Tra i grattacieli di New York si nascondono delle piccole chicche, degli edifici storici che con le loro modeste dimensioni e la loro architettura ben lontana dalle svettanti torri di vetro e acciaio, colpiscono chi se li trova davanti passeggiando per le strade di Manhattan. Una di queste è la St. Paul Chapel, che possiamo anche tranquillamente definire come una delle più belle tra le chiese di New York.
Sicuramente non è imponente come le famose cattedrali della città, ma è un luogo di culto caratteristico e affascinante, oltre ad avere alle spalle una storia che la lega particolarmente ai newyorkesi.
Si trova nel Financial District e ufficialmente dipende dalla vicina Trinity Church, ma se quest’ultima è stata ricostruita ben tre volte, la Cappella di San Paolo resiste imperterrita, presentandosi ancora con la veste che aveva a metà del Settecento, quando tutto attorno non c’era niente di ciò che vediamo oggi.
Indice
Dove si trova e come raggiungerla
La St. Paul Chapel si trova lungo la Broadway, al civico 209, nell’isolato tra Fulton Street e Vesey Street. È a due passi dal City Hall Park, dal Woolworth Building e dall’Oculus, oltre che da tutto il complesso di Ground Zero. Proprio alle sue spalle c’è il grattacielo più alto della città, l’One World Trade Center.
La si può raggiungere molto facilmente grazie alla Metro di New York. La fermata di riferimento è “Fulton St” sulle linee 4 e 5 (verdi), ma a due passi ci sono anche la fermata omonima delle linee A e C (blu), la fermata “World Trade Center” della linea E (blu) e la fermata Cortland Street delle linee R e W (gialle).
Storia della St. Paul’s Chapel

Se chiedi a qualcuno di nominarti una chiesa famosa di New York, la maggior parte delle persone citerà la St. Patrick’s Cathedral, la Trinity Church o magari la Cathedral of Saint John the Divine. Tuttavia, non tutti sanno che la chiesa più antica di New York è la St. Paul’s Chapel, che venne costruita nel lontano 1766 e che è il più antico edificio religioso ancora in uso a Manhattan.
La dedicazione della chiesa a San Paolo non è casuale. Questo santo che andò a predicare in molti paesi dopo essersi convertito al cristianesimo, è simbolo di missione e diffusione della fede: per questo incarnava perfettamente la giovane comunità cristiana della neonata New York. Questa è la chiesa in cui George Washington si recò a pregare insieme ai membri del Congresso il giorno del suo insediamento (30 aprile 1789) e dove si recava nei due anni in cui New York fu capitale degli Stati Uniti.
Oggi questa chiesetta dedicata a San Paolo appare piccola in rapporto agli enormi grattacieli che la circondano, eppure quando venne realizzata nel Settecento, le cose erano diverse. Addirittura, grazie alla sua guglia si presentava come l’edificio più alto di New York!
Ma non solo: a quel tempo la città di New York era infinitamente più piccola e si estendeva solo attorno al porto all’estremità meridionale dell’isola. Quindi dobbiamo immaginare questa cappella come circondata dai campi alla periferia nord della cittadina: venne realizzata proprio per chi viveva in queste zone e faticava a raggiungere la chiesa principale nel centro cittadino.

Fu progettata da Thomas McBean in stile architettonico georgiano, prendendo come esempio la St. Martin-in-the-Fields di Londra. L’ingresso è incorniciato da colonne ioniche e sovrastato da un timpano triangolare, in pieno stile classicista, che ha una nicchia in cui è posizionata la statua di San Paolo, a cui è dedicata la chiesa. Nonostante possa sembrare fatta di pietra se vista dal basso, la statua è realizzata in legno e poi ricoperta in piombo per poter resistere alle intemperie.
Rispetto all’ingresso classico, il corpo dell’edificio è invece molto sobrio, con la forma squadrata e le pareti in pietra, intervallate da numerose finestre ad arco. Dal centro della chiesa si erge una torre sormontata da un’alta guglia, sulla cui sommità c’è la replica del monumento coregico di Lisicrate, il cui originale è in Grecia, nell’Acropoli di Atene. Invece sotto alla finestra orientale c’è un monumento dedicato a Richard Montgomery, un generale caduto nel 1775 durante la Guerra di indipendenza. Molti caduti in quella guerra sono sepolti nel cimitero storico situato accanto alla chiesa.
La St. Paul Chapel l’11 settembre 2001
Ho già detto che la St. Paul Chapel è la chiesa più antica di New York, ma non ho specificato che è sopravvissuta a più di un episodio che l’ha messa seriamente a rischio. Nel 1776, dopo la Battaglia di Long Island durante la Guerra di indipendenza, scoppiò quello che è conosciuto come il “Grande incendio di New York“. Il devastante rogo rase al suolo un quarto della città, ma la St. Paul Chapel ne uscì intatta.
Ma dal 2001 tutti la conoscono come “The Little Chapel That Stood” (la piccola cappella che è stata in piedi). Basta alzare gli occhi oltre la chiesetta per vedere la sagoma del One World Trade Center e rendersi conto di quanto erano vicine le Torri Gemelle prima dell’attentato dell’11 settembre. A dispetto della vicinanza (circa 90 metri), la Cappella di San Paolo è rimasta in piedi e non è stata danneggiata dal crollo dei due grattacieli. I detriti arrivati fin qui hanno infatti colpito il grande albero di sicomoro che si trovava accanto alla chiesa e che l’ha protetta dalla collisione.
Nei giorni, anzi nei mesi, successivi a quella fatidica data, la cappella ha rivestito un ruolo cruciale per la città. I soccorritori – dai vigili del fuoco agli agenti di polizia, dagli operai agli infermieri – hanno usato la chiesa come base per le ricerche dei dispersi e per prestare aiuto ai feriti. Dato che sulla recinzione della cappella le persone lasciavano oggetti e fogli scritti in memoria dei cari che avevano perso la vita, si decise di mettere 15 pannelli per questi memoriali. Non furono sufficienti e aumentarono fino ad arrivare a 400. Ancora oggi ci sono molti striscioni di quel periodo conservati nella cappella.
Sul campanile ci sono due campane: la prima è del 1797 e la seconda è del 1866, centesimo anniversario della chiesa. Ma la St. Paul’s Chapel ha una terza campana, posta a terra e visibile da tutti. È la Trinity’s Bell of Hope, donata dalla città di Londra nel 2002 in memoria dell’11 settembre e che, proprio in questa data di ogni anno, viene fatta suonare alle ore 8:46, quando il primo aereo dirottato colpì la torre nord del World Trade Center.








