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Viaggio East Coast: Round Trip su New York City

Viaggio East Coast
Viaggio East Coast: diario di viaggio con tappe a New York,
Viaggio East Coast
Diario di viaggio East Coast con tappe a New York, Baltimora, Washington, Great Falls, Annapolis, Philadelphia e Atlantic City

Ciao a tutta la community di Viaggi-USA, mi chiamo Gaia e sono da pochissimo tornata da un viaggio stupendo negli Stati Uniti e vorrei condividere con voi la mia, anzi la nostra bellissima esperienza.

In tutto, il nostro viaggio è durato 2 settimane (25/08/14-07/09/14), abbiamo acquistato un volo da Milano-Linate a New York-JFK con scalo a Dublino con la compagnia Aer Lingus, che ci sentiamo di consigliare per i prezzi economici e il servizio eccellente (voli puntualissimi e staff gentile e disponibile).

Viaggio East Coast: 1 settimana a New York

La prima settimana del nostro viaggio l’abbiamo trascorsa a New York, abbiamo alloggiato a Brooklyn in zona Brooklyn Museum, una parte della città che non avevo avuto modo di esplorare nel mio precedente viaggio a NYC e che abbiamo assolutamente apprezzato. Lontano dal caos di Manhattan, ma allo stesso tempo collegata in modo eccellente all’isola (in 10 minuti di Express Train dell’MTA eravamo a Canal St.).

Inoltre ci trovavamo a un tiro di schioppo da Williamsburg, dove abbiamo fatto qualche giro la sera, tra i suoi locali hipster e la musica Hindie, in particolare ci sentiamo di consigliare il “Crown Victoria” un risto-pub davvero buono: birra e cucina americana con un pizzico di pepe, proprio a pochi isolati dal Williamsburg Bridge.

New York è New York e altro non si può fare se non viversela a pieno dalla mattina presto alla notte fonda, ci siamo mossi principalmente in metro e prima della partenza avevamo acquistato il New York Pass, che comprende davvero tante attrazioni e che abbiamo cercato di far fruttare al meglio.

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New York: giorno 1

Ponte di BrooklynComplice il jet-lag, il primo giorno ci siamo svegliati intorno alle 5,30 del mattino, ma non ce ne siamo dispiaciuti, nella città che non dorme mai il mattino ha davvero l’oro in bocca. Abbiamo approfittato di questa sveglia prima del tempo per arrivare a piedi verso il ponte di Brooklyn e attraversarlo all’alba, uno spettacolo meraviglioso: in solitaria compagnia dei fanatici del running e di qualche agente di polizia, abbiamo percorso il ponte guardando sorgere il sole su Manhattan, ancora assonnata e priva del solito smog.

Dopo una colazione agli immancabili carrettini di strada in zona Wall St., abbiamo visitato l’86esimo piano del famoso Empire State Building. Dopo la vertigine del grattacielo ci siamo dati allo “sport” e abbiamo visitato il Madison Sq. Garden visto che i nostri New York Pass comprendevano l’All Access Tour della struttura, che è bellissima, ma se la visita non fosse stata compresa non avremmo mai “sprecato” dei soldi così.

Abbiamo velocemente pranzato da Lindy’s (non un granchè, prezzi però più che abbordabili) poi abbiamo fatto tappa a Union Square e da lì abbiamo passeggiato nel bel quartiere del Greenwich Village, tra gli studenti della NYU e gli artisti di strada. Essendo di base a Brooklyn (zona Park Slope), la sera ci siamo diretti a Williamsburg, regno dell’hipsteria, ci è piaciuta molto, soprattutto perché ci siamo sentiti molto sicuri nonostante ce l’avessero sconsigliata; abbiamo cenato in un giardino di un pub biologico (Crown Victoria).

New York: giorno 2

Il secondo giorno ci siamo girati per bene la zona di Wall St. e del Wall Trade Center, visitando le Reflection Pools e il museo del 9/11, commovente e davvero devastante dal punto di vista emotivo. Prima di imbarcarci sui battelli per Liberty Island e Ellys Island ci siamo fatti un bel giro a piedi per Battery Park. In circa 3 ore abbiamo visitato entrambe le isole, quindi siamo ritornati a Manhattan e ci siamo dedicati un po’ allo shopping in zona downtown: Century 21, Fulton St. e Water St.

Nella zona di Sea Port abbiamo avuto la fortuna di trovarci in mezzo a una festa di cibarie non ben specificate, ne abbiamo quindi approfittato mangiando tutto quello che ci capitava a tiro (tanto per noi era tutto nuovo!). Presa la metro, siamo scesi a Times Square, breve giro all’Hard Rock Cafè e, poco prima della chiusura serale, siamo riusciti a salire sul grattacielo del Rock Feller Center.

Se l’Empire offre la vista più alta della città (ancora per poco!), Top of The Rock di sera è uno spettacolo incredibile e davvero mozzafiato: una vista a 360 gradi sulla città delle luci, ci sembrava quasi di poter toccare il pennone dell’Empire, davvero da fare (attenzione all’ascensore che fa più di 60 piani in circa 40 secondi e non è per i deboli di stomaco!).

New York: giorno 3

New York Cantral ParkIl giorno numero tre, l’abbiamo trascorso tra il museo di storia naturale (bellissimo, ma davvero bisogna essere molto interessati all’argomento oppure dei bambini), Central Park e il Metropolitan Museum, di cui naturalmente abbiamo visitato una parte infinitesimale. Consigliamo un hamburger o una bella insalata fresca alla Boat House in Central Park, il contesto è ovviamente magnifico, i prezzi modici e nelle giornate afose di agosto si sta da Dio.

Siccome ci rimaneva un po’ di tempo prima di cena, ci siamo buttati nella 5th Ave. e tra un negozio super cool e l’altro, abbiamo visitato la St. Patrik Cathedral, la NY Library e, arrivati alla 42nd St. con un tramonto scenografico sulle vetrate a specchio dei grattacieli, abbiamo deviato verso Time Sq. e visitato il Madame Toussaud. Dopo una gustosa cena al Ruby Tuesday, abbiamo preso la metro verso l’agognato letto.

New York: giorno 4

Il quarto giorno l’abbiamo inaugurato con una colazione degna dei telefilm americani in un locale tra la 7th St. e Park Ave., tutto buono, ma ci hanno davvero spennati (d’altronde i polli siamo stati noi a voler far colazione in posti da fighetti!). Dopo il salasso mattutino, abbiamo affittato le bici (4h di affitto comprese nel New York Pass) e abbiamo girato Central Park in lungo e in largo, scoprendo una magnifica piscina nella parte nord (peccato che non avessimo il costume da bagno!).

Sempre in bici, abbiamo girovagato un po’ per le vie di Harlem e abbiamo fatto una breve visita alla Cattedrale di St. John the Divine, che è davvero gigantesca. A un tiro di schioppo dalla cattedrale c’è il campus della Columbia e quindi siamo andati a visitarlo, approfittandone per pranzare tra gli studenti (era la settimana dell’accoglienza dei nuovi iscritti). In sella alle nostre bici, da Harlem abbiamo percorso la 5th Ave. o Museum Mile fino al Solomon R. Guggenheim (ingresso compreso nel New York Pass), che nel periodo in cui siamo stati noi ospitava un’esposizione dei futuristi italiani.

Restituite le bici al noleggio in zona Park Ave./6th St., siccome avevamo ancora forza nelle gambe, ci siamo diretti verso il Lincoln Centre (io sono una fanatica della danza classica e non potevo non vedere la Giuliard School e il teatro del NYCB). Quindi abbiamo preso la metro e siamo scesi a Canal St., qui abbiamo visto la follia di China Town e i residui dello storico quartiere di Little Italy. Siamo poi finiti a Nolita e camminando ancora a Soho, per poi dirigerci a cena in un Diner al Greenwich Village (Cozy – Soup ‘n Burger, lo consigliamo: personale gentile, prezzi modici, cibo discreto e in abbondanza).

New York: giorno 5

La mattina del quinto giorno ci siamo diretti a Chelsea, dove abbiamo scovato un folkloristico mercatino dell’usato in cui chincaglierie di ogni genere nascondevano veri gioielli (come gli orecchini in stile art deco che ho comprato alla modica cifra di 1$ al paio!! – veri affari). Quindi siamo andati a fare una visita in velocità alla Grand Central e da lì al MoMA (compreso nel New York Pass). Usciti da uno dei musei più belli del mondo, abbiamo fatto visita alle Rockettes del Radio City Hall (il tour della struttura teatrale era compreso nel New York City Pass).

New York Coney IslandSiamo poi ritornati verso Brooklyn e abbiamo scoperto che era il giorno del West Indian Carnival, caraibici scatenati e cibo tipico ad ogni angolo di strada. Siamo passati di fronte al Brooklyn Museum e alla Brooklyn Library e siamo andati a farci un giro nel gigantesco Prospect Park. Non sappiamo bene come, ma siamo riusciti a uscire in una zona comoda per la metro e, dopo una capatina fortunata ad un Garage Sale di gente del luogo dove ci siamo infiltrati, abbiamo preso il treno per Coney Island. Il tempo non era dei migliori, ma Coney Island ha un fascino tutto suo, e sebbene potrebbe sembrare un po’ fatiscente, è nostalgico e romantico al tempo stesso.

Da New York a Baltimora

L’ultimo giorno siamo tornati di buon mattino verso l’aeroporto (era il weekend del Labor Day quindi i treni andavano a scartamento ridotto e ci abbiamo messo un po’ di tempo) per prendere l’auto che avevamo noleggiato. Intorno alle 10 eravamo sulla I-95 in direzione Baltimore.

Da sottolineare che avevamo letto che le strade americane sono quasi sempre libere dagli odiosi pedaggi: vero, ma ogni tanto si paga un ponte (salatissimi) o un tunnel, quindi se vi dovesse capitare di girare in macchina siate sempre muniti di cash e possibilmente fatevi trovare con i soldi giusti, perché non sono ammessi pagamenti con carte di credito ma solo elettronici con una specie di telepass (ci sono alcuni siti che permettono di calcolare il pedaggio anche per tratti interstatali).

Dopo una breve sosta in una sorta di gigantesco Autogrill multibrand, siamo giunti a Baltimore per l’1. Il nostro hotel era un po’ fuori, ma metteva a disposizione un servizio di navetta fino a downtown, che poi è la zona del porto interno. Baltimore ci è sembrata molto tranquilla, abbiamo passeggiato per i canali del porto, non sapendo bene cosa visitare e dove andare, siamo stati un po’ a zonzo, complice la pioggia ci siamo infilati nei negozietti del porto e abbiamo comprato un po’ di souvenirs del Maryland.

Abbiamo cenato a un ristorante giapponese, perché i locali che offrivano i famosi granchi blu non ci ispiravano troppa pulizia, ma forse noi siamo un po’ troppo esigenti da questo punto di vista!

3 giorni a Washington DC

East Coast Washington DCDopo la nottata trascorsa a Baltimora, la mattina seguente siamo partiti per Washington D.C. che dista meno di un’ora. Alloggiavamo nel bellissimo quartiere di Capitol Hill e appena arrivati ci siamo diretti verso la Union Station e il Mall. A partire dal Campidoglio, abbiamo percorso il Mall per tutta la sua lunghezza fino al Lincoln Memorial, fermandoci in qualche museo di tanto in tanto (i musei della fondazione Smithsonian sono tutti gratuiti).

In particolare, siamo stati all’Air & Space Museum e al Museo di storia americana. La camminata è durata da mezzogiorno fino a sera e abbiamo potuto vedere un tramonto mozzafiato dal monumento di Lincoln sul fiume Potomac. Abbiamo cenato in un locale in zona Georgetown, tra gli studenti e le loro confraternite, si chiamava Farmers e offriva cibo bio davvero ottimo.

Il giorno succesivo a Washington abbiamo affittato le bici ai punti del Capitol Bikeshare, servizio di bike sharing non molto limpido nelle tariffe e nemmeno molto economico (ma noi ovviamente ce ne siamo accorti dopo). Washington è una città che si gira agevolmente (se pur con qualche salita) in bicicletta, soprattutto perché ci sono davvero molte meno macchine che a New York e ci si sente quindi più tranquilli e sicuri, unico problema è che d’estate c’è davvero un caldo infernale (noi veniamo dalla pianura padana e di afa pensavamo di intendercene, ma siamo rimasti sbalorditi dall’umidità e dai 40 gradi di D.C.).

Grazie alla bici abbiamo potuto vedere il resto dei mausolei, quindi il Jefferson Memorial, il Martin Luther King Jr. Memorial, F.D.Roosvelt Memorial, il cimitero di Arlington (bellissimo e molto toccante), il mausoleo di Iwo Jima e i monumenti delle guerre di Korea. Il pomeriggio, siccome eravamo davvero lessi di caldo, ci siamo infilati dentro al Crime Museum, che è un po’ caretto, ma molto divertente. Abbiamo infine cenato in un locale sulla H Ave. che si chiamava H&Pizza, dove fanno pizza con diversi impasti e con i condimenti scelti dai clienti sul momento.

Washington e dintorni: Great Falls e Annapolis

Great Falls VirginiaIl giorno successivo, nostro ultimo giorno a Washington D.C., abbiamo preso la macchina e siamo andati al parco nazionale delle Great Falls del fiume Potomac: già la strada per arrivarci, spersa in mezzo alle colline e disseminata di grandi case coloniali con cavalli e staccionate bianche, è uno spettacolo fantastico…le Great Falls lo sono ancora di più. Abbiamo lasciato il parco naturale e ci siamo diretti verso il mare ad Annapolis.

Siamo arrivati nella cittadina dell’accademia navale verso ora di pranzo e ci siamo fermati a mangiare in una sorta di pub dove siamo stati accolti in perfetto Southern style: personale gentilissimo e alla mano. Annapolis è una cittadina vivibilissima e incantevole, con abitazioni e costruzioni deliziose e soprattutto a misura d’uomo, ci siamo sentiti lontani anni luce dai grattacieli di New York. Se si è di stanza a Washington D.C., una capatina in questa bella cittadina amichevole è assolutamente da fare.

Ritornando verso Washington, siamo passati vicino allo stadio del D.C. United dove si giocava la Copa Centroamericana, non siamo riusciti ad entrare, ma abbiamo potuto vedere un po’ di calcio comunque: l’allenamento del D.C. United proprio accanto allo stadio.

Il giorno successivo abbiamo lasciato Washington per risalire verso Philadelphia che dista circa 2 h e mezza. A Philly alloggiavamo un po’ fuori (zona aeroporto), per cui abbiamo preso un comodo treno che in circa 20-30 minuti porta alla stazione di Market East.

Philadelphia in 1 giorno

Tour East Coast PhiladelphiaA Philadelphia abbiamo fatto il canonico giro per la Liberty Bell, Chestnut e Walnut St. per poi salire verso China Town. Dopo un giro per rinfrescarci un po’ alle fontane del City Hall, abbiamo ammirato la fontana che al momento della nostra visita si presentava color verde ramarro con la scultura LOVE di R. Indiana, quindi abbiamo camminato, camminato e camminato lungo la B. Franklin Pkwy fino alla mitica scalinata di Rocky, proprio in prossimità del Philadelphia Museum of Arts.

Siamo fermamente convinti che Philadelphia sia una bella città e abbia moltissimo da offrire, a noi però, forse perchè ci siamo stati pochissimo tempo, non è piaciuta per nulla e per di più non ci sentivamo molto sicuri a girare per strada.

Atlantic City e ritorno a New York

Atlantic City East CoastIl nostro penultimo giorno negli USA, ci siamo recati ad Atlantic City. Crepi l’avarizia, abbiamo soggiornato in uno degli hotel con annesso casinò (il Golden Nugget-AC) proprio vicino alla marina. Siamo arrivati intorno alle 12 e, dopo aver trascorso qualche piacevole ora nelle piscine-rooftop dell’hotel, siamo andati verso la Boardwalk. Abbiamo fatto un bagnetto (breve ma intenso) nell’oceano e poi abbiamo passeggiato sulla boardwalk che è esattamente come ci aspettavamo dai telefilm: un fascino decadente.

Quando si sono fatte le nove di sera circa, il lungo mare si era completamente svuotato poiché tutti i visitatori di Atlantic City si trovavano nei casinò. Così ci siamo recati a quello del nostro hotel, sentendoci un po’ a disagio sia perché non avevamo soldi da spendere (dovevamo tenere il cash assolutamente per i pedaggi del viaggio di ritorno!!) sia perché l’età media degli avventori era di 75-80 anni.

Giudizio complessivo di questo viaggio sulla East Coast

L’indomani mattina siamo purtroppo ritornati verso il JFK (circa 3h da Atlantic City) e abbiamo infine lasciato la East Coast e preso l’aereo per l’Italia.

  • Voto complessivo alla vacanza 9.5 (se fosse durata un mese, sarebbe stato 10!)
  • Budget: tutto compreso (assicurazione, volo, hotel, cibo, pedaggi e strusci vari) poco meno di 4000 euro (per due persone).
  • Top five: NYC (sempre e comunque MAGNIFICA), Washington, guidare per l’interstate, Great Falls e il bagno nell’oceano
  • Flop: Philadelphia e lo svuotamento di Atlantic City al tramonto.
  • Prossimi progetti di viaggio: un road trip da Chicago a LA sulle tracce della Route 66 e un tour in auto della Florida.

Un Consiglio Importante: Ricordati l'assicurazione sanitaria, non farla potrebbe rovinarti la vacanza in USA! Se non sai come orientarti nella scelta puoi leggere la nostra guida: Assicurazione USA: come scegliere la polizza migliore?

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Gaia Aragrande

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