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UT 128 a Moab: straordinario on the road sullo sfondo della Castle Valley

castle valley
Ut 128: spettacolare on the road nei dintorni di Moab

Per quelli che come me sono appassionati dei panorami dello Utah meridionale, non è stato difficile ribattezzare Moab con il nome altrettanto biblico di “Terra promessa”. Sì, perché non bastano le dita di due mani a contare le bellezze che si nascondono nei dintorni di questa piccola cittadina nel sud dello Utah: noi ci abbiamo provato descrivendo nei dettagli i suoi parchi nazionali (Arches e Canyonlands) e sintetizzando tutte le meraviglie naturali dei dintorni in un articolo specifico su cosa vedere a Moab.

Ma siccome da queste parti le sorprese non finiscono mai, oggi è il turno di una scenic byway davvero indimenticabile in partenza proprio da Moab: la UT-128, conosciuta anche come Upper Colorado Scenic Byway.

Quando e perché percorrerla?

professor valleyMappa alla mano, potrete notare che la UT-128 si snoda a est di Moab verso l’incrocio con la I-70, in quel tratto dell’autostrada che allaccia lo Utah al Colorado. Si tratta a tutti gli effetti di un’alternativa alla US-191, una strada più veloce ma sicuramente meno suggestiva.

Se venite dal Colorado, sapete dunque quale strada fare. Se invece avete in programma di raggiungere Moab dalla zona di Bryce e Capitol Reef, dovrete percorrere la splendida accoppiata di strade panoramiche UT-12 e UT-24 e, dopo aver superato Green River lungo la I-70, all’altezza di Crescent Junction qualsiasi navigatore satellitare vi indicherà di uscire dall’autostrada imboccando la US-191. Se è vero che è questa la strada più rapida per arrivare da Bryce a Moab, è anche vero che non sempre la strada più veloce è la più bella da fare. La strada più bella da fare richiede che voi, all’altezza di Crescent Junction, tiriate dritto per altri 35 km fino all’uscita 204 in direzione Cisco. Da lì comincia la Upper Colorado Scenic Byway.

Ma perché scegliere la UT-128? Cercherò di descrivere nei dettagli l’on the road per convincervi, ma intanto vi basti sapere che, proprio come suggerisce il nome della strada panoramica, quasi tutto il tragitto si svolge lungo il corso del Colorado River, in un panorama che non si dimentica tanto facilmente. Non è una cosa così scontata, perché da Moab in poi (a parte un breve tratto sulla Potash Road) non è più possibile guidare facilmente lungo il fiume, eccezion fatta per un breve tratto sul Marble Canyon.

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Lunghezza, distanze e tempi di percorrenza

La distanza tra Moab e Cisco (il punto dove inizia la UT-128) è di 75 km che, senza pause possono essere percorsi in circa 1 ora. Però ve lo dico subito: se deciderete di percorrere questa strada, è alquanto improbabile che resistiate alla tentazione di fermarvi a uno dei tanti punti di interesse presenti sul tragitto. Inoltre lungo la strada ci sono molte possibilità di escursione davvero imperdibili: per questo motivo, avendo a disposizione un po’ di tempo, sarebbe opportuno mettere in conto almeno una mezza giornata per coprire questa distanza.

Nel fare la vostra scelta, ricordate che da Green River a Moab passando per la US-191 occorrono appena 50 minuti per fare 83 km, mentre percorrendo tutta la UT-128, la distanza tra Green River e Moab diventa di 153 km, per un totale di circa 1.40 ore di guida (senza soste). Per questa ragione, se volete percorrere questa strada, organizzate bene il vostro itinerario.

Mappa dell’itinerario

Le tappe più belle della Upper Colorado Scenic Byway

ut-128Come anticipato, grande parte della strada panoramica si svolge lungo il corso del Colorado River, uno dei simboli del Far West per come lo abbiamo sempre immaginato. Guidando lungo la UT-128, attraverserete due ampie e scenografiche valle plasmate dal fiume, la Professor Valley e la Castle Valley, le cui forme rocciose monumentali vi ricorderanno in modo impressionante lo scenario della Monument Valley, più precisamente il Forrest Gump Point. Dopo la Castle Valley, nell’ultimo tratto della strada che conduce a Moab la valle si restringe e diventa quasi una gola: su di voi incomberanno muraglie rocciose a picco sul fiume. In cima alla scarpata sul lato nord del fiume, non visibile dalla strada, si estende il territorio di Arches National Park.

Cominciamo dunque a descrivere il road trip tappa per tappa, cominciando dall’estremità orientale della strada: Cisco.

Cisco

cisco-3Se avete seguito le mie indicazioni vi siete lasciati alle spalle Green River e Crescent Junction e avete lasciato la I-70 prendendo l’uscita 204. Dopo pochi km vedrete subito un bivio per Moab, ma voi tirate dritto in direzione Cisco: imboccherete la UT-128 in un secondo momento. Dopo appena 4.3 km – quando vedrete una distesa di edifici in rovina, rottami di macchine graffitate e un sacco di ferraglia – vi renderete conto di essere arrivati a destinazione: in un paesaggio desolato, vedrete ciò che rimane di una storica cittadina ferroviaria del Far West fondata nel 1870 e rimasta vittima della costruzione della vicina autostrada nonché, più recentemente, di episodi di vandalismo.

Cisco è a tutti gli effetti una ghost town dal fascino cinematografico (Thelma e Luoise è stato girato qui). Città abbandonata, o forse non del tutto, come vi suggerirà uno spassoso cartello (“Oh nooo! Cisco ain’t abandoned”) che troverete lungo la UT-128, poco prima della curva che dovrete fare per entrare in paese. A rafforzare l’impressione che la cittadina non sia morta ma solo moribonda sarà il negozio che troverete lungo la suddetta strada: Buzzards Belly è l’unica attività commerciale di Cisco e merita assolutamente una visita, non solo per fare un saluto alla simpatica proprietaria, ma anche per prendere un caffè e curiosare tra gli scaffali pieni di memorabilia, pezzi da collezionismo, cianfrusaglie e antichità (che prezzi però!).

La proprietaria del negozio, che ha aperto i battenti nel 2019, ci ha spiegato che a Cisco si trova una residenza di artisti a cura di Eileen Muza che ha l’obiettivo di rivitalizzare Cisco con un progetto chiamato “Home of the Brave”. Sono loro di fatto gli unici abitati di Cisco, e ve ne accorgerete aggirandovi con la macchina tra gli edifici diroccati, le auto d’epoca abbandonate e i mucchi di rottami: per quanto alcuni cartelli lungo la strada non siano esattamente ospitali, vi consiglio di scendere per cogliere con lo sguardo qualche dettaglio del passato della cittadina, prima di rimettervi in viaggio verso Moab.

Dewey Bridge

dewey bridge

Il primo tratto di strada, da Cisco a Dewey, è il meno interessante del viaggio e guarda caso è l’unico che non si svolge lungo il Colorado River: è proprio quando la strada si affianca al fiume che inizia il bello. Già 22 km dopo Cisco, avrete la rara occasione di attraversare in auto il Colorado River sul Dewey Bridge. 

Quando vi troverete sul Dewey Bridge, fate attenzione sulla sinistra: vedrete ciò che rimane del Dewey Suspension Bridge, uno storico ponte sospeso datato 1916. Estendendosi sul fiume per 153 mt, al tempo era il più lungo di tutti gli Stati Uniti a ovest del Mississippi River. Nel 2008 è stato quasi interamente distrutto da un incendio causato da un bambino che campeggiava vicino. Il Dewey Bridge Campground si trova immediatamente dopo il ponte, sulla destra: io vi consiglio di fare una breve sosta qui per darvi la possibilità di toccare con mano le acque del Colorado River, avvicinandovi alla riva tramite la rampa per le barche che si trova in loco.

Only the brave: Top of the World Safari Route
Tra il ponte e l’accesso all’area di sosta del campeggio, sulla sinistra vedrete una strada che si separa dalla UT-128. Quella è la famigerata Top of the World Safari Route, una panoramica che può essere percorsa solo da mezzi 4×4.  Se avete noleggiato una macchina del genere e volete godere di un panorama indimenticabile, mettete in conto di percorrere 30 km (andata e ritorno) lungo uno sterrato che si arrampica fino in cima alla scarpata. Il viaggio è lungo e accidentato, ma conduce a un punto di osservazione spettacolare sulla Professor Valley, sulla Castle Valley e, a est, sullo spettacolo naturale del Colorado.

Hittle Bottom Campground

Hittle Bottom CampgroundDopo la valle aperta e verdeggiante di Dewey con i suoi ranch e i campi coltivati, il bacino si restringe e diventa quasi una gola: guiderete a braccetto con il Colorado River per qualche km, all’ombra delle rupi del Dome Plateau, finché tutto ad un tratto vi si spalancherà di fronte agli occhi l’orizzonte infinito della Professor Valley e, già visibili a grande distanza, le forme rocciose della Castle Valley.

Avrete sin da subito la tentazione di fermarvi per fare una foto, e potrete farlo all’altezza dell’Hittle Bottom Campground, un’area per il campeggio sul il fiume e all’ombra di un enorme sperone roccioso. 2.8 km dopo il campground, troverete un altro spiazzo dove potrete fermarvi: sulla destra vedrete una strana formazione rocciosa, che può ricordare una locomotiva. Si chiama Locomotive Rock e nasconde l’Hauer Ranch, le cui costruzioni rimaste in stile western vogliono ricordare un passato di splendore cinematografico: qui sono stati girati importanti film western. Oggi è possibile ricalcare le orme dei cowboy facendo attività di equitazione presso Moab Horses, che si trova proprio nel ranch: ecco le coordinate per raggiungerlo, occorre uscire dalla UT-128 imboccando la Fisher Tower Road verso il fiume.

Fisher Towers

fisher tower utahLa Fisher Tower Road incrocia la scenic byway circa 3.8 km dopo Hittle Bottom Camprgound: a destra, come detto, si va verso il fiume, a sinistra lo sterrato porta alla Fisher Towers Picnic Area. Le Fisher Towers sono di gran lunga il panorama più bello di tutta la Professor Valley: già lungo la UT-128 le vedrete svettare alla vostra sinistra, ma grazie a questa breve strada secondaria arriverete praticamente sotto le torri.

Le Fisher Towers appaiono proprio come guglie di una cattedrale gotica o torrioni di un castello, e per la loro forma particolare sono diventate cornice di molti film hollywoodiani, non ultima la recente serie tv Westworld. Il panorama che si gode dal parcheggio dell’area picnic è bello, ma il mio consiglio è quello di percorrere il popolare sentiero che parte dal parcheggio e porta proprio alla base delle torri. Prima di partire, date un’occhiata alla mappa presente sui cartelli informativi dell’area parcheggio, dove troverete tutte le informazioni e le precauzioni da tenere lungo il percorso. Nella sua interezza, l’escursione si svolge su un sentiero lungo 7.6 km andata e ritorno, con un’elevazione non indifferente di 555 mt. Il primo pezzo –  che offre anche splendide viste sulla valle circostante e sull’attiguo Onion Creek – si svolge su roccia liscia, poi ci si addentra in un canyon e successivamente si continua la salita su gradini irregolari di roccia fino al crinale e poi oltre.

Non tutti completano il sentiero, ma il mio consiglio è quello di arrivare almeno fino al punto che sulla mappa è indicato come Ancient Art (clicca qui per la posizione su Google Maps): trovandosi in cima a una salita e alla base delle torri, è il punto perfetto per vedere bene da sotto 3 delle 4 guglie (King Fisher, Cottonwood e Echo) e per vedere The Titan (la quarta e più alta) torreggiare in seconda linea. Per avvicinarsi al Titan occorre continuare il sentiero, che prevede anche un passaggio su una scaletta di ferro. Mentre salite, date un’occhiata alla cima delle guglie: molto probabilmente vedrete degli scalatori che cercando di raggiungere la cima!

Professor Valley Road

Dopo l’escursione verso le torri, tornate sulla UT-128: man mano che avanzerete vedrete stagliarsi sempre più nettamente il profilo della Castle Valley. Le formazioni rocciose più riconoscibili hanno sagome davvero curiose, da cui i nomi The Rectory, The Convent, Sister Superior, Priest and Nuns e Castleton Tower, il vero e proprio simbolo della valle. Dietro a questa fila di rocce “ecclesiastiche”, si staglia anche l’imponente Parriot Mesa.

Potrete fermarvi lungo la strada più e più volte per scattare la foto perfetta, ma avete anche una soluzione alternativa, forse un po’ più scomoda ma da tenere in considerazione: percorrere la sterrata Professor Valley Road. Anche questa è una strada secondaria, per imboccare la quale dovrete girare a destra 4.2 km dopo l’incrocio tra UT-128 e Fisher Valley Road. Questa sterrata viene utilizzata principalmente da chi vuol raggiungere l’attacco del Professor Creek and Mary Jane Canyon Trail, un sentiero lungo 12.2 km che si snoda dentro un canyon lungo il fiume fino a una cascata. Voi potrete percorrerla fino al parcheggio del sentiero per guidare parallelamente alla cresta della Castle Valley.

Castle Valley

Castleton-TowerMentre la Professor Valley viene praticamente tagliata in due dalla Upper Colorado Scenic Byway, la Castle Valley richiede una breve deviazione per essere raggiunta, e se siete rimasti colpiti dalle formazioni rocciose che vedevate in lontananza, sicuramente sarete tentati di fare i pochi km che servono per entrarvi direttamente dentro.

Bene, dopo la Parriot Mesa, seguite i cartelli che indicano Castle Valley e girate a destra sulla La Sal Valley Loop Road. Dopo un breve tratto di strada tra le rocce rosse, vi si spalancherà davanti agli occhi un’ampia valle verdeggiante delimitata da vertiginose pareti di roccia e incorniciata a sud-est dalle La Sal Mountains. In una curiosa posizione centrale giganteggia invece la Round Mountain.

castle valley on the road

Una volta che vi troverete dentro la valle, forse vi renderete conto che le vostre aspettative erano troppo alte: in effetti la Castle Valley ha un impatto decisamente migliore vista on the road sulla UT-128 che dal suo interno. Tuttavia, vi consiglio di guidare almeno finché non arriverete sotto alla Castleton Tower, perché è una formazione rocciosa davvero scenografica. Avendo più tempo a disposizione, potreste scegliere di fare una delle seguenti attività:

  • Castleton Tower Trail: sì, è possibile raggiungere la base vera e propria della Castleton Tower e godere di una vista impressionante sulle due valli attigue. Per fare questo sentiero occorre lasciare l’auto qui e cominciare una salita di 4.3 km andata e ritorno con un’elevazione di 440 mt. L’escursione è di difficoltà moderata, ma i meno esperti dovranno fare attenzione al pezzo finale, che è piuttosto esposto.
  • Fisher Valley Overlook: percorrete La Sal Loop Road per altri 10 km dopo il parcheggio per il Castleton Tower Trail. Al bivio con Gateway (Colorado) seguite per Gateway. Guidate per altri 8.7 km dopo il bivio e arriverete al Fisher Valley Overlook, che offre una vista sensazionale sulla valle sottostante e sulla North Beaver Mesa. Dopodiché tornate indietro verso la UT-128.

Moab Museum of Film and Western Heritage

Moab Museum of Film and Western HeritageDopo esservi avventurati nella Castle Valley, tornate indietro sulla stessa strada fino alla UT-128. Prima di guidare verso Moab per l’ultimo tratto di strada, fate una deviazione per il Moab Museum of Film and Western Heritage, appena 2 km dopo il bivio per la Castle Valley. Il museo si trova all’interno del Red Cliffs Ranch, una proprietà storica che ospita anche un’azienda vinicola, un buon ristorante (The Coywboy Grill) e una splendido lodge che si specchia nel Colorado River: è questo uno degli alberghi più ambiti di Moab.

Il museo, ad ingresso gratuito, è imperdibile per gli amanti dei film western: raccoglie testimonianze e reperti dei numerosi film girati nell’area di Moab da 100 anni a questa parte.

Grandstaff Canyon (ex Negro Bill Canyon)

Grandstaff CanyonLasciandoci alle spalle il Red Cliffs Ranch, abbandoniamo la Professor Valley ed entriamo nell’ultima parte dell’on the road. Come avevo già anticipato, gli ultimi 25 km della UT-128 si snodano dentro una vera e propria gola scavata dal Colorado River. La strada si restringe tra le pareti e segue il corso del fiume lungo un itinerario serpeggiante e ricco di paesaggi di grande bellezza. Ai due lati della strada si aprono altri canyon e gole vertiginose: la confluenza più impressionante la vedrete qui, dove il Colorado River incontra il Salt Wash.

Il canyon più popolare della zona di Moab è però il Grandstaff Canyon, conosciuto fino a qualche anno fa come Negro Bill Canyon. L’attacco di questo sentiero si trova proprio lungo la strada, 7 km dopo il Big Bend Campground, comunque ben indicato. In prossimità di un parcheggio inizia questo magnifico sentiero all’interno di un canyon che un tempo veniva battuto da Williams Grandstaff, un cowboy nero che qui portava il bestiame (il nome è stato cambiato perché ritenuto di stampo razzista). L’escursione è tecnicamente semplice ma non è da prendere sotto gamba: a fronte di un’elevazione di appena 117 mt, sono 7 km andata e ritorno dentro un canyon nel quale ci si trova a camminare sia su roccia che su sabbia. In fondo al sentiero vi aspetta un arco roccioso di 74 mt, il Morning Glory Arch, ritenuto uno dei più lunghi al mondo. Per vederlo al meglio, avvicinatevi il più possibile: l’arco non è molto distante dalla parete rocciosa, ma visto da sotto è impressionante.

Dove dormire?

Upper-Colorado-Scenic-BywayLungo la UT-128 potete trovare alloggio nei prestigiosi ranch di Castle Valley, per vivere l’esperienza dei cowboy. Eccone alcuni:

  • Red Cliffs Lodgeho già citato nell’articolo questo ranch quando parlavo del Moab Museum of Film and Western Heritage. Tra tutti quello che indico qui il Red Cliffs Lodge è anche il più vicino a Moab, ma non è questo il pezzo forte del Ranch, bensì la posizione. Le preziose suite costruite in legno si affacciano sul Colorado River e offrono viste eccezionale sulle scarpate rosse tipiche della valle. In più, come anticipato, c’è il museo, l’azienda vinicola con terrazza per degustazioni con vista sul fiume, un ristorante in stile western e una piscina… panoramica.
  • Sorrel River Ranch Resortnon molto lontano dal Red Cliffs Lodge, anche il Sorrel River Ranch vanta una posizione ineguagliabile, con vista sulla Parriot Mesa e le altre formazioni rocciose della Castle Valley oltreché sul fiume stesso. La proprietà include una  piscina all’aperto, idromassaggio, un centro fitness e una spa. Tutt’intorno al ranch si estendono a vista d’occhio pascoli e campi coltivati, dai quali arrivano prodotti freschi da gustare al River Grill, il ristorante in loco. Inoltre è possibile fare attività di equitazione ed altre escursioni nella natura circostante concordando i tour con la direzione.
  •  Castle Valley Inn: diversamente dagli altri due alloggi, il Castle Valley Inn si trova nel cuore della valle ed è un bed & breakfast immerso nel verde di un giardino, dall’aria più familiare e meno western. Non siamo sul fiume, ma il panorama è comunque sensazionale: tutt’intorno si estendono piantagioni da frutta (soprattutto meli), e sullo sfondo si stagliano le rocce rosse le montagne di La Sal. La colazione è superba, come anche l’allestimento delle camere. Rispetto alle altre due soluzioni, i prezzi sono un po’ più economici, in linea con la media di Moab.

In alternativa, per quanto gli alberghi a Moab siano piuttosto costosi, non mancano le strutture alberghiere un po’ più economiche: al link sottostante trovate i nostri consigli.

Dove dormire a Moab

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Bernardo Pacini

Bernardo Pacini

Nella vita faccio il redattore editoriale e il copywriter, e ho alle spalle alcune pubblicazioni di poesia. Tra le mie passioni, oltre ai viaggi, la letteratura, la musica sperimentale, la Fiorentina e la buona cucina.

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