roosevelt island

Roosevelt Island a New York: visita all’isola panoramica sull’East River

Novembre 7, 2022 /

Roosevelt Island è un’isola di New York che rientra nei confini giuridici di Manhattan e, nonostante non rientri nella lista delle attrazioni più famose della Grande Mela, può essere molto più interessante di quanto si pensi per un turista. Al di là di alcuni luoghi di interesse storico di un certo rilievo, sono soprattutto i suoi panorami ad attrarre i visitatori. Vediamo di conoscere meglio Roosevelt Island e come visitarla.   

Roosevelt Island: informazioni generali

vista di manhattan da roosevelt island

Breve storia di Roosevelt Island

Situata nel distretto di Manhattan, nell’East River, Roosevelt Island ha cambiato, nel corso della sua storia, numerosi nomi e denominazioni. In origine, dagli indiani Lenape veniva chiamata Minnehanonck mentre, durante il periodo in cui l’area era parte della colonia olandese, il nome con cui veniva chiamata l’isola era Varkens Eylandt (Hog Island). Successivamente, prese la denominazione di Blackwells Island e, negli anni in cui fu usata come nosocomio, ovvero dal 1921 e fino al 1973, la popolazione di New York vi si riferiva con il nome di Welfare Island. L’isola divenne, per tutti, Roosevelt Island proprio alla fine del 1973.

Nel XIX secolo, come vi anticipavo, l’isola fu sede di numerosi ospedali (ben 7), ma anche di un famigerato carcere che disponeva di un proprio luogo di cura dedicato solo ai prigionieri. Nel XX secolo Roosevelt Island continuò a crescere nella sua vocazione “curativa”, con la costruzione di altri istituti di cura, ma anche con l’incremento di edifici per scopi puramente residenziali. A inizio secolo, inoltre, fu cominciata la costruzione del Queensboro Bridge, esattamente sovrastante l’isola.

Siccome però dal ponte non c’era alcun collegamento diretto con Roosevelt Island, l’amministrazione aggirò l’ostacolo facendo costruire una sorta di ascensore dedicato ad automobili e a mezzi di soccorso che poterono, così, raggiungere il ponte. Fu però nel 1955 che, con la costruzione del Welfare Island Bridge (l’attuale Roosevelt Island Bridge), l’isola trovò un pratico e comodo collegamento diretto con il Queens, fatto che causò la chiusura dell’ascensore. Nel 1976 fu poi costruita una funivia aerea che collegava l’isola a Manhattan, la Roosevelt Island Tramway, che oltre a fungere da mezzo di trasporto regala anche belle vedute panoramiche.

Architettura

La storia di Roosevelt Island è strettamente connessa all’architettura in tutte le sue forme e sviluppi. A partire dagli edifici particolari di cui vi ho già menzionato prima, passando anche per il suo specifico sviluppo urbanistico. L’isola, infatti, ha seguito un piano costruttivo diviso in tre parti, ognuna delle quali aveva una forte valenza residenziale, oltre che turistica e di utilità pubblica. Inoltre, i progettisti che lavorarono alla progettazione, posero la condizione che Roosevelt Island fosse una piccola oasi “car-free“, nella quale muoversi esclusivamente a piedi o con i mezzi pubblici, mettendo a disposizione degli abitanti un ampio parcheggio. Anche in termini di servizi ai cittadini, poi, il piano ha visto la realizzazione di un sistema scolastico innovativo, che ha previsto la costruzione delle scuole in modo che fossero fruibili comodamente, inserendone le sedi tra gli edifici residenziali, in una sorta di campus diffuso.

Lo sviluppo di Roosevelt Island si è snodato in tre fasi ben distinte, la prima delle quali fu chiamata Northtown che è stata caratterizzata dalla costruzione di quattro complessi abitativi, comunemente chiamati (tutti insieme) gli edifici WIRE, acronimo di Westview, Island House, Rivercross e Eastwood (il complesso di appartamenti più grande di Roosevelt Island). Fatta eccezione per Rivercross, che ospita una cooperativa, gli altri sono destinati all’affitto da parte di chi desidera vivere sull’isola o alle aziende che vi vogliono aprire uffici.

A livello architettonico, le due fasi successive che hanno dato forma e carattere all’isola sono sicuramente meno rilevanti rispetto alla prima. La fase Northtown II è stata caratterizzata dalla costruzione di immobili in stile post-moderno, progettati dall’impresa Starrett Corporation, la stessa che si è occupata dell’edificazione di iconici edifici come l’Empire State Building e la Trump Tower. La terza fase, nominata Southtown, cominciata nel 1998 è ancora in essere e vedrà, al suo completamento, la realizzazione di nove nuovi edifici residenziali.

Mix etnico

Sebbene non sia densamente popolata (in base al censimento tenuto nel 2020, la popolazione dell’isola contava poco più di 11.000 persone), Roosevelt Island ospita abitanti dalla provenienza più disparata. Ciò è dovuto anche alla sua vicinanza con il quartier generale delle Nazioni Unite, i cui impiegati spesso eleggono proprio l’isola a loro dimora (tra questi, vi segnalo che anche Kofi Annan scelse di abitare qui).

Gli abitanti di Roosevelt Island sono per la maggioranza bianchi, ma vi sono anche persone di colore, asiatici e latino-americani. Il mix etnico si evidenzia anche nei culti religiosi che vi vengono professati: non solo riti cristiani o di ispirazione cristiana, ma anche ebraismo (sull’isola ci sono due sinagoghe) e islamismo, professato nella moschea costruita qui nel 2019.

Dove si trova Roosevelt Island

L’isola di Roosevelt Island, nell’East River, si trova incastonata tra il Queens a est e l’isola di Manhattan a ovest, all’altezza dell’area compresa tra l’East 46th Street e la 85th Street. Di per sé, Roosevelt Island è piuttosto piccolina, essendo lunga poco più di 3 chilometri e ampia, nella sua massima estensione, circa 240 metri.

Come arrivare

roosevelt island new york

Ecco le varie possibilità che avete per raggiungere l’isola: 

  • L’unica linea della metropolitana che ferma sull’isola è la F, che unisce i distretti di Brooklyn, Queens e Manhattan alla stazione della metropolitana Roosevelt Island. Se vi trovate in zona Midtown, il tragitto è piuttosto breve, circa 5 minuti dal Rockefeller Center (stazione 47-50 Sts-Rockefeller Ctr). Per maggiori informazioni su come muovervi leggete la nostra guida sui trasporti a New York
  • In alternativa, se partite da zone del Queens come Astoria, Long Island City e Manhattan (dai terminal East 34th Street e East 90th Street), potete scegliere di prendere il traghetto (linea Astoria NYC Ferry), comodissimo e veloce. Prendendo ad esempio come punto di partenza Astoria, fermata 3-10 Astoria Blvd., il viaggio per Roosevelt Island dura solo 8 minuti e il biglietto costa, per la sola andata, 4 $. Per maggiori informazioni sui collegamenti via fiume, consultare il sito ufficiale.
  • Altra soluzione affascinante, nonché la prima nel suo genere inaugurata negli Stati Uniti, è quella di prendere la Roosevelt Island Tramway, una linea composta da due tram aerei, che sorvola l’East River e raggiunge l’isola, mettendola in collegamento con l’Upper East Side di Manhattan. Nel nostro articolo dedicato trovate tutte le informazioni su orari e biglietti.
  • Per i pochi che si spostassero con un’auto a noleggio, sappiate che il ponte di riferimento che dovrete attraversare è il Roosevelt Island Bridge, che collega l’isola al distretto del Queens, e lo si imbocca seguendo la 36th Avenue. Tuttavia, considerate che Roosevelt Island è un’isola fondamentalmente ecologica e, quindi, il traffico delle auto è fortemente scoraggiato. Ciò significa che vi sarebbe comunque molto difficile girarla in auto. Sfruttate, invece, l’ottimo servizio di pullman rossi che sono autorizzati a percorrere l’isola in tutte le direzioni.

Cosa vedere a Roosevelt Island

Roosevelt Island Tramway

funivia new york

Nonostante sia piccola, l’isola ha comunque dei tesori di inestimabile bellezza in cui immergersi. A partire, per esempio, dall’appena citata Roosevelt Island Tramway che consente di godere di una vista impareggiabile sull’isola, dall’alto, sovrastando da un lato l’Upper East Side di Manhattan e il Palazzo di Vetro dell’ONU, e dall’altro il Queens, che troverete nello skyline opposto a quello di Manhattan. E poi ancora grattacieli e scorci cittadini, strade e il fiume. Per informazioni dettagliate leggete la nostra guida alla Roosevelt Island Tramway.

Franklin D. Roosevelt Four Freedoms State Park

Franklin D. Roosevelt Four Freedoms State Park

Altro punto di interesse turistico, poi, è il Franklin D. Roosevelt Four Freedoms State Park, parco-memoriale dedicato al Presidente omonimo. L’area verde venne costruita nel 2010 seguendo il progetto dell’architetto Louis I. Kahn, considerato uno dei più quotati specialisti del XX secolo. La sua firma si riconosce in alcuni elementi come l’utilizzo di particolari forme geometriche, la capacità di “manipolare” la luce naturale, esaltandola, e l’espressione architettonica unica che quasi controlla gli spazi, pur essendovi perfettamente inserita. Il parco progettato da Kahn sfrutta alla perfezione la forma triangolare dell’area ad esso dedicata, enfatizzandone la bellezza e la particolarità grazie alla ripresa sapiente proprio di forme triangolari.

Imperdibile, per i visitatori, è l’enorme statua della testa di Roosevelt, opera del visionario sculture Jo Davidson, che ha speso tutta la sua vita a ritratte personaggi fondamentali per la storia, come Albert Einstein e Gertrude Stein, per citarne due. Il parco, che si trova in una posizione unica prospiciente il fiume, segue il fil rouge del mare e delle imbarcazioni e ciò è un chiaro riferimento alla passione del Presidente Roosevelt per tutto ciò che riguardava il mare. Se osservato dall’alto, infatti, la punta che si affaccia sull’East River è simile alla prua di una nave. Il Four Freedoms State Park si trova al 1 FDR Four Freedoms Park, ed è accessibile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 9 alle 17.

Smallpox Hospital

Smallpox Memorial Hospital

Se vi piacciono le rovine che profumano di storia, allora vi consiglio di fare una tappa al Smallpox Hospital, uno degli ospedali che furono aperti sull’isola e che sorge di fianco al Four Freedoms State Park, nella parte a sud di Roosevelt Island. Inaugurato nel 1856, quando l’isola veniva chiamata Blackwell’s Island, l’ospedale poteva accogliere fino a 100 degenti ed era in gran parte dedicato ai malati di vaiolo, malattia che veniva contratta, nonostante il vaccino, a causa dell’alto flusso di immigrati. Il nosocomio venne chiuso nel 1875 e successivamente destinato a centro di formazione infermieristica.

A tale scopo, l’edificio venne ampliato e la costruzione dei nuovi padiglioni fu affidata a James Renwick che si ispirò ai temi dell’architettura neogotica. La scuola rimase in attività fino agli anni ’50 del Novecento, periodo in cui venne trasferita nel Queens. L’edificio inutilizzato andò ben presto in rovina, ma venne inserito nel Registro dei Luoghi Storici Nazionali, unico in rovina ad essere parte di questa prestigiosa lista. Per ovvie ragioni, l’edificio non si può visitare, ma merita di essere visto almeno dall’esterno. Queste rovine sono così suggestive da essere state utilizzate anche per alcune scene di Spiderman e Tartarughe Ninja alla riscossa.

Episcopal Church of the Good Shepherd

Episcopal Church of the Good Shepherd

Altrettanto affascinante è la Cappella del Buon Pastore, antica chiesa episcopale costruita nel 1888, che troverete al 543 di Main Street, oggi centro comunitario ecumenico e aperto a tutti i credi religiosi. Anch’essa inserita nel registro del luoghi storici della città, la cappella si presenta con uno stile tardo gotico-vittoriano e fungeva, nel passato, come luogo di preghiera per i malati ricoverati negli ospedali dell’isola.

La costruzione è davvero suggestiva e presenta una facciata in mattoni rossi con doppio ingresso (uno era riservato alle donne e uno agli uomini), mentre l’interno è caratterizzato da finestre contornate da pietra arenaria brunita e fondamenta in beola grigia. Nella piazza antistante la cappella potrete anche ammirare cinque campane di bronzo che servivano per svegliare e convocare alla preghiera i pazienti dell’ospedale Almhouse (un ricovero per indigenti).

The Octagon

the octagon

Altra tappa imperdibile, adiacente alla cappella, è l’Ottagono, un edificio a pianta ottagonale costruito alla fine dell’Ottocento che fungeva da ingresso principale al New York City Lunatic Asylum (l’ospedale psichiatrico della Grande Mela). La struttura di forma circolare, sovrastata da una cupola e a cinque piani fu progettata da Alexander Davis e fu costruita con la pietra di colore grigio-blu tipica dell’isola. Dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico, avvenuta nel 1955, l’Ottagono subì ben due incendi che lo portarono ad essere poco più di un rudere. Fortunatamente, nel 2006 venne ristrutturato diventando, da allora, l’ingresso elegante di alcuni edifici adiacenti destinati ad appartamenti.

Blackwell Island Light

Blackwell Island Light

Nella parte più a nord dell’isola all’interno del Lighthouse Park, poi, svetta imponente e nostalgico il Blackwell Island Light, un faro in pietra costruito nel 1872 e in attività fino al 1940, quando venne dismesso. Ristrutturato completamente nel 1998, il faro è oggi una delle attrazioni più significative dell’isola. Alto circa 15 metri, fu costruito dai prigionieri ospiti del carcere usando la tipica pietra grigia dell’isola, tagliata in blocchi quadrati. La sua forma è ottagonale e l’ingresso presenta una porta sovrastata da un arco in stile gotico.

In origine, il faro si trovava su una porzione di terreno separata dall’isola, alla quale era collegata tramite un ponte di legno. Secondo alcune leggende locali, nel XIX secolo un paziente dell’ospedale psichiatrico costruì sul terreno fortino in pietra per difendersi dall’invasione degli Inglesi ma fu convinto a fatica dai sanitari ad “arrendersi” a seguito di un pagamento con banconote fittizie. La leggenda vuole anche che fosse proprio il paziente a distruggere il fortino e, al suo posto, a costruirvi il faro. Qualsiasi sia la vera storia del Blackwell Island Light, rimane pur sempre un interessante hot-spot dell’isola, insieme al Lighthouse Park, in cui è inserito.

Lighthouse Park

Lighthouse Park

Questo parco si estende su una superficie di poco più di 1 ettaro, dal faro sino al Coler Hospital. Da qui si può godere di una stupenda vista panoramica sulla Grande Mela. Il parco fu progettato dall’architetto paesaggistico Nicholas Quennell ed è impreziosito da sculture, alberi ad alto fusto, sentieri pavimentati che corrono lungo il suo perimetro che consentono di ammirare il faro da ogni angolazione, panchine semi-circolari con vista su Manhattan e terrazze poste in posizione elevata da cui, invece, si ammirano il quartiere di Astoria e l’Isola di Ward. In estate, il parco si anima di gruppi di giovani e famiglie con bambini che vengono qui per fare picnic, sfruttare l’area barbecue o semplicemente prendere il sole e rilassarsi.

Roosevelt Island Visual Art Association

Sull’isola, poi, potrete trovare anche ispirazioni artistiche, grazie alla Roosevelt Island Visual Art Association (RIVAA), gruppo di artisti che promuovono il panorama culturale e l’isola come “location d’arte” attraverso mostre, eventi e workshop. Tramite questa associazione, per esempio, un’antica farmacia dell’isola è stata trasformata in una galleria d’arte nella quale pittori, scultori e designer hanno la possibilità di esporre le proprie opere. La sede dell’associazione, nonché galleria espositiva, si trova al 527 di Main Street e organizza, ciclicamente, anche manifestazioni di promozione artistica con focus su musica, teatro, danza, pittura e la poesia.

Blackwell House

Blackwell House

Infine, non posso non menzionare Blackwell House, una dimora costruita nel XVIII secolo (1796 per la precisione), che si trova all’angolo tra East Road e Main Street. Con una tipica facciata in legno, la casa prende il nome dalla famiglia omonima che fu proprietaria dell’isola per moltissime generazioni ed è una delle dimore storiche più antiche di New York. Quando Roosevelt Island fu venduta alla città, la casa divenne dimora dei direttori delle strutture presenti in loco (ospedali, carcere, ricovero per anziani). Oggi la casa è aperta al pubblico ed è uno dei tesori più belli dell’isola, in grado di raccontarne la storia attraverso oggetti, complementi d’arredo, fotografie, quadri. Blackwell House è aperta dal mercoledì alla domenica, dalle 11 alle 17 e l’ingresso è gratuito.

Dove mangiare

L’offerta gastronomica dell’isola è, ovviamente, piuttosto limitata, se la si compara con la vicina Manhattan. Tuttavia ci sono alcuni indirizzi che voglio segnalarvi, così che possiate godere appieno della destinazione, senza controllare continuamente l’orologio per il timore di non riuscire a pranzare o cenare:

  • L’Anything at All, per esempio, è un locale chic e molto carino, accogliente e luminoso. Arredato in stile minimal, con ampie e fornitissime librerie a tutta altezza, è aperto sia a pranzo che a cena e serve quella che loro definiscono cucina tipica americana con un tocco bio-locale. A pranzo potrete scegliere tra zuppe, panini ricercati, insalate e taglieri di salumi e formaggi. A cena, invece, il menu si fa più importante e comprende primi piatti italiani rivisitati, secondi a base di pesce fresco, hamburger e le immancabili bistecche. L’Anything at All si trova al numero 1 di North Loop Road.
  • Al 455 di Main Street, poi, si trova uno dei locali “storici” dell’isola: il Piccolo Trattoria Ristorante Pizzeria, di chiara ispirazione italiana. Aperto sia a pranzo che a cena, qui potrete ordinare pizze, primi piatti, fritto misto di pesce e crostacei, zuppe e hamburger. Ma il piatto forte della casa è la bistecca, cucinata in tutti i modi possibili. Io vi consiglio di provare la Philly Cheesesteak, personalizzabile a partire dal formaggio (americano, provolone o mozzarella) e dalle aggiunte (cipolla, funghi, insalata e pomodori, cetriolini). Per dessert, ordinare la Red Velvet Cake, ne vale la pena.
  • Infine, sempre su Main Street (al numero 548), si trova il locale Mediterranean Eatery, ideale per chi vuole mangiare qualcosa di veloce, senza rinunciare al gusto. Qui si possono ordinare wrap personalizzabili (a base di melanzane, uova, falafel, pollo e agnello), bowl a base di hummus, manzo, uova, ceci e altre leccornie, ma anche ordinare dei comodi cestini da picnic per pranzare all’aperto, vista fiume. I costi, poi, sono davvero contenuti.

Dove dormire

dove dormire a roosevelt island

Se volete dormire sull’isola, sappiate che vi si trova un unico hotel: il Graduate Roosevelt Island. Situato al 22 di North Loop Road, dalle sue stanze si gode di una vista impareggiabile sulla Grande Mela e sul Queens (provare per credere, soprattutto quando scende il buio…). Le camere sono tutte diverse tra loro, con colori pastello e decorate da sculture, quadri e opere d’arte di artisti contemporanei. Per una panoramica dei migliori quartieri e alberghi per il pernottamento vi rimando alla nostra guida su dove dormire a New York.

Personaggi famosi collegati a Roosevelt Island

statua rooselvet

La storia di Roosevelt Island è fatta anche di numerosi personaggi famosi, detenuti compresi. Tra questi ultimi, vale la pena menzionarne alcuni che, forse non vi diranno niente, ma che hanno fatto la storia (criminale) della città di New York e non solo. Come George Appo, borseggiatore e truffatore, figlio di un immigrato cinese e di una donna di origini irlandesi. La sua “carriera” si concluse proprio nel penitenziario di Roosevelt Island, ma passò anche per altri istituti di detenzione come Sing Sing e Dennamora.

O ancora Frederick “Fritz” Joubert Duquesne, soldato tedesco e spia durante il periodo nazista, che fu attivo durante il più famoso caso di spionaggio della storia americana, conosciuto con il nome di Duquesne Spy Ring. Tra i detenuti celebri, vi ricordo anche Billie Holiday, famosa cantante jazz e di musica swing, che venne imprigionata per sfruttamento della prostituzione e Mae West, acclamata attrice di Broadway e del grande schermo, che scontò una pena di otto giorni nel carcere dell’isola per oscenità in pubblico.

Non di soli detenuti, però, è ricca la storia di Roosevelt Island. Tra i visitatori famosi che la visitarono o la elessero a loro dimora vi ricordo Charles Dickens, Kofi Annan, Al Lewis (il nonno della Famiglia Addams), Amanda Forsythe e Sarah Jessica Parker.

Film girati e menzioni letterarie

film girati a roosevelt island

Roosevelt Island ha ispirato, nel corso dei decenni, artisti di ogni genere: dagli scrittori ai poeti, dai registi ai produttori televisivi. La sua bellezza pacata e l’atmosfera sospesa, quasi fuori dal grande clamore di New York, l’hanno resa location privilegiata per numerose opere. Per quanto riguarda la letteratura, per esempio, l’isola compare nel romanzo di Fitzgerald Il Grande Batsby, in cui l’autore nel capitolo quattro usa però il nome di Blackwell’s Island. Nel romanzo fantasy Shadowhunters – Città di ossa (primo capitolo della saga omonima scritta da Cassandra Clare) il protagonista combatte sull’isola lo scontro finale con l’antagonista, l’inafferrabile e malvagio Valentine.

Numerosi film e serie TV sono, poi, state girate almeno in parte proprio entro i confini di Roosevelt Island. Qualche esempio? Non voglio perderti, con Clarke Gable e Carole Lombard, I falchi della notte, con Sylvester Stallone, Spiderman, con Tobey Maguire, Tartarughe Ninja alla riscossa, in cui alcune riprese all’aperto hanno coinvolto anche le rovine del Smallpox Hospital, usate come location fittizia del nascondiglio segreto del Clan del Piede. E poi ancora Amore con interessi, con Michael J. Fox, Léon, Ipotesi di complotto, con Mel Gibson e Julia Roberts, Gangs of New York con Di Caprio, alcuni episodi delle serie TV Law & Order, CSI: NY.

Infine, vi segnalo che Roosevelt Island è comparsa anche in diversi video-clip e videogiochi: Us and Them dei Pink Floyd, Atomic Runner Chelnov, Grand Theft Auto IV e Crysis 2.


Un Consiglio Importante:
Ricordati l’assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

AVVISO COVID: Gli Stati Uniti hanno riaperto al turismo. Per saperne di più sui requisiti di accesso visitate la nostra pagina su come viaggiare in America dopo la riapertura delle frontiere.


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Annalisa
Annalisa Costantino

Annalisa, giornalista e blogger, è mamma di due gemelle, lettrice appassionata e fervente sostenitrice del forest bathing. Dopo aver visitato tutti i continenti, si dice pronta a ricominciare daccapo.

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