Appalachian Trail
Andrea Cuminatto

Appalachian Trail: 3500 km sulle vette montuose della East Coast

Gennaio 7, 2025

Hai mai pensato di metterti uno zaino in spalla e camminare per 5 o 6 mesi lungo 3500 chilometri? Se sei un escursionista e ami le grandi sfide, uno dei percorsi che potrebbero affascinarti è l’Appalachian Trail. Sto parlando di uno dei percorsi trekking più lunghi del mondo e il più famoso del Nord America. Per farlo ci vuole tempo, allenamento e determinazione.

Ma giustamente mi dirai: non ho tutto questo tempo a disposizione, ma sarebbe bello farne almeno una parte. Nessun problema! Niente ti impedisce di scegliere la parte che ritieni più affascinante e intraprendere un cammino di qualche giorno o qualche settimana.

Ci sono zone che possono essere raggiunte con i mezzi pubblici e quindi senza bisogno di noleggiare un’auto: anche perché se la lasci al punto di partenza, poi come la recuperi? Vediamo di analizzare questo lungo itinerario e di capire come organizzare a meglio quello che può rivelarsi uno dei trekking più incredibili della tua vita!

Cos’è l’Appalachian Trail

Cos'è l'Appalachian Trail

L’Appalachian National Scenic Trail, conosciuto semplicemente come Appalachian Trail o con la sigla A.T., è uno dei più importanti itinerari escursionistici degli Stati Uniti. Si snoda per 3.540 km lungo la catena dei Monti Appalachi, collegando Springer Mountain in Georgia con Mount Katahdin in Maine, attraversando 14 stati. Il punto più alto è il Monte Kuwohi (2.025 m) al confine tra South Carolina e Tennessee, mentre il più basso è il Bear Mountain State Park (38 m) nel New York State.

Venne tracciato e segnato tra il 1921 e il 1937 e oggi è manutenuto da 31 gruppi – gli A.T. Trail Clubs – che si occupano delle varie sezioni di sentiero. Percorrerlo tutto è una vera impresa, perché bisogna essere molto allenati e avere parecchio tempo a disposizione: oltre ai moltissimi chilometri infatti c’è da considerare anche il dislivello, dato che si passa dalla pianura alla montagna e alle zone collinari, quindi si devono considerare numerosi saliscendi.

L’Appalachian Trail fa parte, insieme al Pacific Crest Trail e al Continental Divide Trail, dei Big three national scenic trails, i tre percorsi più famosi d’America. Un escursionista che li percorra tutti e tre si guadagna la Triple Crown, la “tripla corona” dell’escursionismo americano. Ad oggi poche centinaia di escursionisti hanno compiuto la triplice impresa, anche perché è necessario moltissimo tempo a disposizione oltre ad un eccellente allenamento.

Percorso dell’Appalachian Trail

Appalachian Trail percorso

L’Appalachian Trail comincia in Georgia, a Springer Mountain, una delle vette della Chattahoochee National Forest. Da qui si snoda verso nord e dopo 121 km entra in North Carolina. Percorre dunque un lungo tratto di confine fra questo stato e il vicino Tennessee: 154 km in North Carolina, 114 km in Tennesse e 320 km lungo il confine tra i due stati. Il sentiero entra dunque in Virginia, lo stato che ospita la parte più lunga dell’intero itinerario, quasi 886 km. A questi si aggiungono anche 32 km al confine tra Virginia e West Virginia.

Superato il fiume Potomac, l’itinerario prosegue in Maryland per 66 km e poi in Pennsylvania per quasi 370 km. Entra quindi in New Jersey, attraversandone 116 km e poi nello Stato di New York dove corre per 142 km e ancora in Connecticut per un tratto di 84 km. Il tratto del Massachusetts è lungo 140 km, mentre quello successivo in Vermont arriva a 240 km e quello in New Hampshire a 259 km. Infine, il percorso si conclude in Maine con gli ultimi 452 km. Questo stato è il secondo, dopo la Virginia, per estensione del sentiero.

Il Sentiero degli Appalachi, di fatto parallelo alla costa dell’Oceano Atlantico, attraversa territori molto diversi fra loro. Si toccano le principali vette dei Monti Appalachi – che pur non essendo montagne altissime, offrono diversi punti panoramici e boschi affascinanti – oltre a dolci colline e boschi di bassa quota. Inoltre, si attraversano anche due parchi nazionali: il Great Smoky Mountains National Park e lo Shenandoah National Park.

Appalachian Trail Map: carta escursionistica e mappa interattiva

Mappa percorso Appalachian Trail

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Per avventurarsi lungo l’Appalachian Trail, ma anche prima per iniziare a conoscerne il percorso, è fondamentale avere una mappa. Trattandosi di un itinerario così lungo, non esiste un’unica carta escursionistica cartacea: la mappa ufficiale è divisa in tre sezioni e quindi si può anche scegliere di acquistarne una sola se si percorre soltanto una parte del lungo itinerario.

Ti consiglio caldamente di acquistare queste carte prima di partire perché stiamo parlando di zone di montagna dove non è scontato avere la connessione internet in ogni momento e quindi la mappa cartacea può rivelarsi fondamentale in certe situazioni. Dopo aver pianificato il viaggio, verifica in quale delle tre sezioni si trova la tratta di tuo interesse, così da acquistare la mappa corretta.

Fortunatamente però esistono anche le mappe digitali, utili sia in viaggio (ti servirà una SIM prepagata oppure una eSIM!), sia in fase di organizzazione per consultare l’itinerario nel dettaglio e decidere quale parte andare a percorrere. Troverai facilmente il percorso sui principali siti web o app di mappe online, ma ti segnalo che esiste la mappa interattiva ufficiale, utilissima per l’organizzazione del percorso. Oltre a vedere il tracciato completo, puoi selezionare diverse spunte per far apparire sulla mappa la posizione di: parcheggi, rifugi, punti panoramici, sentieri collaterali e anche le sedi dei diversi “A.T. Trail Clubs” e “A.T. Communities”, che possono fornire aiuto e supporto.

Infine, oltre alle mappe puoi trovare anche guide e libri che parlano dei questo itinerario. Per gli escursionisti che intendono fare tutto il cammino c’è un’utile guida ufficiale che vale la pena acquistare. Esistono poi diverse pubblicazioni sull’Appalachian Trail, tra le quali c’è anche questa in italiano.

Le sezioni più belle dell’Appalachian Trail

Appalachian Trail - McAfee Knob
McAfee Knob

Forse, anzi molto probabilmente, non avrai il tempo di percorrere tutto questo lunghissimo itinerario (se sei fra i pochi che lo fa per intero, non esitare a farmelo sapere!) e quindi vorrai capire quale tratta fare. Vediamo dunque di estrapolare da questo itinerario quelle sezioni dell’Appalachian Trail più meritevoli di essere percorse per i panorami che offrono e per il paesaggio che circonda l’escursionista durante il cammino. Ecco i punti, o le zone, che a mio parere meritano più delle altre di essere incluse in un cammino breve.

  • Blood Mountain. Questa montagna è la più alta fra quelle toccate dall’itinerario in Georgia ed è fra i luoghi più belli della prima sezione del trail. Il nome si deve probabilmente al lichene rosso che cresce sulla cima (ma c’è chi parla di battaglie sanguinose combattute nelle sue vicinanze), e in questo tratto di sentiero ci sono molti punti panoramici (indicazioni).
  • Great Smoky Mountains National Park. Il parco nazionale fra North Carolina e Tennessee rappresenta l’area più visitata di tutte e qui è anche facile organizzare camminate brevi (indicazioni).
  • Grayson Higlands State Park. In questo parco statale della Virginia, ci sono vette molto belle, come il Mount Rogers (indicazioni).
  • McAfee Knob. Sempre in Virginia c’è uno dei punti panoramici più suggestivi di tutto il percorso. Si tratta di uno sperone di roccia a strapiombo sulla Catawba Valley, dove non puoi non scattare la foto ricordo perfetta di questo cammino. In questa zona ci sono anche altri punti belli come il Dragon’s Tooth e le Tinker Cliffs (indicazioni).
  • Shenandoah National Park. Il secondo parco nazionale che si incontra lungo il percorso è un altro dei luoghi dove si può organizzare con facilità un tratto breve del percorso, in una zona di pregio naturalistico (indicazioni).
  • Annapolis Rock. In Maryland si trova questo sperone di roccia molto scenografico (indicazioni).
  • The Pinnacle e Pulpit Rock. In Pennsylvania, poco a nord di Hamburg, il sentiero tocca due punti panoramici molto belli. Non si tratta di montagne alte, ma piuttosto di colline, però è tra le zone migliori in questo stato (indicazioni).
  • Hudson Highlands. Nello Stato di New York vale la pena percorrere la zona attorno al fiume Hudson, nelle Hudson Highlahds. Tra i punti panoramici che meritano maggiormente ci sono la Bear Mountain e l’Anthony’s Nose, due vette collinari sulle due sponde del fiume (indicazioni).
  • Taconic Highlands. La tratta vicino a Salisbury in Massachusetts, dove si raggiunge il Mount Everett, è famosa per i boschi secolari che si attraversano (indicazioni).
  • Green Mountains. Nel Vermont, queste montagne vantano vette molto belle (seppure siano sotto ai 2000 metri). Fra queste, il Killington Peak è particolarmente interessante e ha anche una funivia per salire sulla cima (indicazioni).
  • Presidential Range. Fra le zone più scenografiche dell’intero itinerario c’è questa sezione delle White Mountains in New Hampshire (indicazioni).
  • Mount Katahdin. In Maine, il capolinea del percorso è anche una delle montagne più interessanti da scalare lungo l’itinerario (indicazioni).

Come organizzare un trekking sull’Appalachian Trail

Appalachian Trail organizzare - Annapolis Rock
Annapolis Rock

Come si organizza un trekking che può durare vari mesi e che attraversa ambienti naturali diversi, con variazioni di altitudine e dormendo quasi sempre in piccoli bivacchi nel bosco? Beh innanzitutto se vuoi compiere questa impresa devi essere già abbastanza allenato, ma vediamo anche gli aspetti tecnici dell’organizzazione.

Quando partire: la stagione migliore

Come ho già detto, il percorso si snoda in pianura, in collina e in montagna. Dunque, a seconda della tratta che intendi percorrere, una stagione può essere meglio dell’altra. Se vuoi farlo tutto, devi calcolare almeno 5 mesi di cammino, ma se ne percorri solo una parte, valuta quale periodo può essere più consono per la zona in cui ti troverai.

Le parti più belle sono senza dubbio quelle montane, dove in inverno il meteo può essere imprevedibile e rivelarsi pericoloso. Per queste zone quindi conviene scegliere l’estate, o magari la fine della primavera e l’inizio dell’autunno.

Da dove partire e come ritornare

Appalachian Trail da dove partire

Se intendi cimentarti nella mastodontica impresa di compiere tutto il cammino, il modo migliore per raggiungere il punto di partenza è quello di atterrare all’aeroporto di Atlanta e da questa città arrivare al punto di partenza con una delle navette per gli escursionisti. Molte sono elencate su questo sito e tra gli altri puoi ad esempio chiedere un passaggio a Ron. Questo signore, con il suo Appalachian Trail Shuttle, trasporta gli escursionisti al punto di partenza dell’itinerario.

Una volta terminata l’escursione, puoi fare affidamento allo stesso sito per trovare uno shuttle in Maine. La stazione degli autobus principale è quella di Medway, da cui ci sono autobus per Bangor, la città con l’aeroporto più vicino, distante poco più di un’ora in bus. Da Bangor si può anche prendere l’autobus diretto a Boston, che impiega circa 4 ore e mezza. Qui c’è il principale aeroporto del New England.

Se invece prevedi di fare una tratta breve, le alternative sono due. La prima è di usare come punti di partenza e di arrivo i luoghi in cui il sentiero interseca una città o almeno una cittadina toccata da una linea di autobus; la seconda è fare riferimento al sito web che ti ho fornito, dove sono elencate le compagnie di navette, per capire quali tappe puoi fare usando questi servizi.

Dormire lungo l’Appalachian Trail

Dove si dorme lungo l’Appalachian Trail? Ecco una domanda fondamentale che ha bisogno di una risposta. Ovviamente per le prime e le ultime notti, quelle da trascorrere nelle città di arrivo e partenza, puoi trovare facilmente un alloggio in albergo. Abbiamo scritto un articolo specifico sugli hotel negli USA, dove abbiamo dato qualche consiglio per risparmiare. Ma durante il cammino?

Quando si passa nelle vicinanze di qualche centro abitato, si può fare una deviazione (utile anche per procurarsi del cibo) e passare una notte in un albergo o in un motel, sempre che ce ne sia uno. Si tratta però di eccezioni. Se cammini per più giorni lungo l’Appalachian Trail, la maggior parte delle notti le trascorrerai nei rifugi distribuiti lungo il percorso.

Ci sono circa 270 rifugi, situati ad intervalli variabili. Nei lunghi tratti di bosco, i rifugi sono molto ravvicinati fra loro (a meno di 10 chilometri l’uno dall’altro), mentre dove c’è una città nel mezzo i rifugi sono più lontani fra loro, perché si trovano appunto degli alloggi in città. Sulla mappa interattiva, selezionando “A.T. Shelters”, si possono vedere le posizioni esatte di tutti i rifugi. Quasi tutti i rifugi sono gratuiti, ma in alcune aree molto frequentate possono essere a pagamento (solitamente meno di 10 $).

Ma cosa si intende esattamente per rifugio? Si tratta più che altro di bivacchi molto spartani. Solitamente sono casette di legno a tre pareti, dunque con un’apertura senza porta, con lo spazio per alcune persone (il numero è variabile). Nella maggior parte dei casi, nelle vicinanze ci sono sia una fonte d’acqua sia una latrina, oltre allo spazio apposito per accendere il fuoco. I posti non si possono prenotare: chi prima arriva, prende un posto.

I bivacchi sono a disposizione di tutti gli escursionisti e soprattutto in estate è facile trovare altre persone che li utilizzano: ecco perché è importante seguire delle regole ben precise, per una migliore condivisione dello spazio e rispetto reciproco. Per esempio si chiede di non mangiare dentro al rifugio per non attirare topi o altri animali, di non fumare all’interno e se si viaggia con un cane di optare per la tenda per non far dormire il cane nel rifugio. A questa pagina trovi la lista completa delle regole da rispettare.

Su questa pagina è possibile registrarsi. Non significa prenotare un posto nel rifugio, ma segnalare che si percorrerà quella tratta e che quindi, si potrà pernottare lì. In questo modo, si possono anche vedere i posti in cui ci saranno gli altri escursionisti, così da capire quali rifugi rischiano di essere sovraffollati e, di conseguenza, pianificare il cammino dormendo magari nel rifugio precedente o successivo.

Procurarsi cibo lungo l’Appalachian Trail

Appalachian Trail cosa mangiare

La questione del cibo dipende molto da quanti giorni starai in cammino. Se percorri un breve tratto dormendo fuori poche notti, puoi anche portare nello zaino tutti i viveri di cui avrai bisogno, ma se stai fuori per molti giorni dovrai necessariamente rifornirti lungo il percorso. In tutti i casi, la scelta della tipologia di cibo ricadrà con molta probabilità sui prodotti liofilizzati, da cucinare con un piccolo fornellino da campeggio e un pentolino, e barrette energetiche.

Tanto i prodotti quanto il fornellino puoi acquistarli direttamente in America dopo essere arrivato. Ovviamente non puoi portare il fornellino da casa perché in aereo non si possono portare le bombolette di gas. Se hai già un fornellino ultra leggero potresti decidere di metterlo nello zaino e sperare di trovare, una volta arrivato, le bombolette di gas compatibili con il tuo modello.

Dopo aver deciso quale tratta percorrere, guarda dove il sentiero passa per dei centri abitati, oppure abbastanza vicino a cittadine raggiungibili con brevi deviazioni, e magari usa Google Maps per verificare se ci sono dei supermercati o altri negozi. A questo punto, calcola di quanto cibo avrai bisogno nelle tappe fra i vari centri abitati, così da sapere ogni volta quanta scorta fare non appesantire lo zaino più del dovuto. Sul sito ufficiale c’è anche una sezione dedicata al cibo, con ulteriori consigli utili.

Un’informazione utile riguarda i contenitori anti-orso. Nei boschi attraversati dall’Appalachian Trail vivono gli orsi neri. Questi orsi, di dimensioni minori rispetto ai grizzly che abitano sulle montagne occidentali del continente, sono fortunatamente poco aggressivi. È davvero molto difficile essere attaccati da questi animali per cui non rappresentano un pericolo rilevante, tuttavia è bene fare attenzione al cibo perché attirarli al rifugio non è una buona idea. Ecco perché in alcune zone è consigliato, o addirittura obbligatorio, usare degli appositi contenitori dove conservare il cibo.

Pericoli lungo l’Appalachian Trail: a cosa fare attenzione

Non abbiamo di fronte una breve passeggiata, ma un lungo trekking impegnativo, che attraversa anche zone remote. Ci possono dunque essere alcuni pericoli lungo il percorso, che possono essere evitati se si presta la dovuta attenzione. Ecco alcuni potenziali pericoli:

  • Animali: tutti gli animali selvatici di base non attaccano l’uomo, ma fanno di tutto per stargli lontano, ma alcuni potrebbero essere attratti dal cibo. Per cui, non mangiare nei rifugi e usa appositi contenitori.
    • Orsi: come ho già detto nella sezione dedicata al cibo, usa i contenitori di cibo per non attirare gli orsi neri.
    • Coyote: per i coyote vale più o meno lo stesso suggerimento che per gli orsi. Non attirarli con il cibo e non avrai problemi.
    • Serpenti: è possibile incontrare dei serpenti lungo il cammino, sia innocui sia velenosi. Fai attenzione a dove metti i piedi e se ne vedi uno rannicchiato, prendila larga aggirandolo, così da non disturbarlo.
    • Zecche, ragni e insetti: il pericolo maggiore arriva da insetti e parassiti. Per ragni e insetti la soluzione migliore è quella di portare uno spray repellente e di spruzzarselo addosso tutti i giorni. La cosa peggiore sono le zecche: porta con te una pinzetta e ogni sera prima di coricarti fai un check completo di tutto il corpo per toglierle subito se ne hai qualcuna addosso.
  • Persone moleste. Un eventuale pericolo può essere rappresentato dalle persone. Se si cammina da soli, è sempre bene essere prudenti. Questo consiglio vale soprattutto per le donne sole, ma anche per gli uomini. Anche per questo, quando si trovano altri escursionisti che fanno lo stesso percorso e con cui si crea un rapporto positivo, non è una cattiva idea condividere tratti del cammino per non essere soli. Soprattutto se sei una donna, può essere una buona idea portare uno spray al peperoncino.
  • Perdersi. Il sentiero è generalmente ben segnato, ma il pericolo di perdersi esiste comunque. Fra poco, parlando dell’equipaggiamento, ti darò qualche dritta sui navigatori GPS, così come ribadisco l’importanza di avere la mappa cartacea.

Equipaggiamento per l’Appalachian Trail

Appalachian Trail equipaggiamento

Cosa serve per fare un lungo trekking di questo tipo? Proviamo a sintetizzare le cose fondamentali da non dimenticare.

  • Sacco a pelo e materassino. Per dormire nei rifugi, sono fondamentali il sacco a pelo e lo stuoino o materassino, che devono essere di buona qualità e leggeri, per non gravare eccessivamente sulle spalle.
  • Tenda. Puoi valutare se portare o meno anche la tenda, a seconda di quali sono le tue abitudini come escursionista, ma anche in base al periodo in cui farai il percorso e soprattutto alle tratte che percorrerai: se fai le tratte più battute in alta stagione, potresti rischiare di trovare i rifugi sovraffollati e la tenda si rivela ideale per dormire all’aperto.
  • Fornellino e stoviglie. A meno che tu non voglia passare mesi a mangiare solo barrette confezionate, dovrai cucinare qualcosa e ti serviranno stoviglie e fornello da campeggio. Non dimenticare un buon coltellino, utile in mille occasioni.
  • Borraccia e purificatore d’acqua. Per itinerari così lunghi, oltre alla borraccia (o alle borracce!) è un’ottima idea quella di avere un purificatore d’acqua, per poter bere anche dai torrenti senza rischio di contaminazione.
  • Medicine e cassetta di primo soccorso. Gli imprevisti possono succedere ed è bene avere medicinali di base e medicamenti per un infortunio (a proposito, ti consiglio il nostro articolo sulle medicine negli USA)
  • Torcia. Potresti doverti muovere di notte, magari per andare a fare i tuoi bisogni dal rifugio; oppure potresti trovarti a camminare quando cala il sole e arrivare al rifugio che è già buio. In questi casi la torcia è indispensabile.
  • Paletta per i tuoi “bisogni”. Dovrai quasi sempre fare i tuoi bisogni nel bosco e tra le regole da seguire per non lasciare tracce, c’è il seppellire i tuoi bisogni.
  • Bastoncini da trekking. Potresti decidere di portare i bastoncini, oppure no: è una scelta molto soggettiva.
  • Mappa del percorso. Come ho già accennato prima, la mappa cartacea è fondamentale quando ci si avventura in percorsi di questo tipo, perché non ci si può fidare dello smartphone. I motivi sono principalmente due: innanzitutto la batteria si scarica e non è detto che ci sia modo di ricaricarla quando serve, ma soprattutto potresti non avere linea nel bosco.
    • Navigatore GPS. Dal mio punto di vista, soprattutto se prevedi di fare un percorso di più giorni in zone lontane dai centri abitati, sarebbe importante anche avere un navigatore GPS. Da alcuni anni sto utilizzando il Garmin eTrex 32x e mi trovo benissimo, ma ne esistono anche di più potenti (così come di più economici e leggermente meno potenti). Per questi strumenti non si può dire che uno valga l’altro, perché le differenze ci sono e in certe situazioni si notano bene, ma se prima di partire vi carichi sopra le mappe della zona e il tracciato del percorso, dovresti non avere grossi problemi. Se devi ancora acquistarlo, il mio suggerimento è quello di scegliere un GPS con le batterie stilo (come quello che ho io appunto) perché puoi portarti delle batterie di ricambio nello zaino. In questo modo non avrai problemi se si scarica quando non hai una presa di corrente a disposizione, perché magari ti trovi in mezzo a un bosco.

Quanto costa fare l’Appalachian Trail?

È difficile stabilire un costo preciso per un’avventura di questo tipo. Leggendo i resoconti di chi ha percorso l’Appalachian Trail per intero, la spesa si aggira fra i 3000 e i 5000 euro. Stiamo parlando di 5-7 mesi di cammino, durante i quali bisogna considerare come spese:

  • Attrezzatura e abbigliamento, che potrebbe essere necessario cambiare. Per fare 3500 chilometri, non bastano un paio di scarpe: solitamente se ne considerano almeno 3.
  • Hotel nelle notti in cui non si dorme in rifugio.
  • Viveri per tutte le giornate di cammino: considera il cibo di mezzo anno! Spesso si tratta di cibo disidratato, ma ogni tanto ci sarà qualche cena al ristornate o qualche spuntino in un bar.

Inoltre, per chi non vive negli USA, ci sono altre spese da tenere in considerazione:


Un Consiglio Importante:
Ricordati l’assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

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Andrea Cuminatto
Andrea Cuminatto
Giornalista e viaggiatore. Parlo spagnolo, inglese e sto imparando il russo. Più che vedere i luoghi, amo conoscere chi li abita.

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