La Route 66 è pericolosa? Rispondere a questa domanda non è facile, soprattutto perché si possono intendere cose diverse. Un conto è se si parla delle condizioni della strada in sé e se ha tratti malmessi che possono essere causa di incidenti stradali, un altro è se si temono situazioni di criminalità nelle città attraversate. In questo articolo cercherò di analizzare tutte le possibili accezioni di pericolo su questo lunghissimo itinerario, per aiutarti a capire se davvero devi temere qualcosa (e che cosa) o se puoi partire tranquillo per la tua avventura on the road.
Tratti pericolosi della Route 66

Partiamo dal dire che la Route 66 non è uguale a se stessa per tutti i quasi 4000 km della sua lunghezza. Nel corso degli anni alcune sezioni sono state ammodernate e altre invece sono state più trascurate, soprattutto dopo la costruzione di tratti autostradali vicini, che hanno spostato il traffico sulle direttrici più grandi e funzionali. Se vuoi percorrere tutta la Mother Road e non perdere neanche un chilometro del tracciato ufficiale, devi essere consapevole del fatto che ti imbatterai in alcuni segmenti poco manutenuti e potenzialmente pericolosi dal punto di vista della sicurezza stradale.
L’Arizona è lo stato più gettonato per chi vuole percorrere solo una parte della Route 66, perché in questa tratta si concentrano alcune delle principali attrazioni di tutto il percorso. Ma attenzione: proprio la tratta fra Kingman e Oatman è una delle più impervie e dove si deve prestare maggiore attenzione alla guida. Attraversando le Black Mountains sul Sitgreaves Pass, ci si trova a guidare in una strada stretta, con tornanti e pendenze accentuate, curve con visuale limitata e tratti senza guardrail. Insomma, nonostante sia uno dei tratti più panoramici, chi guida è bene che non si distragga e resti ben concentrato sulla strada.
Un altro tratto di strada dove fare attenzione è quello del New Mexico, nella zona fra Tucumcari e il confine il con il Texas. Qui infatti c’è un tratto di Route 66 che addirittura è ancora sterrato. Ecco perché la stragrande maggioranza dei viaggiatori, per non dire tutti, percorrono la vicina autostrada I-40. In effetti, non ha senso guidare su uno sterrato rischioso che per di più non offre alcun tipo di attrattiva paesaggistica.
Una situazione simile, anche se non così estrema, si trova anche nelle zone rurali di Texas e Oklahoma. In questa zona infatti l’autostrada I-40 si è quasi totalmente sovrapposta alla vecchia R66 e nei tratti in cui le due strade differiscono, quella vecchia e storica è spesso abbandonata a se stessa o comunque poco curata. Se vuoi percorrere la strada originale e non la nuova Interstate, devi essere consapevole che troverai asfalto vecchio, buche non rattoppate, tratti dove la strada è stretta e così via. Ecco, valuta se ha senso investire tempo in queste zone per fare ogni tratto possibile della strada storica, o se invece è meglio stare sull’autostrada per raggiungere più rapidamente le destinazioni di maggior rilievo.
Traffico e rischio incidenti sulla Route 66

Guardando all’aspetto del traffico, ci può essere il pericolo di fare un incidente sulla Route 66? Beh, sì, come d’altra parte su qualsiasi strada. Ma come già detto, stiamo parlando di una strada lunghissima e che non è tutta uguale. Ci sono tratti dove per chilometri e chilometri non si trova nessuno e si può guidare sereni e spensierati. Poi, si arriva nei pressi di una città e ci si trova imbottigliati nel caos di clackson che suonano e code ai semafori. Di fatto, considerando che buona parte della R66 è ormai sostituita dalle autostrade, o in alternativa appare come una statale che attraversa aree poco abitate, il traffico si trova quasi esclusivamente nei pressi delle città. Vediamo quelle peggiori da questo punto di vista:
- Chicago: l’inizio della Route 66 è nella terza area metropolitana più grande d’America, dove il traffico urbano è all’ordine del giorno. Nelle ore di punta c’è il rischio di passare diverso tempo in coda e guidare nella grande città può non essere il massimo per chi non è abituato. Un consiglio: visita la città senza macchina (i mezzi pubblici di Chicago funzionano perfettamente) e parti per il tuo on the road noleggiando l’auto all’aeroporto senza entrare in città.
- Los Angeles: quanto detto per il capolinea iniziale della Route 66 vale anche per quello finale. Los Angeles è la seconda città più grande degli USA e il traffico è uno dei suoi problemi più grandi. Inoltre, a differenza di Chicago, questa città non si visita così facilmente con i mezzi pubblici e quindi è più difficile pensare di disfarsi della macchina per la visita. Preparati a un bel po’ di tempo trascorso in fila, anche sulle direttrici maggiori.
- St. Louis: quando si attraversa la principale città del Missouri, ci si trova ad affrontare interscambi autostradali complessi e un mix fra traffico locale e viaggiatori a lungo raggio che invece vogliono districarsi il prima possibile dalla giungla stradale.
- Oklahoma City e Tulsa: le due maggiori città attraversate in Oklahoma non sono al livello di quelle sopracitate in quanto a traffico, ma troverai comunque un discreto traffico. Dopo aver guidato a lungo in aree rurali, quando si entra in queste città c’è da stare attenti.
- Albuquerque e Santa Fe: quanto detto per l’Oklahoma vale anche per le due principali città del New Mexico, anche se a livello leggermente minore. Il traffico non è allo stesso livello, ma non è da sottovalutare, soprattutto nelle ore di punta.
- Springfield: lo stesso vale per la capitale dell’Illinois, che è una città di media grandezza, ma molto frequentata e
- Cittadine turistiche: oltre alle grandi città, la questione del traffico può essere un problema anche nelle località piccole, ma turistiche. Un esempio sono le cittadine come Seligman, Williams o Flagstaff, che sono molto battute dai turisti e che quindi rischiano di essere congestionate, soprattutto nei periodi di alta stagione.
La Route 66 è ancora considerata la Bloody 66?
Forse avrai sentito dire che un tempo – in particolare tra gli anni ’30 e ’60 del Novecento – la Route 66 era soprannominata Bloody 66. Il motivo è che effettivamente c’era un altissimo tasso di incidenti, anche mortali, soprattutto in tratti specifici. Uno in particolare era il Sitgreaves Pass di cui ho già parlato, tra Kingman e Oatman, dove avvenivano diversi incidenti.
Altri punti critici erano in Illinois – una curva vicino a Towanda (soprannominata non a caso Dead Man’s Curve) e un tratto vicino a Pontiac (chiamato Dead Man’s Alley) – e tornando in Arizona il tratto di Ash Fork Hill, vicino a Flagstaff. Quest’ultimo era tristemente famoso perché era teatro di un incidente su sette di tutti quelli avvenuti sulla Route 66 dopo la Seconda guerra mondiale.
Ciò era dovuto a diversi fattori. Innanzitutto a quel tempo non c’erano le autostrade come via alternativa, quindi tutto il traffico passava di lì: auto, camion, trattori, ogni mezzo, a prescindere dalla stazza e dalla velocità. Le carreggiate erano strette, non c’era spartitraffico tra le due corsie, né guardrail laterali, né tantomeno illuminazione notturna. Quindi ogni sorpasso era una azzardo e gli standard di sicurezza automobilistica non erano certo quelli di oggi.
Oggi però la situazione è decisamente diversa. Le autostrade hanno assorbito il traffico pesante e quindi, anche se in certi tratti la Route 66 non è fra le strade migliori d’America in termini di manutenzione, non ci sono più i rischi di un tempo.
Pericolo di tornado e meteo estremo sulla Route 66

C’è un tipo di pericolo a cui non tutti pensano quando programmano un viaggio on the road sulla Route 66: il meteo. Eh sì, perché questa lunghissima strada attraversa anche parte della Tornado Alley, l’area dove ogni anno c’è il rischio (reale e serio) di imbattersi in un tornado. Per la precisione, si tratta del tratto della R66 che passa da Missouri, Kansas, Oklahoma e Texas, nel periodo primaverile, fra marzo e giugno.
Pensando al meteo, non ci sono solo i tornado a cui prestare attenzione. Durante l’estate, negli stati più meridionali, dove si attraversano zone desertiche, le temperature possono essere davvero alte. Inoltre, nei mesi secchi in queste zone non sono rare le tempeste di polvere (conosciute come haboob), che possono causare scarsa visibilità e rendere pericolosa la guida. Di contro, nel nord ci può essere il problema del freddo – ghiaccio e neve – durante i mesi invernali. Il clima di Chicago può essere davvero rigido in inverno e se viaggi in questa stagione è bene che tu ne tenga di conto.
Le città attraversate dalla Route 66 sono pericolose?

Infine, vediamo un tema che non è strettamente legato alla strada in sé, quando invece all’aspetto umano (per così dire) di alcune delle città da essa attraversate. Mi riferisco a delinquenza e criminalità che purtroppo attanaglia alcune aree urbane, in particolare determinati quartieri delle maggiori metropoli. Vediamo nello specifico quali sono le città dove è bene prestare maggiore attenzione.
- Saint Louis: è considerata la città più violenta del percorso, avendo in media il più alto numero di omicidi pro capite.
- Albquerque: è fra le città con il numero maggiore di furti e piccola criminalità urbana.
- Chicago e Los Angeles: come abbiamo analizzato negli articoli specifici dedicati alla criminalità di Chicago e alla criminalità di Los Angeles, queste due enormi metropoli presentano quartieri molto sicuri e quartieri dove invece è bene prestare attenzione.
- Springfield, Tulsa e Oklahoma City: queste città di medie dimensioni sono solitamente tranquille nei quartieri centrali, ma hanno periferie che possono essere un po’ turbolente e poco raccomandabili.
Ovviamente ciò non significa che visitando queste città si viene certamente derubati, o che peggio possa accaderci qualcosa di più grave. Semplicemente, quando si fa sosta in una grande città è sempre bene scegliere con cura il quartiere dove si prenota l’albergo, prediligendo le zone più turistiche se si intende uscire a piedi di sera. Ogni grande città, in America come nel resto del mondo, ha i suoi quartieri più disagiati, che un turista farebbe meglio a evitare per non incorrere in qualche problema. Di base, basta avere un po’ di buon senso per evitare di cacciarsi nei guai.
Per quanto riguarda le località più piccole, normalmente sono più sicure e tranquille, ma non darlo sempre per scontato. A volte i luoghi turistici possono essere obiettivi privilegiati di ladri e borseggiatori che approfittano dell’ingenuità dei turisti. Un esempio è il ponte vicino a Mitchell, in Illinois, dove abbiamo avuto la testimonianza diretta di persone che hanno avuto la macchina svaligiata mentre erano scesi per fotografare l’iconico ponte.
Dove dormire lungo la Route 66?
Proprio perché non tutte le città sono uguali e soprattutto non lo sono tutti i quartieri delle singole città, abbiamo scritto delle guide apposite su dove pernottare e come scegliere l’alloggio. Questo discorso vale soprattutto per le grandi città, per cui ti consiglio di leggere le nostre guide su dove dormire a Chicago e su dove dormire a Los Angeles. Per tutto il resto del percorso, invece, c’è la nostra guida su dove dormire lungo la Route 66.






