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Da Chicago al Maine: itinerario lungo le spiagge e i laghi di Illinois e New England

Ogunquit spiaggia
Diario di viaggio da Chicago al Maine: laghi e spiagge della costa

Ecco il viaggio di Daniela, che ha scelto un itinerario particolare, decidendo di unire la bellezza di Chicago alla costa del Maine, un’accoppiata vincente com l’ha definita lei stessa. Scopriamo come si è svolto questo viaggio fra Illinois e Maine, che ha previsto soste in numerose spiagge interessanti e poco conosciute… 

26/7 – Partenza: Milano – Amsterdam con Alitalia e poi Amsterdam – Chicago, con upgrading a sorpresa in business: wow!! Il volo passa che è un piacere, tra cibo e sonno sulle meravigliose poltrone allungabili al secondo piano del jumbo. Taxi fino all’Hotel Allerton sul Magnificent Mile, edificio in mattoni del 1922, un vero landmark. Dopo la doccia siamo stanchissimi, ma facciamo un giro verso il loop, cena all’aperto da Mc Cormick & Schmicks, tempo coperto ma non fa freddo. Gli edifici intorno ci distraggono dal cibo… impressive!

27/7 – Sveglia alle 6 per il fuso. Alle 11 abbiamo prenotato l’architectural boat tour, ma prima ci facciamo un bis di breakfast alla francese con croissant salati, croque monsieur, etc da “Toni’s”. Super pieni, saliamo in barca, per fortuna nell’unica ora di sole della giornata. Il coach ci spiega i vari stili dei grattacieli, nonché un po’ di storia della città e del suo incredibile sviluppo grazie al fiume. Ci gira la testa nel vedere i palazzi che si riflettono nel fiume e che si accostano tra loro in un mix match di stili di grande effetto.

Dopo il boat tour ci dirigiamo a piedi al Millennium Park, a rifletterci nell’enorme fagiolo a specchio detto “Cloud Gate” e ad ammirare la struttura metallica giant del teatro Pritzer Pavillon. Rientriamo verso l’hotel lungo la State Street, la via scintillante di luci delle insegne dei teatri. Shopping session sul Magnificient Mile per finire la giornata. Fatichiamo a trovare un locale per cenare dove non ci sia lunga fila (è sabato sera). Finiamo in una steak house pretenziosa vicino all’hotel dove lasciamo giù $ 120 per due bistecche.

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Magnificient Mile

28/7 – Il tempo è coperto e fa un gran freddo. Esco con pile, giubbotto jeans e piumino smanicato e non ho caldo. Meno male che oggi era già previsto l’Art Institute Museum. Arrivandoci passiamo dalla Crown Fountain nel Millennium Park: due parallelepipedi alti circa 15 m che si fronteggiano, rivestiti di led con facce di persone che muovono occhi e bocca e da cui sprizza acqua vaporizzata, dove i bambini si divertono a “pucciare” i piedi. Il museo è ricco ma nessuna opera di spicco. Molti Monet, Renoir, qualche Van Gogh, El Greco, un Botticelli. Molto bella la mostra annessa al museo sulla moda e l’impressionismo.

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All’uscita siamo stanchi ma per fortuna esce il sole per tutta la mezz’ora in cui stiamo sdraiati su di una panchina nel parco. Dopo uno spuntino da Prèt a Manger, giro a piedi sul loop, per vedere i landmark del quartiere finanziario. Qui vediamo la piazza dove finisce il film Blues Brothers, il Rockery (di mattoni) e il Chicago Board of Trade, in un punto stretto detto “Canyon”. Non saliamo sulla Willis Tower per troppa attesa e il Merchant Mark è chiuso (domenica!).

Rientriamo in hotel e usciamo di fretta per andare in taxi da Buddy Guys, locale famoso per musica dal vivo, tempio del blues. Riusciamo solo a farci fare il timbro sul polso e pagare $ 10 cadauno per entrare, ma non ci sono tavoli liberi. Peraltro il cibo che passa mentre tutti aspettano lo show ci scoraggia. Dovremmo stare in piedi un paio d’ore… troppo, dopo la giornata! Decidiamo quindi a malincuore di andarcene a cenare altrove. Quattro passi nel Loop e capitiamo per caso da “Exchequer”, locale che vanta la frequentazione di Al Capone, con ritagli di giornali d’epoca e foto. Mangiamo la migliore baby back rib della storia, sommersa da 2 cm di salsa BBQ che si poteva evitare, ma la carne è sublime. Spendiamo $ 52 in due, cheese cake incluso.

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Buddy Guy’s

29/7 – Finalmente bel tempo. Affittiamo due bici e pedaliamo sul lakefront tr

ail che è lungo 23 km. Verso nord. Non fa caldo ma c’è un bel sole limpido. Incontriamo spiagge ampie e pulitissime, alcune attrezzate, un campo da gof, campi da tennis circondati da parchi. Ci fermiamo mezz’ora sull’ultima spiaggia a prendere il sole. Il lago ci impressiona: sembra mare, non si vede la sponda opposta! Riconsegnate le bici dopo 4 ore, andiamo al Navy Pier per uno spuntino (evitabilissimo) e ci consoliamo facendo 20 min di coda per un Haagen Dazs da 2 bowls a $ 6.

Rientrati in hotel, ci riposiamo una mezz’ora ma poi la luce è ancora troppo bella e usciamo per esplorare la parte nord della Michigan Ave. Decidiamo di investire $ 18 cadauno per salire al 94° piano della Hancock Tower con l’ascensore più veloce del mondo: 94 piani in 40 secondi. Sconsigliato a chi soffre di otite. Lo spettacolo da su è grandioso e ancora non si vede la fine del lago. La luce è bellissima e Chicago ci regala l’ultima vista da cartolina.

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Spiagge di Chicago

Ceniamo poi da Weber’s, tipica steak house, dove dobbiamo aspettare 30 min al bar per sederci (ne approfittiamo per un Pinot grigio e un appetizer), ma alla fine mangiamo un ottimo spiedino di carne tenerissima e dell’ottimo pollo.

maine30/7 – Oggi si parte. Il sole ci aiuta a svegliarci presto. Colazione dietro l’albergo (la migliore, se l’avessimo scoperto prima….). Poi, dopo aver sistemato il conto, taxi per l’aeroporto. All’arrivo a Boston ci accoglie il sole con “scattered clouds” (come dice il comandante all’atterraggio). Finalmente fa un po’ caldo. Non userò più il pile da qui in poi. La nostra rossa Chevrolet Cruze si mangia le nostre valigie e si parte in direzione Kennebunkport, la nostra prima tappa nel New England, dove la luce dorata inonda il paesino più pittoresco, elegante e colorato del Maine. Il nostro motel a Cape Porpoise è molto basic ma pulito e ha davanti un bellissimo prato con un enorme albero. Cena a Cape Porpoise dal Pier 77, walking distance dal motel, con vista sul faro e sulla piccola laguna. Finalmente mangiamo pesce e insalata.

31/7 – Oggi si va in spiaggia: Grooch’s di Kennebunkport. Molto grande, molto bella, frequentazione molto WASP (White Anglo-Saxon Protestant) Larghissima, piatta che sembra finta, si estende per cieca 1 miglio davanti a eleganti dimore in stile. Passeggiano coppie di anziani belli e ricchi, mentre famigliole altrettanto belle e ricche giocano tra surf e ombrelloni. Il sole picchia e l’abbronzatura lo testimonierà, ma non si sente perché c’è brezza leggera e l’aria è calda ma non oltre il comfort.

Pranzo in un piccolo e mediocre store, l’HB Provision: un emporio dove si fanno acquisti di cibo e si può anche consumare sul posto, tra scaffali di legno e odori da Old America. Due insalate. Pomeriggio con passeggiata ocean front fino alla villa dei Bush, meta di pellegrinaggio turistico di curiosi come noi. Serata alla ricerca di due posti a tavola in un ristorante che ci piaccia; dopo un’ora di corri, prenota, entra, esci, guarda e annusa…. torniamo a Cape Porpoise, al Captain’s. E qui, in un ambiente semplice e semi-casalingo, ci gustiamo un tonno scottato e un Haddock molto buono.

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Spiagge di Kennebunk

1/8 – Si parte verso Boothbay, la nostra prossima tappa. Sulla strada ci aspettano due soste: la prima è la Old Orchard Beach, spiaggia lunga e a tratti affollata, con ambiente tipo Riccione, frequentatissima da Quebequensi. C’è un tempo stupendo, riusciamo persino a fare un “puccio” nell’oceano. Arriviamo a Boothbay Harbour verso le 19, essendoci un po’ persi intorno a Portland, che ci fa una brutta impressione. L’Harborage Inn prenotato è molto carino e Jennifer è una host esperta. Cena da Seagull’s, uno dei ristoranti che si affacciano sulla piazzetta di legno nel centro di BBH. Ottimo sia il tonno col sesamo che la grigliata mista. Un complessino musical allieta l’ambiente riscaldando il colorato gruppo di amiche del luogo.

2/8 – Cielo coperto, pioggerella a tratti. Si va a visitare Damariscotta, poco distante. Carina la Main Street, dove mangiamo un buon pranzo leggero con sandwich caldi e belle insalate. Poi si va a Pemaquid, luogo affascinante per la scogliera in orizzontale e il faro, che visitiamo all’interno (non perdetevi il nostro articolo sui fari del Maine e del New England). Il sole allontana la foschia e dopo qualche foto andiamo a Pemaquid Beach, bellissima e deserta. Resteremmo di più, atmosfera magica, ma veniamo via per non perdere l’Opera House, dove abbiamo prenotato per la sera due biglietti per il concerto delle “Cherish the Ladies”, gruppo canoro di originarie irlandesi. Cena – ottima – sulla terrazza del Boathouse, con vista sul porto al tramonto. Degni di nota i crab cakes e la birra artigianale.

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Pemaquid Beach

Alle 7,59 entriamo all’Opera House, storico edificio (Monumento Nazionale) del 1901, già pieno di spettatori. Dopo l’apertura di un musicista (chitarra acustica, una specie di banjo irlandese) entrano le star della serata, tutte donne (6). Non capiamo tutto ma sembrano simpatiche, con la leader di NY, figlia di irlandesi, larga come un’edicola e virtuosa di piffero e flauto. Musica divertente e danze sorprendenti. Buffi e bravi. Dopo teatro con passeggiata e waffles sul porto.

3/8 – Il tempo si apre al bello e decidiamo di dedicare la giornata allo sport. Mattina kajak biposto, un’ora nell’harbour. Vorremmo prendere le bici ma sono scassate, andiamo nell’altro noleggio bike di Boothbay Harbour e ce ne veniamo via con una troppo piccola e l’altra frenata. Pedaliamo verso Hedick’s Lightouse e Beach ma la strada è pericolosa e dopo poco desistiamo. Tornati alla nostra Inn ci concediamo un po’ di sole a bordo mare su di una comodissima Adirondakee chair. Cena oltre il ponte pedonale sul porto, dall’altra parte della baia da “Lobster Dock”, con vista baia, dove per $ 50 prendiamo un’aragosta intera con pannocchia, due ottimi crab cakes e un piatto di capesante gratinate. Tutto ottimo! Le aragoste sono messe a bollire vive in una retina con la pannocchia da un team di ragazzi bulgari ad un passo da noi. Fa un po’ impressione, meglio mangiare che guardare (leggi anche il nostro tour degli astici in Maine).

4/8 – Partiamo sotto un sole bellissimo. Prima tappa Camden, la “Portofino” del Maine. Due passi lungo il porto e…. via! Saliamo su di un “Windjammer”, veliero riproduzione di quelli antichi, che ci porta per due ore al largo della baia. Il tempo è stupendo, ce la godiamo. Poi un veloce spuntino sulla marina (focaccia) e riprendiamo il cammino.

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Camdem

Arriviamo a Bar Harbour verso le 19. Ci sistemiamo al White Columns Inn (prenotato dall’Italia, come tutti gli altri) ex chiesa con grandi colonne bianche all’ingresso. Abbiamo la stanza Hare Forest , super vittoriana, con letto a baldacchino altissimo e pieno di ruches in pizzo bianco. Uscendo per la cena ci colpiscono il gran numero di negozi per turisti e lo spettacolo del tramonto sulla baia, con tante piccole isole di fronte. In qualche modo può ricordare un paesaggio norvegese, ma le case sono poche sulle rive e tutte in legno stile vittoriano. Ceniamo da “Gelyn’s” – salmone – sulla Main Street e riusciamo anche a fare un giretto per negozi che qui stranamente chiudono tardi, alle 22 o 23, poi ci arrampichiamo sul lettone bello duro.

5/8 – Ci svegliamo con un bel sole pronti per l’Acadia Park. La colazione non ci piace (quiche con bacon e fettona di plum cake nello stesso piatto) ma ahimè non si può scegliere. Acadia è un enorme bosco sulla stessa isola di Bar Harbour, la Mount Desert Island, con scogliere a picco, di granito, stranamente di forma squadrata. Percorriamo in auto il Loop e ci fermiamo un’oretta nell’unica Sand Beach. Resistiamo sdraiati anche se il sole va e viene ed è tutto un metti e togli il golf, mentre gli impavidi fanno pure il bagno. Poi il cielo si apre, decidiamo di sgranchirci le gambe sul sentiero che parte dalla fine della spiaggia e arriva dopo un loop di circa 30 minuti dall’altro lato.

Sand Beach Acadia
Sand Beach ad Acadia National Park

Niente di che, ma almeno ci siamo mossi un po’. Finiamo il giro del parco in auto, fermandoci in cima al Monte Cadillac e per qualche foto dall’alto alle isolette di fronte e alle scogliere, ma nel complesso questo parco ci sembra inferiore alle attese. Certo colpisce una vegetazione così fitta in un’isola così a nord e con contorni così frastagliati. Dopo una doccia veloce, andiamo alla Marina per percorrere a piedi il Shore Path, sentiero costruito a fine 1800 che costeggia la baia per circa 1 km. Bellissimo il tramonto sulla baia!! Alla fine siamo affamatissimi perché oggi ci siamo nutriti solo di fragole e mirtilli del Maine comprati lungo la strada fuori Boothbay. Ceniamo a “Cafè This Way”: due ottimi tonni, ma il mio è un po’ troppo piccante. Qui non resistono a coprire tutti i migliori sapori con salse e spezie. Dopo cena riusciamo a fare due passi e perfino un po’ di shopping.

6/8 – Oggi tempo stupendo. Peccato doversi mettere in auto, ma ci aspetta il New Hampshire e il suo Golden Pond, circa 450 km da qui. La strada è lunga, ma soprattutto è lenta, con il limite massimo nell’autostrada fissato a 65 miglia, quando va bene. Lo sapevamo e ce la prendiamo comoda. Il pranzo è da Governor’s, forse il peggior posto dove abbiamo mangiato finora, in compenso sono appese alle pareti tutte le foto dei Governatori del Maine dall’800 agli anni ’70. Ripartiamo e attraversiamo meravigliosi paesaggi di foreste sotto un cielo azzurro e blu cobalto fino alla regione dei laghi, in particolare il Sebago lake, poco considerato dalla Lonely Planet ma bello, specie nella luce dorata di questo pomeriggio.

Ci fermiamo a Naples, dove noleggiamo quello che credevamo un pedalò e che si rivela invece il natante più lento del pianeta! Viviamo anche l’ebbrezza del decollo di un idrovolante a 10 metri da noi. Ancora altri km in mezzo a foreste quasi disabitate e finalmente arriviamo a Holderness! Bello, bellissimo il lago Squam si rivela tra gli alberi. Ed eccoci al nostro “Inn ON Golden Pond” e bella la nostra stanza “Owl’s nest”. Cena da Walter’s Basin, discreti il babyback rib e la NY sirloin di Piero con il blue cheese.

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Squam Lake

7/8 – Sotto un cielo coperto ci godiamo la bella e buona colazione di Bonnie: pane tostato, marmellata di rabarbaro e uno splendido pancake ai mirtilli. Buonissima, la migliore colazione della vacanza. Un timido sole ci invita a cercare la Squam Lake Association per noleggiare un kajak biposto ed avventurarci sulle acque dello Squam Lake. Bello scenario, un lago più grande di quello che ci aspettavamo e il sole ora pieno, tentiamo persino un ammaraggio clandestino su di una spiaggetta riservata ai residenti di Holderness, da cui la Beach Attendant dopo 30 secondi netti gentilmente ci caccia.

Nel pomeriggio ci riposiamo invece sulla spiaggetta pubblica del Little Squam Lake, dove sono ben felici di accoglierci dietro pagamento di $ 2 cadauno. Tornati al villaggio (non si può neanche definirlo paesino) ci gustiamo una fettona di ottimo pie ai lamponi e rabarbaro e rientriamo alla nostra Inn. Per la sera decidiamo di visitare Meredith, a 6 km da noi, sul lago Winnipausakee, il più grande della zona. Il posto dice poco, in stile vacanza USA, ma capitiamo per cena da Giuseppe’s, locale in cui lo staff ci illustra proudly le origini italiane della famiglia fondatrice e dove azzardiamo una pizza e degli spaghetti ai funghi, sorprendentemente buoni. Sarà la noia per il solito cibo USA, ma ci sembra di aver mangiato benissimo, incluso il tiramisu e cannolo finale. Breve passeggiata sul lago per smaltire e ritorno alla Inn belli sazi.

8/8 – Oggi si parte. Abbiamo deciso di tralasciare il Vermont e tornare invece per gli ultimi due giorni di vacanza sulla costa, anche se non abbiamo prenotato il pernottamento. Colazione con french toast dolce e chiacchierata con Bonnie, con i suoi ricordi di viaggio in visita agli amici di Biella. Lungo il tragitto sosta a Concord, capitale del New Hampshire. Dopo aver vagato per Portsmouth, cittadina nei pochissimi chilometri di costa del N.H., dove pensavamo di pernottare, ma che abbiamo trovato a dir poco orribile, ci siamo diretti dritti dritti a Ogunquit, ben sapendo che era venerdì sera e sarebbe stato difficile trovare un posto per dormire due notti, ma nei miei ricordi del viaggio precedente valeva la pena. Ed è una conferma! Dopo vani tentativi altrove, troviamo un’ottima stanza ad un prezzo decente nello stesso hotel dell’altra volta, The Meadowmere Resort. La prima sera ceniamo in un posto delizioso a Perkins Cove, su di una terrazza vista mare. Ce la godiamo! La temperatura ad Ogunquit è perfetta e anche il paesino – come infatti ricordavo – merita assolutamente.

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spiaggia di Ogunquit

9/8 – Oggi, ultimo giorno, il programma prevede giro di shopping negli outlet di Kittery, poco distanti da qui. Mai programma avrebbe potuto essere più azzeccato: oggi DILUVIA! E diluvierà tutto il giorno, così abbiamo l’alibi per passare la giornata in giro per gli outlet, dove compriamo un po’ di tutto. Torniamo a Ogunquit al tramonto, giusto in tempo per fare un salto in spiaggia a goderci lo spettacolo del cielo che si apre e del sole che tramonta con una luce vivida sulla lunga spiaggia semi deserta…. Stupendo. Questa immagine ci resterà negli occhi.

Per la nostra ultima cena della vacanza scegliamo un posto non lontano dall’hotel, dove facciamo un bel po’ di attesa prima di avere un tavolo ma ceniamo con dell’ottima carne nell’unico posto CON TOVAGLIA di tutta la vacanza. Un lusso. Dopo cena quattro passi tra i negozietti, aperti fin dopo le 22 (una rarità).

10/8 – Oggi ahimè si torna. Il volo è da Boston verso le 18. Approfittiamo dello splendido sole per farci qualche ora di spiaggia. E’ una meraviglia: spiaggia profonda e infinita, sabbia chiara, mare calmo, una luce sfacciata. La maggior parte delle persone sono concentrate verso terra, lasciando così un enorme spazio deserto di circa 100 m. sul bagnasciuga. Ci posizioniamo con i nostri asciugamani in un punto della spiaggia pochissimo affollato. Dopo circa una mezz’ora capiamo il perché erano tutti ammassati in alto ….. la marea si alza di botto e una bella onda lunga ci manda a mollo asciugamani, creme e scarpe! Pazienza, tanto domani non ci serviranno più. Ci spostiamo indietro e ci godiamo ancora l’ultima ora di spiaggia del Maine. Una corsa in macchina a Boston con l’ansia di perdere l’aereo per il traffico e siamo pronti per il volo di ritorno.

Altre risorse utili

Se state pensando di intraprendere un itinerario del New England vi segnalo alcune risorse che potranno essere utili per programmare il vostro viaggio.

Un Consiglio Importante: Ricordati l'assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

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Daniela

Ho 56 anni, viaggio col mio compagno di vita.... e insieme ci divertiamo molto!
Non siamo viaggiatori frenetici nè avventurosi, preferiamo viaggiare comodi e goderci con calma il territorio che stiamo visitando.
Amiamo la natura e dove possiamo facciamo un po' di sport (passeggiate, kajak, bicicletta...), mentre nelle città non ci facciamo mai mancare almeno una visita ad un museo.

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