercussioni non solo per chi sta vistando un parco ma anche per chi si sta spostando in macchina da un punto all’altro degli Stati Uniti.
Conoscere il fenomeno permette quindi non solo di ridurre i rischi per la propria sicurezza, ma anche di interpretare correttamente gli avvisi meteo e, magari, riadattare per tempo il proprio itinerario.
Che cos’è esattamente un flash flood?

Veniamo quindi alla parte principale del problema ovvero capire in parole semplici in cosa consiste il fenomeno del flash flood. Si tratta di un’alluvione improvvisa che si sviluppa in un intervallo di tempo molto breve, generalmente come conseguenza di precipitazioni particolarmente intense.
A rendere peculiare questo fenomeno metereologico è quindi la rapidità con cui l’acqua si accumula e si sposta rispetto a quanto avviene in molte alluvioni tradizionali. Un fattore che rende ancora più pericoloso il flash flood è la conformazione del territorio in cui avviene; nei canyon, nei wash (sono i letti di corsi d’acqua normalmente asciutti che possono riempirsi rapidamente durante forti piogge) e nelle zone desertiche infatti questa massa d’acqua può incanalarsi in spazi molto stretti, aumentando notevolmente sia la velocità che forza della corrente.
Uno degli aspetti ulteriori che rende il fenomeno particolarmente insidioso è la difficoltà di localizzazione perché si può verificare anche a molti chilometri di distanza rispetto al luogo del temporale. L’acqua può infatti riversarsi rapidamente verso valle e raggiungere zone dove magari il cielo è ancora completamente sereno. Durante il suo percorso può inoltre trascinare con sé fango, rami, rocce e altri detriti, aumentando ulteriormente la pericolosità della piena.
Sono collegati agli incendi?
Forse vi starete chiedendo il perché di questa domanda, come possono infatti gli incendi aver qualche tipo di correlazione con un fenomeno alluvionale come i flash flood?
La risposta è semplice, non si tratta infatti di una correlazione diretta quanto indiretta perché gli incendi (soprattutto quelli che si sviluppano in un ambiente desertico) possono creare le condizioni che ne aumentano sensibilmente la portata e i danni che i flash flood possono causare.
Dopo un vasto incendio, infatti, la vegetazione che normalmente intercetta parte della pioggia e rallenta il deflusso dell’acqua è ridotta o completamente distrutta. Inoltre gli incendi possono arrivare anche a modificare le caratteristiche del terreno, riducendone la capacità di assorbire l’acqua e, nei casi di combustione più intensa, creando strati temporaneamente idrorepellenti.
Per questo motivo le zone recentemente interessate da incendi, indicate negli Stati Uniti come burn scars, vengono monitorate con particolare attenzione durante le precipitazioni intense.
Dove si verificano maggiormente e perché

I flash flood possono verificarsi ovunque, ma alcune delle condizioni che ne favoriscono lo sviluppo e la pericolosità si trovano con particolare frequenza nei territori più aridi del Southwest, soprattutto in Arizona, Utah, Nevada, New Mexico e nelle aree desertiche della California.
Pendii, canyon e, soprattutto, gli slot canyon (presenti in notevole quantità in queste zone) possono funzionare come dei veri e propri imbuti, raccogliendo l’acqua proveniente da aree molto più vaste e concentrandola in spazi sempre più stretti. Anche i numerosi wash, ovvero letti di torrenti normalmente asciutti che attraversano le zone desertiche, possono trasformarsi in brevissimo tempo in corsi d’acqua impetuosi.
È proprio questa combinazione fra precipitazioni intense, terreno arido e conformazione del territorio a rendere queste zone del Southwest particolarmente esposte al fenomeno.
In quali periodi dell’anno il rischio è maggiore?
Nel Southwest il rischio di flash flood aumenta soprattutto durante il North American Monsoon, ovvero il fenomeno stagionale che nei mesi estivi favorisce la formazione di temporali intensi e improvvisi.
In Arizona la stagione monsonica viene ufficialmente considerata compresa fra il 15 giugno e il 30 settembre, anche se nelle zone settentrionali dello stato l’umidità monsonica tende generalmente ad arrivare in modo più consistente dai primi giorni di luglio. Nello Utah meridionale il periodo da tenere maggiormente in considerazione è soprattutto quello fra luglio e settembre.
Il National Park Service indica proprio questi mesi come quelli in cui a Zion aumenta il rischio di flash flood legato ai temporali monsonici. Questo non significa però che al di fuori della stagione monsonica il rischio sia nullo ma semplicemente il periodo in cui, in buona parte del Southwest, questo tipo di rischio è più probabile ed è richiesta quindi una maggior attenzione e consapevolezza.
I parchi da tenere maggiormente in considerazione
- Zion National Park: questo parco nazionale, soprattutto nella sua zona The Narrows è probabilmente uno dei luoghi in cui il rischio di flash flood è più importante. La pagina ufficiale da tenere d’occhio è la seguente.
- Antelope Canyon e altri Slot Canyon vicino Page: rappresentano uno degli esempi più evidenti di ambienti che sono più naturalmente vulnerabili ai flash flood. Per quanto riguarda Antelope Canyon le condizioni meteorologiche vengono monitorate direttamente dai vari tour operator che operano in zona che possono sospendere le visite in caso di allerte in corso.
- Grand Canyon: il Grand Canyon è interessato dal fenomeno, soprattutto nelle zone interne del canyon. La pagina ufficiale da controllare in caso di dubbio è questa.
- Capitol Reef: qui il rischio riguarda anche chi si sposta in automobile visto che alcune strade attraversano direttamente wash e depressioni che durante un flash flood possono riempirsi rapidamente d’acqua. Tenete d’occhio questa pagina.
- Canyonlands e Arches: i siti ufficiali dei parchi invitano a prestare attenzione anche quando non ci sono precipitazioni in corso.
- Death Valley e Joshua Tree: anche se sono parchi che naturalmente associamo all’idea di caldo estremo, per tutti i motivi che abbiamo visto precedentemente, i loro ambienti desertici comprendono numerosi wash e strade che possono essere improvvisamente interessati dall’acqua. Nel parco del Joshua Tree i flash flood sono generalmente più frequenti fra luglio e ottobre, mentre all’interno della Death Valley il NPS mette espressamente in guardia dall’entrare nei canyon durante temporali o quando esiste un’elevata probabilità di precipitazioni.
Come capire prima di una visita se c’è il rischio di un flash flood

Come abbiamo scritto purtroppo non è sufficiente controllare semplicemente se pioverà nel punto in cui ci troviamo o abbiamo in programma la nostra escursione visto che il flash flood si può formare da temporali che si verificano anche molti chilometri più a monte.
Il primo riferimento dovrebbe essere il National Weather Service, attraverso il sito Weather.gov, verificando le previsioni e soprattutto la presenza di eventuali avvisi che riguardano l’area che si intende visitare. Se ci apprestiamo a visitare un parco nazionale inoltre è fondamentale controllare la sezione la sezione Alerts & Conditions presente in ogni sito ufficiale.
Sempre il National Park Service consiglia di controllare le previsioni e gli avvisi prima di partire e di continuare a osservare l’evoluzione del tempo durante l’escursione.
Come riconoscere i segnali di un possibile flash flood
Fra i segnali indicati dall’NPS ci sono:
- un peggioramento improvviso del tempo
- l’accumulo di nuvole o il rumore di tuoni
- un rapido aumento del livello dell’acqua o della forza della corrente
- l’acqua che da limpida diventa improvvisamente torbida
- la comparsa di rami e altri detriti trasportati dalla corrente
- un crescente rumore di acqua in arrivo da monte, che può essere percepito prima ancora di vedere la piena arrivare.
Inoltre in un wash o in un canyon normalmente asciutto deve destare molta attenzione la comparsa improvvisa di acqua, anche se inizialmente sembra poca.
Come comportarsi in caso di flash flood

Se ci si accorge che un flash flood è in corso o sta per arrivare ecco quali sono le indicazioni ufficiali del National Weather Service e del National Park Service nel caso ci si trovi a piedi o in macchina.
Se siamo a piedi
La priorità è raggiungere il più rapidamente possibile un punto più alto, allontanandosi da wash, torrenti, canyon e altre zone depresse. Non bisogna perdere tempo a recuperare zaini, tende o altra attrezzatura e soprattutto non si deve tentare di attraversare l’acqua.
Il National Park Service ricorda infatti che un flash flood non può essere battuto in velocità da una persona né a piedi né a nuoto e che appena 15 centimetri circa di acqua in rapido movimento possono essere sufficienti a far perdere l’equilibrio a una persona. Una volta raggiunto un luogo sicuro è necessario rimanere in alto e aspettare che le condizioni migliorino.
Se siamo in auto
La regola fondamentale è riassunta nella campagna del National Weather Service “Turn Around, Don’t Drown”: se una strada è attraversata dall’acqua bisogna tornare indietro e cercare un percorso alternativo. Non bisogna mai aggirare transenne o altri sbarramenti posti su una strada allagata.
Come spiegato anche dalla mia esperienza personale dall’interno dell’auto è infatti impossibile valutare con sicurezza la profondità dell’acqua e soprattutto le condizioni della carreggiata sottostante. Secondo il National Weather Service circa 30 centimetri di acqua in movimento possono già far galleggiare o trascinare molte automobili, mentre quantità maggiori possono spostare anche veicoli più grandi.
Flash flood e cambiamento climatico
Molto spesso si legge che i flash flood sono causati dal cambiamento climatico, ma questa affermazione non è del tutto corretta. Il cambiamento climatico non è infatti la causa diretta di ogni singolo evento, ma può contribuire ad aumentare alcune delle condizioni che ne favoriscono lo sviluppo.
Un’atmosfera più calda è infatti in grado di trattenere una maggiore quantità di umidità, aumentando la possibilità di precipitazioni molto intense concentrate in poco tempo. Nel West degli Stati Uniti si aggiunge inoltre il problema degli incendi, che possono lasciare il terreno più vulnerabile al rapido deflusso dell’acqua.
L’USGS evidenzia inoltre che l’aumento dell’attività degli incendi e l’intensificazione delle precipitazioni legati al cambiamento climatico potrebbero accrescere in futuro anche questo tipo di rischio combinato.







